Ink Words

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"Giorgiana..."
Labbra rosse.
Dita sottili .
Parole sussurrate appena.
Il ricordo di un pianto lento e continuo.
Come di chi non trova pace da molto tempo o in realtà non l'ha mai davvero avuta.
Giorgiana si svegliò con la consapevolezza di aver dimenticato qualcosa.
Qualcosa di molto importante.
Non voleva più scoprire che ora fosse.
Voleva solo capire.
E ricordare.
D'istinto fissò il braccio sinistro.
Piccoli meravigliosi non-ti-scordar-di-me avevano trovato posto sulla sua candida pelle.
Sorrise sfiorandoli.
Seguendone i delicati contorni con un dito.
Incantandosi nell'infinito di quelle linee sottili.
Fili neri d'inchiostro, come parole intense e profonde urlate al vento.



"Giorgiana..."
Di nuovo quella voce.
Si voltò, ritrovandosi nell'angolo di una stanza che non conosceva.
Muta testimone di uno spettacolo solitario.
Fece qualche passo per osservare meglio la giovane ragazza seduta ai piedi del letto.
Le ginocchia al petto.
Il viso nascosto.
Un pianto triste e profondo.
Inconsolabile.
Talmente intenso da farle male.
"Ho mentito." Le sentì dire.
"Perché?" Domandò una voce sconvolta alla sua sinistra.
Giorgiana sobbalzò sorpresa, accorgendosi solo in quel momento della presenza di qualcun altro nella stanza.
Un ragazzo.
Il viso nascosto nella penombra.
"Non pensavo di innamorarmi di te." Gli rispose.
"Nemmeno io..."


Si svegliò di soprassalto.
Il battito accelerato.
Il respiro ruvido, carico di affanno, come dopo una lunga corsa.
Il vento spalancò la finestra.
Maestrale.
Forte e impetuoso.
La circondò come l'abbraccio di un caldo amante.
Violento e travolgente.
Facendole respirare profumi malinconici di terre lontane e dimenticate.
Obbligandola a spiarla ancora.
Correre. Veloce.
Nel tentativo di tenere il ritmo di quel vento straniero.
Il rumore dei suoi passi lungo una passerella di legno.
Onde inferocite infrangersi sugli scogli.
Foglie danzanti creare giochi inquieti lungo il selciato.
La seguì con lo sguardo.
Gli occhi attenti.
Il cappuccio alzato, come a voler nascondere qualcosa.
Le labbra strette in una morsa di rabbia.
Le lacrime silenziose sciogliersi ad ogni passo.
La malinconia tenuta ben salda.
La fierezza di chi ancora non è pronta a darsi per vinta.



"Giorgiana..." Aprì gli occhi ritrovandosi dentro il letto.
Voltò lo sguardo stanco verso il comodino.
00.10
Un incubo senza fine.
Non riusciva più nemmeno a mettersi seduta.
Come se le energie pian piano la stessero abbandonando.
Un fruscio alla sua sinistra.
Si ritrovò di nuovo in quella stanza sconosciuta.
Una giovane intenta a scrivere, china su fogli di carta immacolata.
Sulla scrivania alcuni libri e una scatola pronta per essere riempita.
Fiumi di inchiostro.
Parole come pioggia.
Un addio lungo come una vita travolgente.
Insopportabile.

"Di tutto il tempo trascorso insieme, io ricorderò ogni singolo istante.
Ogni parola.
Ogni sguardo.
Ogni canzone condivisa.
Ogni sorriso.
Ogni sussurro.
Ricorderò ogni ti amo.
E ricorderò soprattutto te. Sempre.
Ogni giorno della mia vita...

Sei arrivato. Travolgendomi.
E io finalmente mi sono ricordata chi ero. E chi ero stata.
Quali erano le cose che mi rendevano felice e di come in realtà felice non lo fossi più da tanto tempo.
E' stato come se improvvisamente il mondo riprendesse a girare per il verso giusto.
Come risvegliarsi da un sonno profondissimo e piombare di botto a terra, scoprendo che forse era meglio dormire.

E nonostante tutto, sei rimasto.
Per la prima volta nella mia vita, qualcuno non se ne andava via.
Ma rimaneva.
Tu sei rimasto.
Non mi hai voltato le spalle .
Non ti sei preso qualcosa da me per poi abbandonarmi.
No. Non lo hai fatto.
Anzi...

Forget Me - NotDove le storie prendono vita. Scoprilo ora