8.

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Sono passati due mesi dal mio ultimo incontro con Maikol. Da quel giorno non l'ho più visto neanche al Dream, nemmeno lo sento nominare. Sembra quasi fosse esistito solo nella mia testa. 

La rabbia per avermi messo le mani al collo ce l'ho ancora, ma sento che quasi mi manca quella sua voce snervante.

Ma che diavolo pensi Cami? Ti ha praticamente messo le mani addosso, é meglio che ti stia lontano, per sempre.

Sono le 2:30 di notte, stasera ho fatto più tardi del solito al lavoro, c'erano davvero molti clienti, come ogni sabato sera. Mi dirigo verso la porta e giro l'insegna dal lato dove c'é scritto "chiuso". Metto i bicchieri utilizzati nella lavastoviglie, pulisco il bancone, saluto Mery che era l'unica delle cameriere rimaste nel bar fino a quell'ora oltre a me ed esco dal Dream.

Mi dirigo verso casa con le cuffie nelle orecchie, sono stanca da morire, Luna starà già dormendo. Arrivo davanti al portone e inizio a cercare la chiave nella mia borsa incasinatissima.

Ad un tratto sento un rumore di passi sul retro del condominio. 

-Chi c'é là?- urlo cercando di farmi sentire. Nessuna risposta. 

Te lo sarai immaginato Cami, sei solo molto stanca.

Riprendo a cercare le chiavi più velocemente possibile. Sento ancora lo stesso rumore di passi, questa volta più vicino a me e ho la strana sensazione di essere osservata. Continuo a cercare le chiavi con il cuore a mille e le mani tremanti. A quest'ora girano soltanto gli alcolisti e non hanno mai buone intenzioni.

Non trovo le chiavi cazzo. Mi giro per assicurarmi che non ci sia qulcuno alle mie spalle. Non vedo nessuno ma continuo a sentire dei passi. Chiunque sia é sempre più vicino. Ho tanta paura.

Devo nascondermi almeno finché non trovo le chiavi. Indietreggio lentamente per evitare di farmi sentire. Finché non mi scontro con qualcosa alle mie spalle, urlo dallo spavento ma appena mi volto noto che é Maikol.

-Ma sei impazzito? Mi stavi per far morire di infarto!-

Dopo qualche secondo di silenzio, finalmente risponde.

-Scusami, davvero..- pronuncia con un filo di voce. Sembrano così sincere quelle parole, e solo adesso mi rendo conto che il suono della sua voce mi mancava veramente. Era così dannatamente bello.

-Scusa per cosa?- rispondo confusa.

-Per.. Insomma.. Per lo spavento e per tutto il resto..-

-Tutto il resto cosa?-

-Le brutte parole che non meritavi e per le mani al collo, ma quando mi hai chiamato figlio di puttana non ci ho visto più..- risponde grattandosi la nuca.

-Scuse accettate, insomma forse ho esagerato anche io: il vino sulla camicia e il "figlio di puttana" potevo evitarlo.-

Ci guardiamo negli occhi per un po', senza il bisogno di dire nulla. Finché non mi rendo conto che ha un grosso livido sotto l'occhio destro e un taglio ancora un po' sanguinate sul sopracciglio. Come ho fatto a non accorgermene prima? Forse era per via della luce troppo fioca, o semplicemente perché ero troppo impegnata a realizzare quanto sia bello.

-Cosa ti é successo?!- chiedo preoccupata.

-Ah niente di importante tranquilla..- dice toccandosi il taglio sul sopracciglio -semplicemente qualcuno si é firmato la condanna a morte.-

Senza badare troppo all'ultima frase, decido di farlo salire per disinfettargli la ferita.

Con un gesto automatico metto una mano nella tasca della giacca di pelle e trovo le chiavi. Ecco dove erano finite ste stronze!

Apro il portone e mi giro verso Maikol che mi osserva confuso.

-Sali o no?- gli domando con aria perplessa.

-Dolcezza non starai mica cercando di stuprarmi?- mi chiede divertito. Mi ero quasi dimenticata di queste sue frasi espresse senza pensare.

-No scemo, non voglio "stuprarti" ne tanto meno ti sto dando l'autorizzazione di farlo se ti faccio salire.. Vieni che ti disinfetto quella ferita..-

-D'accordo..- dice quasi imbarazzato e mi segue nelle scale.

Entriamo in casa cercando cercando di non far rumore per non svegliare Luna che se lo vedesse qui mi farebbe mille domande.

-Siediti qui, prendo il disinfettante e arrivo- dico indicandogli il divano.

Lui annuisce e mi dirigo verso il bagno. Prendo il disinfettante e un batuffolo di cotone dal mobile sotto il lavandino. 

Torno in salotto e mi siedo accanto a Maikol.

Inzuppo il cotone nel disinfettante e glielo appoggio delicatamente sul sopracciglio sanguinante. 

È la prima volta che abbiamo un contatto fisico così ravvicinato, mi sento in imbarazzo ma lui forse più di me. Me ne rendo conto dal modo in cui respira, non é certamente a suo agio.

-Carino il tuo appartamento..- dice cercando di rendere meno evidente la tensione che si avverte tra di noi.

-Grazie.. ma di certo non sarà bella e spaziosa come casa tua..- rispondo sinceramente.

-Forse hai ragione, mia madre é fissata con l'estetica della casa e mio padre, diciamo che asseconda ogni suo capriccio ecco, se vuoi ti faccio vedere com'é all'interno..-

-Non é una cattiva idea, anche a me piacciono le case spaziose e ben curate, solo che come ben sai non posso permettermela..- rispondo arrossendo per l'invito e continuando a tamponare la ferita.

Mi afferra delicatamente la mano in cui ho il batuffolo di cotone e poi mi sposta una ciocca di capelli dal viso per guardarmi meglio negli occhi. 

-Sei bella, lo sai?- dice con un filo di voce roca. 

Sento il cuore che mi batte forte nel petto e il suo respiro si fa più pesante. Non riusciamo a smettere di guardarci negli occhi, poi mi appoggia una di quelle sue grandi mani sulla guancia e avvicina lentamente le sue labbra alle mie. Mi sta per baciare, questi secondi mi stanno sembrando un'eternità. Sento che sto per fare una cosa sbagliata, ma sono troppo attratta da lui. Ed é impossibile fare la cosa giusta quando quella sbagliata ti piace da morire.

Le nostre labbra si stanno per sfiorare, quando ad un tratto si alza dal divano. 

-Allora grazie per il disinfettante.- dice con tono secco guardando qualcosa alle mie spalle. Mi volto e vedo Luna con una faccia mista fra il sonno e lo stupore. 

-Si figuri, buonanotte.- rispondo a Maikol capendo il suo intento nel mascherare la situazione davanti a Luna. 

Accompagno Maikol alla porta e gli sussurro un "grazie" prima di richiuderla. 

Luna mi osserva con le braccia incrociate in attesa di spiegazioni. 

-Allora buonanotte, a domani.- dico a Luna evitando il suo sguardo e cercando di dirigermi nella mia stanza.

-Stasera la scampi signorina ma domani hai da spiegarmi un po' di cosuccie!- esclama Luna.

Entro in camera senza risponderle, chiudo la porta e mi siedo sul letto con un sorriso stampato in faccia. Non dovrei essere così felice eppure non posso fare a meno di sorridere ripensando a ciò che stava per succedere.

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Ciao ragazzi! Scusatemi se sto aggiornando poco ma sono piena di impegni ultimamente! Per farmi perdonare vi ho scritto questo capitolo che adoro! 

Fatemi sapere che ne pensate nei commenti o nei messaggi privati, rispondo a tutti!

Secondo voi come andranno le cose tra Cami e Maikol?

Lo scopriremo presto nel 9º capitolo!

Continuate a leggere Amore folle!

Un bacio.


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