[capitolo sette]

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Harry odiava quando la gente non faceva ciò che voleva ed Angels da quando era arrivata non aveva mai fatto ciò che le veniva detto, e quando lo faceva bisognava passare ore per convincerla.

Questa sera aveva infranto più regole. Si era ubriacata lo si poteva notare da come si muoveva, poi era andata a divertirsi cose che le vendute senza autorizzazione del proprio padrone non potevano fare e Harry non ricordava affatto di avergli dato l'autorizzazione.

Era arrabbiato veramente arrabbiato, ma quando rimise gli occhi su Angels non poteva certo non notare quanto fosse bella.

In quel momento sentì come una fitta al cuore, non capiva il perché, ma si sentiva come se Angels fosse la previsione di un cambiamento, un bel cambiamento.

Cretinate pensò subito dopo, lei era solo una venduta e lui era Harry, Harry Styles.

Prese un drink e decise di ubriacarsi, era la sua festa perché non divertirsi?

Jenna andò dritta da lui e Harry sorrise, pensando a quello che stasera avrebbero potuto fare.

Solo a pensarci, sentiva i suoi pantaloni diventare sempre più piccoli, le sue tette lo chiamavo, lo reclamavano.

Conosceva Jenna da quando aveva quattordici anni, era una venduta e lui uno stupido ragazzino in fase ormonale.

Harry ricordava benissimo come se fosse ieri, il giorno in cui il padre a quindici anni gli fece conoscere il suo mondo: droga, puttane e divertimento.

Gli disse che ora era grande e che primo o poi questo sarebbe stato tutto suo.

Per il padre harry a quell'età era un uomo, e come tale, doveva avere una donna che lo soddisfasse.

Così Harry e Jenna iniziarono a scopare ed a fare giochi erotici.

Sapeva che Jenna provava qualcosa per lui e anche lui provava qualcosa per lei, ma a differenza della ragazza, il suo non era amore ma solo semplice affetto.

Harry odiava tante cose ma odiava di più quello che i suoi occhi stavano vedendo.

Zayn e Angels ballavano insieme, poi lui la la baciò e niente sembrava avere un senso.

Harry andò da loro, prese la ragazza dai capelli tirando in modo da potergli farle male e poi le diede tre schiaffi.

Angels iniziò a piangere, non capiva cosa aveva fatto di sbagliato.

Ma se avrebbe potuto descrivere Harry con un colore in questo momento avrebbe detto rosso.

Non l'aveva mai visto così arrabbiato, non sembrava neanche lui.

Sentiva il bisogno di chiedergli scusa, anche se non capiva il perché, voleva stargli vicino.

Un giorno la madre quando era piccola le disse:" che il problema non era quello di sopportare il dolore ma quello di fingere di non averlo."

Harry stava male, cercava di essere quello che non era, ma nessuno se n'era accorto.
Angels lo sapeva, lo sentiva a pelle quando qualcosa non andava, e in quel momento vedere Harry così arrabbiato, la portò a stare male.

Non piangeva per il dolore fisico che harry gli aveva causato, ma per quello interno che lui stava vivendo.

Harry la prese e la portò in una stanza buia.

"Sei una lurida puttana"

Fu ciò che gli gridò, prima di andarsene e chiudere la porta a chiave.

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