Capitolo 10

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"Sei uno stronzo Niall" urlai io
Eravamo uno di fronte all'altra, nel mio soggiorno, e litigavamo da non so quanto come dei pazzi.
"Uno stronzo? Sono uno stronzo?" Disse indicandosi
"C'è qualcun altro che si chiama Niall qui?"
"Io non ricordo più per cosa stiamo litigando ormai!" Disse stufo
"Oh, ma davvero?" Dissi facendo la finta dispiaciuta
"Si, davvero! Perché ho la testa che sta andando a farsi fottere a causa delle tue mille lamentale. Perché ogni volta che litighiamo finiamo per arrivare a discutere di cose non c'entrano nulla"
"Sai perché stiamo litigando? Te lo ricordo io! Per la tua amichetta, per Jenny, la dolce JEN!" Urlai
"Dio Santo, è un'amica!"
"Come fai a non capire? Mi sono sentita stupida e a disagio. Sei stato con lei tutta la sera, mi hai ignorata! Come pensi mi sia sentita? Sul serio, pensaci un attimo! Eri li, che l'abbracciavi e ridevi con lei, e io come una stupida"
Lui non rispose perché evidentemente aveva capito come mi aveva fatta sentire per l'intera serata, eravamo andati a una cena e lei era lì, non si vedevano da tempo ed era una sua "grande amica", era stato con lei tutto il tempo. Li avevo fatto finta di nulla, non volevo fare la stupida davanti alle persone, soprattuto conoscendo la nostra posizione, così avevo evitato e avevo aspettato di tornare a casa per urlargli contro.
"Che c'è? Hai perso la voce Niall?" Gli chiesi stanca e furiosa
"No" disse piano
Probabilmente si sentiva in colpa, ed era giusto che ci si sentisse, perché aveva sbagliato.
"Sai che ti dico? Forse è meglio che dormi a casa tua stasera" dissi salendo in camera mia
"Aurora.." Sentii dire, ma chiusi la porta sbattendola forte.

POV Niall
Mi sedetti sul divano, misi la testa fra le mani e sospirai, il modo in cui mi aveva detto come si era sentita mi fece stare male, mi ero reso conto che si sarebbe arrabbiata ma avevo tralasciato il "come potesse sentirsi". Jenny era una mia vecchia amica, ero solo quello, io amavo lei e questo era talmente ovvio ormai, eppure si sentiva ancora insicura verso me alle volte, forse era dovuto al fatto che pensasse di poter essere rimpiazzata, ma non era così e lo sapeva.
Aspettai un po' di tempo su quel divano, cercando di pensare alle cose giuste da dire ma alla fine ricordai che con lei poi le discussioni andavano sempre in una direzione diversa da quella che volevo. Salii piano le scale, sperando che non mi urlasse contro.
"Amore" dissi piano, cercando di capire se fosse sveglia
"Non chiamarmi in quel modo!"
Sospirai e mi sedetti sul letto, stendendomi
"Puoi voltarti?"
Lei non ripose e io sbuffai, pensando che fosse una testarda del cavolo. Feci il giro del letto e mi inginocchiai davanti a lei
"Apri gli occhi?"
"Va a casa Niall!" Disse girandosi
"Non farmi incazzare!"
Lei si alzò di scatto
"Non farmi incazzare? Ma che cazzo dici? Alla fine sei tu quello deve incazzarsi?"
"Ah ora non mi ignori più?"
Lei si alzò e mi spinse al muro
"Brutto figlio di..." Si bloccò "adoro tua Madre e non continuerò la frase" mi diede dei pugni sul petto, che di pugni non avevano nulla!
"Smettila!" Dissi urlando e bloccandola al muro, invertendo le posizioni
"Se non mi lasci giuro che ti do un calcio nelle palle!" Disse digrignando i denti
"Se usi la stessa forza dei pugni non penso mi farò nulla!"
"Fai pure del sarcasmo ora?" Era furiosa, ma non potei non pensare che fosse fottutamente bellissima quando faceva così.
"Mi ascolti?" Dissi io
"Non vedo altra scelta" disse indicando le mie braccia che la bloccavano al muro
"Scusami"
Lei non rispose e io la osservai attentamente, cercando di capire cosa le passasse per la testa, ma non riuscivo a capirlo.
"Sono stato un coglione. Non mi sono reso conto di quanto tu potessi sentirti a disagio. Mi sono comportato da stupido, mi spiace. E non so che altro dire, se non che ti amo,che lei è solo un'amica e che tu sei l'unica ragazza a cui potrei mai rivolgere tutte le mie attenzioni"
Vidi il suo sguardo calmarsi e riuscii a capire che aveva accettato le mie scuse o che almeno non era più furiosa come prima.
"Dii qualcosa" dissi io
"Sei un coglione"
"Ottima cosa da dire" dissi accennando un piccolo sorriso, lei fece lo stesso e scosse la testa. Si leccò le labbra asciutte e posai piano le mie labbra sulle sue, sperando che non mi respingesse. Non lo fece e ricambiò il mio bacio, eravamo al buio e solo la luce di sotto che arrivava in camera dalla porta rendeva visibili i nostri volti.
Misi una mano sul suo fianco, alzandole la maglia del pigiama piano e accarezzandola, mentre lei teneva il mio collo e mi accarezzava i capelli. I nostri respiri si facevano più affannati e potevo sentire sulla sua pelle i brividi che le stavo provocando, e mi eccitai un sacco al solo pensiero che io riuscissi a farle quell'effetto.
La presi dai fianchi e la presi in braccio, sbattendola piano sul muro, lei sospirò mentre io delineavo il contorno del suo collo con il naso, poi iniziai a lasciarli baci umidi su tutto il collo.
"Aiutami a toglierti la maglia" disse lei ansimando in un sussurro che mi fece eccitare da morire. L'aiutai a togliermi la maglia e la osservai mentre disegnava linee sul mio petto. Continuai a baciarla, mettendo la mia mano destra sotto la maglia, toccandole il seno, sentii che si stava eccitando sempre più quando mi strinse di più a se.
"Fammi tua Niall" disse sfiorando le mie labbra
La presi meglio e la spostai sul letto, lei si stese e mi tirò a se continuando a baciarmi con passione, amavo il modo in cui mi baciava.
"Sei mia" dissi spogliandola piano e tornando sul suo collo, baciandolo
"Dimmi che sei mia!" Dissi infilando un dito dentro la sua intimità
"sono tua!" Disse ansimando, spostandosi i capelli e leccandosi le labbra, cosa che trovai eccitante da morire. La stavo facendo godere e questo mi piaceva un sacco.
"Niall" sospirò
"Mi piace quando ansimi il mio nome, cazzo mi fai eccitare da morire!"
Lei rise a quella frase e io la baciai famelico.
Dopo un po' la penetrai e sentii l'ansimò più sexy di sempre. A vederla non sembrava così spudorata, aveva un viso così innocente, ma in realtà era perversa e maliziosa tanto quanto me, e questo mi eccitava da morire.
Venne un po' prima di me e quando ci staccammo ridemmo entrambi soddisfatti.
"Ti amo" dissi accarezzandole i capelli
"Anch'io. Ma ce l'ho ancora con te" disse sorridendo piano
"Mmm.. E che posso fare?" Dissi baciandole il collo
"Il bis" Rise maliziosa, io sorrisi e misi le braccia dietro la nuca, come a pensaci su, come se la risposta non fosse assolutamente ovvia
"Non saprei" dissi
"Decido io per te" disse mettendosi a cavalcioni su di me e iniziando a baciarmi.

We never go out of style (Niall Horan)Leggi questa storia gratuitamente!