13.

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La notte é passata lentamente, é incredibile quanto sia lunga quando anziché dormire continui a tartassarti mentalmente di domande.

Perché proprio con Mery? E perché ha avuto la faccia tosta di non dire una parola e non avere nessuna reazione? Ma soprattutto, Mery non sa nulla di me e Maikol?

Ho pianto, ho pianto molto questa notte. Di nervosismo, di rabbia o di tristezza? Non lo so e non mi importa. La cosa fondamentale é che mi sono sfogata, ho buttato fuori tutta l'amarezza che provavo. Mio padre mi aveva insegnato che piangere non vuol dire essere deboli, ma essere stanchi di essere forti e sopratutto che piangere da sola, davanti a me stessa e nessun altro, é la dimostrazione di forza più grande che ci possa essere.

Ogni tanto mi manca, ma ancora di più mi manca Benito. Darei qualsiasi cosa pur di rivederlo.

Decido di alzarmi dal letto. Mi guardo allo specchio e noto che sono un disastro: trucco sbavato e capelli arruffati. Qui ci vuole un'operazione di restauro!

Come se non bastasse oggi ho tutta la giornata libera e Luna a parte sul mezzo giorno tutta piena! E adesso che faccio? Ma quasi quasi un giretto in centro non mi farebbe male, ma da sola? Che palle!

Di colpo mi viene in mente Marianna. È un po' che non la vedo cavolo! Ci conosciamo da quando eravamo piccole perché mia mamma e la sua erano molto amiche, poi ci siamo un po' perse e solo un paio di anni fa abbiamo riallacciato i rapporti, solo che adesso sono mesi che non la vedo. Lei é una ragazza fantastica, interiormente e esteriormente: capelli lunghi, neri e lisci, due occhi verdi e profondi, lineamenti perfetti e pelle pallida. Abbiamo molto in comune, mi farebbe piacere farci due chiacchiere. Ma sì, adesso la chiamo.

Compongo il numero, faccio squillare il cellulare e attendo la sua risposta.

-Pronto?- sento dire dall'altra parte del telefono.

-Ciao tesoro! Sono Cami, come stai?-

-Oddio tesoo, quanto tempo! Io tutto bene e tu?-

-Bene grazie, senti mi chiedevo.. Non é che ti va di andare a bere un caffé in centro?-

-Certo tesoro! Ci vediamo di fronte alla vecchia chiesa così magari troviamo parcheggio?-

-Mi sembra un'ottima idea! Fra un'oretta va bene tesoro?-

-Sisi, a dopo!-

-Ciaoo- concludo per poi riattaccare.

Appoggio il telefono sul comodino, apro il primo cassetto del comò della mia stanza, tiro fuori la piastra, la attacco alla presa e aspetto che si riscaldi. Nel frattempo apro l'armadio e tiro fuori un paio di jeans scuri e un pullover di lana grossa grigia.

Indosso i jeans saltellando per la stanza per farli entrare e subito dopo infilo il pullover. Mi guardo allo specchio. Forse ci starebbero meglio i jeans chiari. Con una fatica incredibile riesco a toglierli e con il medesimo gesto tento di indossare gli altri.

Mi guardo nuovamente allo specchio. No, erano meglio quelli di prima. Che palle essere donna. Infilo ancora i jeans scuri e dallo stesso cassetto di prima estraggo la pochette dei trucchi.

Metto il fondotinta, matita nera e un po' di mascara. Intanto noto che la piastra ha raggiunto la temperatura giusta e inizio a passarmela sui capelli.

Indosso un paio di stivaletti bassi di pelle nera, la giacca pesante, la sciarpa a scacchi ed esco di casa velocemente.

Vado dritta al parcheggio della mia Mini Cooper e apro la portiera. Entro in macchina, tolgo la sciarpa altrimenti non riesco a guidare bene, allaccio la cintura e dopo aver messo in moto esco dal parcheggio e sfreccio via.

Alzo il volume del mio CD preferito al massimo e mi perdo tra i pensieri. 

Ad un tratto guardo il finestrino del passeggero e come una persecuzione mi torna in mente la stessa scena di quando ero in macchina con Luna. Il ricordo delle mani di Maikol che sbattono sul vetro, la sua voce che mi implora di rimanere e i suoi occhi scuri semilucidi.
 Il tempo sembra rallentare e io continuo a fissare quel finestrino anziché prestare attenzione alla strada. 

"Ti voglio mia" quella frase mi rimbomba in testa continuamente, anche ora, ma ad un certo punto, insieme al rumore dei miei pensieri, si aggiunge il suono di un clacson, e poi quello dei vetri della mia macchina che vanno in frantumi. Adesso non sento più niente, solo tanto dolore alla testa. Percepisco il mio sangue che mi cola sul viso e il mio battito cardiaco che rallenta. Dopo il nulla.

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Ciao ragazzi!

Ma cos'é successo a Cami? Che ne sarà di lei?

Lo scopriremo nei prossimi capitoli, continuate a leggere la storia! 

Intanto stiamo crescendo sempre di più! Continuate così!

Un bacione.


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