- Cap. 22

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"Words make me
hold my breath."
Dan Dark,
The Singing Detective

POV ALLIE

Il mondo sembra essersi fermato.
L'acqua scorre sul mio volto, accarezzandone i lineamenti e bagnando i ciuffi castani sulla fronte, sollevo le mani, appoggiando i palmi sulla parete della doccia e portando la testa all'indietro.
Il calore dei fumi riscalda le mie membra, facendo vibrare le punte dei capelli e le dita, immagino le sue mani bagnate sulle mie spalle e il suo corpo nudo contro la mia schiena.
"Dio, Allie, basta..." mormoro, sentendo l'eccitazione salire e il corpo scosso da fremiti.
Allontano le mani e chiudo l'acqua, sentendo bussare alla porta del bagno.
"Allie? Ti ho messo un accappatoio sul termosifone, esci dalla doccia e lo trovi sulla destra."
Non rispondo, per paura di far tremare la voce, apro la porticina ed esco gocciolante dal box.
L'accappatoio grigio è impregnato dell'odore del prof.
Mi soffermo per qualche secondo, con la testa affondata nella stoffa e quell'aroma di tabacco sul volto bagnato.
Infilo l'indumento e mi precipito fuori.
Downey è seduto in poltrona, le gambe accavallate e il sigaro tra le labbra, mi guarda e dopo aver liberato una nuvoletta di fumo dalle narici, fa scorrere lo sguardo sulla mia figura.
Ho legato l'accappatoio in vita, lasciando intravedere la linea dei seni tra i lembi e scoprendo il collo.
Il professore sussulta, distogliendo gli occhi dallo scollo e portando il sigaro alla bocca con mano tremante.
"Vuoi sederti?" mi invita a raggiungere il divano, io, invece, con audacia, mi accomodo sul bracciolo della sua poltrona.
"Ti senti meglio ora?"
Annuisco, con un mezzo sorriso, notando il suo interesse per i miei capelli bagnati.
"Professore, posso chiederle una cosa? Perché non è sposato?"
Lui mi fissa sorpreso, alzando le spalle e soffermandosi sulla finestra.
"È indispensabile sposarsi?" domanda con sarcasmo, forse infastidito.
"No, certo che no, è solo che mi domandavo come mai, visto che, insomma..."
È un bell'uomo, no.
È un tipo interessante, no.
Sembra essere a posto, no, neanche questo.
"La vedrei bene con una moglie e dei figli..."
Cavolata, non ce lo vedo affatto in realtà: dove finirebbe il fascino da filosofo con dei marmocchi per casa?
Sorride, scuotendo la testa con disappunto.
"Sono l'ultima persona adatta a fare il padre..."
"Non ha risposto alla mia domanda però..." continuo, fingendomi indispettita.
"Perché non mi sono sposato? Beh, forse perché non ho mai trovato la persona adatta a me..."
Solleva il capo con un gesto arrogante, continuando a fumare ed esalando gli sbuffi.
"Non ho mai provato per nessuno quello che sento guardando il cielo, o l'euforia di quando mi risveglio tra le pagine di un libro."
"Non ha mai amato una donna?"
Mi avvicino a lui con il busto, sfiorandogli la camicia con l'accappatoio.
Downey sorride con malinconia, sventolando la mano noncurante.
"Non più dei miei perché sull'esistenza..."
Mi guarda, illuminando gli occhi e leccandosi il labbro inferiore.
"Lo trovi triste?"
"Un po'..." aggiungo annuendo.
Lui sorride malizioso e rivolge di nuovo il profilo alla finestra.
"E cosa mi dice dei suoi amici, dei parenti?"
Annuisce, passandosi un palmo sulla coscia e premendolo sui pantaloni, come a voler scacciare brutti ricordi.
"Ho qualche amico letterato, roba da circolo di filosofia e conferenze noiose, riguardo ai parenti beh..."
Alza di nuovo le spalle, tirando un'espressione divertita.
"Mio padre, che non vedo da anni, mia madre è morta quando ero un ragazzino e poi i miei zii, che sento a Natale."
"Sì, è una vita allegra la mia... e poi c'è la Peel che rompe perché vada alle cene degli insegnanti e il preside, che insiste ad invitarmi a giocare a scacchi... cos'altro vuoi sapere?"
Mi guarda e ridacchia, solleva un sopracciglio e continua divertito.
"Pensavi che le mie giornate fossero più interessanti, non è vero? In realtà me ne sto a leggere tutto il giorno, a volte vado a mangiare al fast-food, passeggio per il parco oppure vado a nord per vedere il mare e ci resto fino alla mattina... e tu, tu cosa fai invece?"
"Oh beh..." abbozzo un sorriso, non riuscendo a distogliere gli occhi dai suoi, profondi e sinceri.
"A parte studiare, che ultimamente non faccio neanche, disegno molto e scrivo racconti e poesie."
Di colpo tira fuori un foglio, afferrando una matita dal tavolino e porgendomela.
"Fammi un disegno."
Prendo il foglio, ridacchiando e tracciando di getto il contorno del suo volto.
"Posso leggerti qualcosa mentre disegni?"
"Certo, mi piace sentirla leggere..."
Si sposa leggermente di lato, posando una mano sul sedile della poltrona per farmi cenno di sedere.
Mi sistemo accanto a lui, il suo fianco contro il mio, la sua mano sulla mia schiena; solleva il braccio e l'avvolge attorno alle mie spalle con un profondo sospiro. Mi struscio contro di lui, percependo il calore del suo corpo e il profumo del 'qualche posto' che sognavo sotto la doccia.

"Non riesce ancora
a sottoporsi al giogo,
non riesce a fare la sua parte
né a reggere l'impeto del toro
in fregola d'amore."

La sua voce vibra nel mio petto, sento la mano tremare sul foglio, mentre la sua mascella inizia a prendere forma.

"L'animo della tua giovenca
ora è sui campi verdeggianti,
ora allevia nei fiumi la pesante calura
e brama di giocare coi vitelli
nell'umidore dei salici."

Dio, ma usa questo tono graffiante e maschile anche quando geme ed ansima sotto le coperte?
Al pensiero sento le gambe tremare, abbasso lo sguardo e tento di concentrarmi sul disegno.
Ho tracciato l'elegante contorno degli occhi grandi ed infelici, le labbra bagnate e la fronte possente.

"Togliti il desiderio dell'uva acerba:
presto l'autunno variopinto
colorerà i grappoli
si porpora violacea."

Sento il suo petto alzarsi ed abbassarsi frenetico, mosso dei profondi respiri; tiene alto il libro davanti a sé, stretto tra le dita, l'altra mano tremante sulla mia spalla.

"Presto t'inseguirà,
il tempo corre crudele e
aggiungerà a lei gli anni
che a te sottrae..."

"È molto bella..." sussurro, abbandonando la matita e voltando lo sguardo verso di lui.
"Sì..." i suoi occhi riflettono il mio volto, lucidi e afflitti sembrano viaggiare su una strada differente del sorrisetto delle sue labbra.
"Nemmeno le parole mi fanno trattenere il respiro quando sei così vicina..."

SPAZIO AUTRICE
HEYY
SCUSATE IL RITARDO
Prossimo capitolo hehehe
Commentate o votate perfavooree
A presto
Minea

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