Mi sono liberata. Ritorno in camera mia e chiamo Elise sperando che mi risponda ma niente. La richiamo ancora tante e tante altre volte finché finalmente mi risponde e urla stimpanandomi le orecchie:
- Ehi non mi chiami mai così tante volte per una sciocchezza quindi vuol dire che è successo qualcosa-
- Effettivamente si, e comunque ciao anche a te Elli- le dico in tono seccato.
- Oh si scusa ciao, cos’è successo?-
- Ho un occhio nero per il gruppo dei cretini e mi sono sfogata con i miei genitori raccontandogli tutto. Oggi mamma va dalla preside per comunicarle che cambierò scuola...- le rispondo colmandole ogni dubbio e dopo un minuto di silenzio mi dice tutto di un botto, parlando veloce come una saetta:
- Ma finalmente! Sono contentissima che tu ti sia decisa a cambiarla! Io ti avevo sempre detto che quella era una brutta scuola! Potresti venire nella mia ! Ti immagini come sarebbe bello andarci insieme ogni mattina?! Oh mi piacerebbe ee...-
- Grazie Elli sarebbe un’ ottima idea ma è un’ attimo tutto da valutare-
- Certo che sei strana eh! Non ti devi preoccupare. Se il tuo problema è la paura di recuperare tutto il programma sappi che ci sarei io ad aiutarti. Inoltre li convinco i tuoi genitori perché è un’ottima scuola e non ci sono mai stati problemi di bullismo e i professori non sono come quello che insegnano nella tua scuola. Passami subito tua madre- mi dice, e, siccome conoscendola so che mi tartasserà fino alla morte, corro da mamma e le passo Elise. Rimangono a telefono per quella che mi sembra un’eternità. Una caratteristica della mia migliore amica, è la sua capacità di possedere una sorta di potere persuasivo con il quale riesce sempre a convincere le persone a fare quello che lei vuole, quantomeno a valutare le sue idee talvolta anche folli; e proprio grazie a questo suo potere che riusciva da bambine a convincere mia madre a farmi rimanere a casa sua fino a tardi per giocare. Al termine della conversazione mamma mi chiede se volessi davvero andare alla scuola di Elise ed io le rispondo di si. Poi mi dice che ne avremmo parlato con calma e mi ripassa il telefono.
- L’ho convinta ne sono sicura!- mi dice con tono fiero.- Ma allora domani a che ora deve andare dalla preside per comunicarle tutto?-
- Alle 15 quando la scuola sarà finita ma domani io non ci andrò per riposarmi- e poi mi risponde dolcemente come sa fare lei:
- Vai tesoro mi dispiace tanto per te… vedrai che si risolverà tutto: avrai accanto la tua super amica che ti aiuterà a riprenderti te lo prometto. Ora devo andare però ci sentiamo più tardi-

La saluto e, dopo aver attaccato, guardo le notifiche e le uniche cose che leggo sono i messaggi del gruppo di classe…mi sento male per le stronzate che scrivono d’istinto. Vado nella galleria a guardare le foto mie e di mio zio e penso che ormai sono già tre anni da quando mi ha lasciata. A stento riesco a trattenere le lacrime quando penso a cosa mi avrebbe detto in questa situazione: probabilmente avrebbe citato qualche frase di incoraggiamento di un film famoso. Coccolata dai ricordi decido di posare il telefono e crollo magicamente.


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