9.

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Dopo una notte insonne, piena di pensieri e di discorsi infiniti tra me e me, mi alzo dal letto. Sono le 8, tra un'ora devo essere al Dream, ma almeno ho il tempo e la calma di prepararmi.

Percorro il corridoio, fino ad arrivare in cucina per preparare il caffé. Ripenso alla "serata" di ieri con Maikol e sul mio viso compare un sorriso spontaneo. Finché non sento una voce alle mie spalle. 

-Sembri felice..- mi volto e vedo Luna con un'aria diversa dal solito.

-No ma che dici!- rispondo.

-Cami sei la mia coinquilina da due anni. Non ti ho mai vista sorridere di mattina.- ribatte secca.

-E quindi? Sono solo di buon umore..- rispondo sorseggiando la mia tazza di caffé.

-È per lui vero?-

Al suono dell'ultima frase mi va il caffé di traverso. 

-Si nota molto?- dico imbarazzata.

-Oh cazzo Cami! Ti rendi conto in cosa ti stai cacciando? Per carità é un gran figo, ma ciò non cambia la situazione!-

-Solo perché sembra stronzo non vuol dire che lo sia..- rispondo incrociando le braccia.

-Cami non é solo..-

-E poi mi ha fatta sentire finalmente viva!- dico non facendo terminare la frase a Luna.

-Cami, almeno sai chi é veramente? Sai chi é la sua famiglia? Sai cosa fanno? Sai chi é suo padre?!?- 

-Beh.. oggi devo andare a casa sua, gli chiederò tutto ciò e se ci sarà l'occasione conoscerò anche..-

-Cami, Maikol é un mafioso cazzo! È il futuro boss della città,  diventerà ciò che adesso é Don Salvo, cioé suo padre! Farà le cose che fa lui! Secondo te perché ci tiene al rispetto? Perché lo conoscono tutti? Perché é sempre ben vestito e ha una casa paragonabile ad un castello? Te lo sei mai chiesta?!- dice Luna tutto ad un fiato.

E ogni mio film mentale romantico con lui svanisce con quelle parole. È un uomo d'onore. Nonché un bugiardo per avermi tenuto nascosto tutto quello che é il suo mondo. 

Improvvisamente vengo colta da una rabbia inimmaginabile e due lacrime di nervosismo mi rigano entrambe le guance. 

-Vado al lavoro..- é l'unica frase che riesco a pronunciare per poi sparire nella mia stanza.

Mi guardo allo specchio e noto che sono un disastro. Mi asciugo le guance con la manica della maglia che uso per dormire e tiro su il naso come una bambina. 

Mille pensieri mi offuscano la mente e indosso la prima cosa che trovo nell'armadio: un paio di jeans bianchi e una maglia rosa pastello. Non indosso la maglia del Dream perché l'abbiamo solo in versione estiva e comincia a fare freddo. 

Raccolgo i miei capelli in una coda di cavallo e mi trucco leggermente con un po' di mascara e eyeliner. Indosso la giaccia di pelle nera e le mie solite converse bianche per poi uscire di casa.

Mi dirigo verso il Dream sperando di non incontrare Maikol. 

Finalmente arrivo ed entro. Mi dirigo dietro al bancone, prendo il mio grembiule, lo lego intorno alla vita e inizio a servire i clienti del tavolo a destra della porta. Ma non capisco perché la mia mente continui insistentemente a pensare a Maikol. Non me n'era mai fregato di niente e di nessuno, perché allora gli sto dando così importanza? Dai, infondo nemmeno lo conosco, non può già piacermi.

Passano 3 lunghe ore, in cui ho a malapena aperto bocca, eppure con me stessa ci discuto mentalmente da stamattina. Finalmente finisco il turno al Dream, pulisco il bancone e mi slaccio il grembiule dalla vita. Solo adesso mi rendo conto che stamattina dal nervoso ho stretto troppo il grembiule. Adesso finalmente respiro.

Infilo la giacca e prendo la mia borsa, pronta per andare via. Finché non vedo Maikol fuori dal Dream. 

Merda. 

A passo veloce esco dal Dream non guardandolo neanche in faccia e senza dire una parola. Ma ecco che non appena nota la mia indifferenza, mi ferma tenendomi il braccio sinistro.

-Dolcezza, sono venuto a prenderti, devi venire a vedere casa mia, ricordi?- mi dice Maikol rivolgendomi un sorriso.

Io osservo per qualche secondo il mio braccio nella sua mano enorme e mi dimeno per liberarmi.

-Devo andare a casa Maikol.- dico rivolgendogli il mio sguardo peggiore.

-Ei, che ti prende?- mi domanda confuso.

-Scordati di me Maikol, fai come se non ci fossimo mai conosciuti.- gli rispondo per poi andar via, dirigermi verso casa e lasciarlo lì, impietrito. 

Sei stato un errore Maikol, un errore stupendo, ma da non ripetere.

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Ciao a tutti ragazzi! Vi sta piacendo la storia?

Maikol e Cami avranno mai un po' di tregua? Faranno pace?

Fatemelo sapere nei commenti!

Un bacio grande.



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