The Woman

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Piedi nudi su terra bagnata.
Pioggia fine e leggera ovunque sulla pelle.
Si guardò intorno confusa.
Osservò il verde del prato circondarla e il lento salire lungo la collina di un sentiero fangoso.
Dov'era finita?
Il tessuto della sottoveste aderì al suo corpo, rendendola duramente consapevole del freddo pungente e del fatto che non indossasse nient'altro.
Giorgiana si strinse tra le braccia, incamminandosi lungo lo stretto viottolo.
Piccoli sassolini le ferirono, senza alcuna pietà, i piedi a ogni passo.
Un fruscio alle sue spalle la fece voltare di scatto.
Nessuno.
Non c'era nessuno.
Aveva freddo.
Il vapore usciva dalla sua bocca tremante e sconvolta.
Calde lacrime iniziarono a confondersi con la pioggia.
La vista ad appannarsi.
Un passo falso.
Si ritrovò con la faccia nel fango.
Chiuse i pugni e gli occhi contemporaneamente.



00.03
Si tirò su a sedere.
Un sogno.
No.
Un incubo.
Portò le mani al viso scostandole immediatamente.
Aveva qualcosa di viscido sulla faccia.
Fango.
Guardò le mani sporche di terra melmosa.
Era ovunque sul corpo e sulle lenzuola.
Iniziò a tossire, sputando sabbia in un continuo di conati.
Improvvisamente sentì un rumore provenire in direzione della finestra.
La sedia a dondolo oscillava senza che nessuno vi fosse seduto sopra.
Il lento cigolio di legno le colpì forte i timpani obbligandola a tapparsi le orecchie con le mani.
Chiuse gli occhi per il dolore acuto e intenso.





Piedi nudi su terra bagnata.
Pioveva.
Era di nuovo lì.
Si voltò decidendo di percorrere il sentiero al contrario.
Stavolta sarebbe andata verso il basso.
Fu così che la vide.
La Donna.
Vestita di nero.
Con un velo sul viso a nascondere i lineamenti.
Il frusciare leggero delle pieghe della gonna, come echi lontani e misteriosi.
Il passo sicuro, si muoveva tra gli alberi, come se avesse fatto quella strada milioni di volte.
Come se avesse potuto trovare la via d'uscita anche ad occhi chiusi.
Un leggero tremore le invase le membra.
Non era per la pioggia.
E nemmeno per il freddo.
Era per Lei.
Per la Donna.








00.03.
Si svegliò con la certezza di essere bagnata fradicia.
I capelli incollati al viso, lasciavano cadere lungo il suo corpo grosse gocce di pioggia.
Nell'aria un odore acre e denso di fumo,
Come quello di un incenso tossico.
Di nuovo, sapeva di non essere sola.
Un altro ospite aveva deciso di farle visita in quella lunga notte senza fine.
Ed era Lei.
La Donna.
Ne aveva sentito parlare.
Ah sì?
E da chi?
Non lo ricordava più.
Portò lo sguardo su di Lei, rimanendo impietrita dal terrore.
Solo per un attimo.
Il velo sollevato.
Un viso di pura, incantevole bellezza, così lontano da tutto ciò che si era immaginata.
Da rimanere senza fiato.
Quasi incapace di staccarle gli occhi di dosso, lasciò che il suo sguardo scivolasse carezzevole su quella figura misteriosa.
I capelli neri e lucenti come ali di corvo. Stretti in una rigorosa crocchia e messi ancor più in risalto dal pallido biancore della pelle, priva di qualunque difetto.
Labbra piene e rosse come succose ciliegie appena colte dal ramo e occhi intensi come smeraldi, circondati da lunghe ciglia sottili.
Uno scialle pesante le copriva le spalle, ricadendo morbido sulla gonna a pieghe, talmente lunga da far a malapena intravvedere la punta delle scarpe.
L'odore acre di prima lasciò il posto ad un profumo speziato che invase l'intera camera.
Intenso come vento di maestrale.
Sapeva di ginestre e voci antiche come la terra da cui proveniva.
Di acqua piovana e lentischio.
Di sole e di luna.
Di solitudini silenziose.
E di morte.
La fissò entrando dentro quello sguardo fermo e fiero.
Non le disse neppure una parola eppure riuscì a sentirla ugualmente.
E quello che udì fece vibrare forte le corde della sua anima in modo così profondo che ne ebbe quasi paura.




Piedi nudi su terra bagnata.
Pioggia leggera a ricoprire ogni cosa, tranne Lei.
La Donna.
La seguì ascoltando il lieve rumore di quel fruscio tra le pieghe.
Dal bosco dentro le vie silenziose di un paese fantasma.
La notte di Ognissanti.
Le porte delle case rimangono aperte.
Si lascia la tavola apparecchiata. Un bicchiere di buon vino.
Un piatto coperto a tener calde e profumate, invitanti prelibatezzze.
Le anime vagano indisturbate.
Entrano.
Mangiano a sazietà.
Vanno via.
Senza dar fastidio a nessuno.
Nemmeno a Lei.
La Donna.
Anima Nera tra le anime di Dio quella sera.
Regge qualcosa in una mano.
Cosa?
Un bastone?.
Si.
No.
E invece sì.
Spalancò gli occhi terrorizzata seguendola scivolare silenziosa come un'ombra all'interno di una casa.





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