Ecco ci siamo. Non so perché sono così nervosa...ripeto nella mia testa cinquemila volte "è solo una cena fra amici, lo hai appena conosciuto, non montarti troppo la testa". Passo in rassegna l'armadio e l'unica cosa carina che trovo è il top bianco abbinato a dei jeans attillati, li indosso, passo la piastra ai capelli nervosamente, mi trucco. Mi guardo e mi riguardo allo specchio...sono pronta...esco di casa e vado a piedi fino alla pizzeria. Quando vedo l'insegna mi sento come se fossi già stata in questo posto...dopo un minuto abbandono questo pensiero, mi faccio coraggio e busso alla porta visto che è chiuso. Vedo Ezra sbucare all'improvviso che mi indica di andare sul retro. Mi apre e mi dice:

- Ciao Iris Jameson!-
- Ciao Ezra Eiden Jones!-
- Vieni non mordo mica-.

Entro, vedo l'enorme sala interna del locale e rimango sbalordita. Il tetto è pieno di lucine e Ezra vedendomi imbambolata mi dice:

- Bello vero? Vieni, da questa parte, la pizza è pronta-
- È già pronta? Ma se non sai nemmeno che tipo di pizza mi piace-
- Diciamo che l'ho capito-
- In che senso?-
- Beh diciamo che ti ho vista caratterialmente quindi ho dedotto che ti sarebbe piaciuta la stessa pizza che piace a me-
- E dimmi Sherlock qual'è la mia pizza preferita?-
- Semplice: bianca con wrustel e patatine. Ci ho azzeccato?-
- Complimenti! Vediamo se è anche buona-

La assaggio e mi rendo conto di non aver mai assaggiato una pizza così buona ma per non dargliela vinta decido di non fargli capire che mi è piaciuta, ma non funziona credo visto che con sguardo fiero di se mi chiede:

- Allora?-
- Nulla di che. Chi l'ha preparata questa pizza? Tuo padre?-
- No, io-
- Tu?- gli chiedo occhi fin troppo sbalorditi
- Si si. Dì la verità è buona?-
- Ne ho assaggiate di meglio- gli dico sorridendo.

La serata continua e ci raccontiamo molte cose. Lui mi parla della sua famiglia: ha un fratello di un anno più piccolo di nome Alexander, ha perso sua madre quando aveva cinque anni e a distanza di un anno dalla sua morte il padre decise di aprire la pizzeria in suo onore. Tale racconto mi fa molto emozionare e ancora di più ciò che mi dice dopo:

- Lo sai Iris Jameson? Sei più bella di come ti descrivesse Elise...se non ti avessi scontrato in quel supermercato ti avrei sicuramente visto da qualche altra parte. Forse fra i banchi di scuola?
- Ma come lo...Elise giusto?-
- Si e ne sono felice-
- Bene anche io-
- Bene. E ora il dessert!-
- Hai fatto pure il dessert?-
- Eh già, vedrai ti stupirò!-

Va in cucina e porta un barattolo di Nutella con del pane vicino:
- Tadann!-
- Davvero? Siamo tornati alle elementari?- gli dico ridendo
- La Nutella è il motivo per cui ci siamo incontrati e mi sembrava giusto fosse il nostro dessert- dice sorridendo e io mi sciolgo sicuramente non per il caldo. Continuiamo a parlare del più e del meno fino a mezzanotte quando mi rendo conto che si è fatto troppo tardi:

- Mi sa che è il caso che me ne vada. Se non torno a casa entro 30 minuti mia madre mi ammazza-
- Oh è già così tardi! Vieni ti accompagno alla porta-
- Grazie-.

Ci dirigiamo alla porta e lui mi da un bigliettino:

- Cosa è?- gli chiedo
- Il mio numero. Faccio anche da cameriere per le feste. Se mai avessi bisogno dei miei servigi o ti andasse di riparlare o anche di vederci...puoi chiamarmi qui-
- Ok. Sono stata molto bene a proposito. Grazie. Ci sentiamo presto Ezra Eiden Jones-.
- Anche io sono stato molto bene Iris Jameson. Ci vedremo molto presto, me lo sento-
- Poi vedremo-.

Lentamente mi incammino verso casa e con un sorriso da ebete ripenso alla serata passata con "Mister occhioni meravigliosi".

To the RainbowDove le storie prendono vita. Scoprilo ora