The Beast

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Buio.
Il ronzare di un insetto poco lontano dal suo viso.
Le dita pronte a scacciarlo.
Buio.
Il silenzio intorno rotto solo dal rumore di un respiro pesante.
Il suo.
Qualcosa scivolò lentamente sul viso.
Caldo. Denso.
Cos'era?
Di nuovo il ronzare di quell'insetto a darle fastidio.
E le sue dita a mandarlo via stizzite.
Buio.
Perchè era buio?
Tese le mani verso l'alto.
Solo aria intorno.
No.
Toccò qualcosa di freddo e umido.
Un... naso?
Si fece coraggio spingendo  le dita alla scoperta di quel...
Cosa?
Viso?
No.
Muso. Allungato, enorme, proteso verso di lei. Sentì il fiato accarezzarle la pelle.
Il pelo corto, irsuto. Ruvido al tatto. Sembrava tagliare come lama di coltello.
Di nuovo qualcosa scivolò sul suo viso.
Un brivido le percorse la schiena e d'istinto aprì gli occhi.
Avrebbe voluto urlare ma la voce sembrò morirle in gola.
Sopra di lei una bestia, dalle grottesche sembianze umane.
La lingua schioccò, lasciva, lasciando cadere disgustose gocce di bava.
"Ciao, Giorgiana!" Ghignò.
Urlò.
Il grido aveva trovato la strada per uscire fuori dal suo corpo.
Finalmente.
Urlò.
Urlò.
Urlò.

Si tirò su a sedere.
L'orologio digitale sul comodino segnava le 00.01.
"Era un dannato sogno!" Pensò  passandosi una mano sulla fronte imperlata di leggero sudore.
Con l'altra afferrò  il bicchiere poggiato lì vicino, bevendo un lungo sorso di acqua.
Calda. Fece una smorfia infastidita, prima di ributtarsi sul cuscino e chiudere gli occhi.

Respiro in sottofondo.
Buio.
Ancora buio.
Il ronzare molesto di un insetto troppo vicino al suo viso.
Qualcosa colava lentamente sulle guance.
Le dita tremanti si protesero verso l'alto.
Eccolo lì.
Quel muso di volpe.
E la sua lingua schioccante.
Aprì gli occhi perdendosi dentro quello sguardo scuro.
Intravide qualcosa di brutalmente primitivo e sconosciuto.
"Cosa vuoi da me?" Sussurrò  sconvolta.
"Te." Sorrise. "Voglio solo te!"
Urlò .
Forte.
Per farsi sentire.
Da chi?
Non c'era nessuno.
E lei lo sapeva.


Madida di sudore si sollevò mettendosi a sedere.
Volse lo sguardo verso l'orologio che segnava ancora le 00.01.
Si allungò per prendere il bicchiere d'acqua.
Era  calda.
Odiava bere acqua calda.
Chiuse gli occhi sospirando pesantemente.
Rumore di vetri che si infrangono sul pavimento.

Buio.
Respiro in sottofondo.
Il suo.
Lo sentì alle spalle stavolta.
La bava che le colava sulla pelle.
Era rivoltante.
Come l'odore nell'aria di carne putrefatta.
E di qualcos'altro di più delicato e dolce.
"Chi sei?"
"Non importa..." Rispose annusandole i capelli.
"Cosa vuoi?"
"Te. Te l'ho già detto e mi secca ripetermi..."
"Perchè...?" Tremò.
Un lungo silenzio che sembrava non finire mai.
Poi quella voce pungente come aghi gelati nelle orecchie.
"C'è un tempo per i vivi e uno per i morti. Tu, Giorgiana a quale appartieni?" Domandò leccandole lentamente la pelle sottile del collo.
Spalancò gli occhi. D'improvviso.
Era ancora lì.
Quelle parole le ricordarono qualcosa.
"A quello dei sognatori!!!" Rispose senza alcuna incertezza nella voce.
L'animale la fece voltare irritato verso di sé, fendendo l'aria con le sue nove code.
"Cos'hai detto?" Chiese.
Il viso tramutato in una smorfia di disappunto feroce.
Giorgiana lo fissò soddisfatta, curvando le morbide labbra verso l'alto. Non aveva  più paura.
"Fottiti!!! Ho detto che appartengo al mondo dei sognatori."

Si tirò su a sedere.
00.01.
Non avrebbe bevuto quello schifo di acqua.
Il ronzare fastidioso di un insetto troppo vicino al suo viso.
Sorrise.
La bestia era scomparsa...
Per ora.

Forget Me - NotDove le storie prendono vita. Scoprilo ora