7.

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Mi avvicino alla BMW nera di Maikol, nascondendomi all'entrata di ogni vicolo che affacci sul lato della strada per non essere notata.

Finalmente sono arrivata al vicolo più vicino possibile alla macchina, ma Maikol dove cazzo é sparito? 

Cerco di intravederlo quando vengo interrotta da una voce alle mie spalle. 

-Dolcezza adesso oltre ad indagare su di me, mi segui pure?- é lui. Per un attimo rimango in silenzio, ma appena realizzo la situazione inizio a sentire tutto il nervoso e la rabbia di ieri sera.

-Mi dispiace deluderti ma non ti stavo seguendo, stavo proprio venendo da te.- rispondo incrociando le braccia.

-Ah che onore dolcezza, e cosa ti porta qui da me? Non ce la fai a starmi lontana?- mi domanda con un ghigno accendendosi una sigaretta.

-Per prima cosa smettila di chiamarmi dolcezza e secondo come hai fatto a vedermi?- chiedo sbuffando.

-Le domande le faccio io dolcezza e poi se avessi il minimo cervello capiresti che una macchina ha gli specchietti retrovisori. Ah no scusa, dimenticavo che tu sei la schiava di Karmen ed é già una gran cosa se con la paga che prendi riesci ancora ad andare in giro vestita.- 

Al suono di quelle parole per un attimo ho l'istinto di piangere, ma subito dopo realizzo che se piangessi ora vincerebbe lui. È quello che vuole, vuole vedermi crollare, ma non ce la farà.

-Ascoltami bene idiota di sto cazzo, le domande non le fai tu, adesso io parlo, tu stai zitto e mi ascolti! Io non sono la schiava di nessuno, ne tanto meno di quella stronza, quanto guadagno e tutto il resto sono cazzi miei quindi non ti permettere mai più a mettere il naso nella mia vita, che tu principino di papà, non hai idea di cosa significhi guadagnarsi da vivere, non sai cosa vuol dire avere 18 anni e aver già avuto una vita disastrata, ora di certo non me la faccio rovinare un'altra volta, soprattutto da uno come te. Come ultima cosa voglio che tu sappia una cosa, non so chi tu sia perché la gente ti rispetti così tanto, ma sappi solo una cosa: il mio rispetto non lo avrai mai se prima non impari tu a rispettare me. Sono stata chiara?- dopo aver detto tutto ciò mi si inzuppano gli occhi di lacrime ma non scendono per fortuna, non voglio che mi veda piangere.

Volto le spalle a Maikol e cerco di andarmene, ma ad un tratto vengo bloccata. Mi giro verso di lui e vedo il mio polso fermo tra una delle sue enormi mani. Poi alzo lo sguardo e incrocio i suoi occhi scuri. Hanno una sfumatura quasi di delusione o di tristezza, non saprei come definirli, ma non hanno la solita aria minacciosa o di sfida. 

-Lasciami stare figlio di puttana!- non faccio neanche in tempo a comprendere la sua espressione nell'udire le mie parole che mi ritrovo una sua mano ben salda intorno al mio collo e mi rendo conto che i miei piedi non toccano più il suolo.

Non riesco quasi più a respirare. Ho paura.

Per qualche secondo lo guardo e vedo che rapidamente la rabbia ha ceduto il posto ai sensi di colpa. Molla la presa dal mio collo e cado a terra. 

Ancora dolorante alzo lo sguardo. Maikol non mi guarda, tiene gli occhi bassi per qualche secondo, poi getta la sigaretta a terra, tira un pugno contro un garage causandosi una ferita che gli fa perdere del sangue all'istante e  si allontana. 

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Eccomi ragazzii!

Scusate se vi ho fatto aspettare tanto per questo capitolo, ma essendo in vacanza avevo i giga lentissimi!

Vi aspettavate una reazione del genere da parte di Maikol?

Riusciranno mai ad andare d'accordo?

Continuate a leggere la storia per scoprirlo! Un bacio a tutti, a presto!



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