Dopo tre ore di insulti a mia madre, ventimila possibili abbinamenti di vestiti, centomila salviettine struccanti buttate e nervosismo all’ennesima potenza, sono pronta per la serata con Ezra: alla fine ho deciso di abbinare il maglione bianco leggero con una gonna verde militare lunga e per il trucco ho optato per i miei vecchi amici eyeliner, mascara e correttore. Guardo il telefono nonostante sono in anticipo di 30 minuti. Mi siedo sul divano, ma non faccio in tempo a rilassarmi che bussano alla porta e all’ingresso trovo una persona del tutto inaspettata: Elise che mi squadra con aria sbalordita. Mi rendo conto di non averle raccontato dell’appuntamento con Ezra. Sento che mi ucciderà.

-Wow tesoro sei uno schianto! Dove devi andare?-

-Ciao anche a te Elli. Beeh diciamo che fra mezz’ora ho un altro appuntamento con E…-

-Cosa?!?!? E perché non me l’hai detto!! Ora pretendo di sapere tutto!!!-

Così nel minor tempo possibile le racconto tutto quello che c’è da sapere sperando che non si faccia troppo tardi ma quando guardo l’orario mi accorgo che sono già le nove meno un quarto così guardo la mia migliore amica ancora in eccitazione per la notizia e le dico:

-Elli. Amore mio bellissimo. Lo so che vorresti ancora parlare ma io devo andare da Ezra e non dici sempre tu che una dama non deve mai far aspettare il suo cavaliere?-

-Oh si giusto. Almeno posso acc…-

-NO! Ehm…volevo dire…grazie ma penso che me la caverò anche da sola Elli non ti devi preoccupare-

-Okay bellezza. Mi raccomando stendilo!- mi fa l’occhiolino e mentre la abbraccio mi rendo conto di essere diventata rossa. Dopo aver salutato Elli, la mia sorellina, i miei genitori e dopo l’ennesima raccomandazione da parte di mio padre prendo la borsa, controllo di avere tutto, benda compresa ed esco. Mi incammino verso la pizzeria, da lontano intravedo Ezra appoggiato sulla porta del negozio che giocherella con le chiavi del negozio. La mia attenzione si posa così sulla moltitudine di braccialetti che ha sul polso e mi fa pensare all’ennesima cosa in comune fra di noi. Arrivo verso di lui, i nostri sguardi si incrociano ed io inevitabilmente non riesco a non squadrarlo per vedere com’è vestito: indossa una camicia bianca con le maniche lunghe girate, ha una cravatta con sopra disegnati degli orsetti di peluche, dei semplici jeans blu con delle Vans verde scuro.  Ci fissiamo ancora per qualche secondo con sorrisi imbarazzati finchè, come sempre, lui rompe il silenzio:

-‘Milady’ le posso dire che la sua figura stasera è incantevole?-
[Perché tutte le volte che apre bocca rimango senza fiato!?!]

-La ringrazio ‘Milord’. Cosa c’è in programma per la serata?-

-Beh ‘Milady’ se per favore potesse indossare la benda che le ho gentilmente chiesto di portare saremmo pronti a partire-

-Bene ‘Milord’. Posso dirle che sembriamo usciti da “Orgoglio e Pregiudizio”?- ridiamo entrambi al mio commento , tiro fuori la benda dalla borsetta e mentre gliela do gli chiedo:

-Come raggiungeremo questo luogo misterioso? Forse con la carrozza signor ‘Darcy’-

-Beh miss ‘Bennet’ niente carrozza purtroppo. La guiderò io a piedi, non ci vorrà molto- e mentre lo dice mi mette la benda sugli occhi…e vedo l’oscurità. Durante il tragitto mi concentro sui suoni che sento intorno a me: la gente che ci passa accanto, la musica dai bar, due cani che abbaiano e il tintinnio delle zip provenienti dallo zaino di Ezra. Dopo aver salito una collinetta il mio cavaliere mi fa sedere su quella che ipotizzo essere una panchina e mi dice:

-Altri due minuti di pazienza e ti tolgo la benda. Solo, stai ferma e non sbirciare- gli faccio cenno di si con la testa e stavolta oltre a sentire il mio cuore battere all’impazzata sento lui che mentre prepara qualsiasi cosa stia preparando ripete continuamente ‘okay’ e la cosa mi fa ridere. Dopo poco mi sento toccare la spalla e un brivido mi attraversa tutto il corpo quando Ezra sussurra nel mio orecchio ‘È ora Miss Jameson’. Mi alzo e cautamente mi fa sedere per terra dove capisco di essere sul prato e una volta sistemata mi dice:

-Pronta Iris?-

-Sono nata pronta-

-Aha perfetto. Al mio tre: uno, due, tre e…voilà!-

Sfila la benda dagli occhi e vedo davanti a me il panorama mozzafiato di ‘Kite Hill’ e mi rendo conto di essere al parco di ‘Parliament Hill’. Mi guardo intorno e vedo su una panchina più lontana una coppietta anziana che si bacia e anche un padre con sua figlia piccola che passeggia. Quando ritorno alla realtà mi accorgo del bouffet che Ezra ha allestito su una allegrissima tovaglia a pois verdi. Con uno sguardo curioso mi chiede:

-Ti piace?-

-Ezra è meraviglioso davvero. Nessuno aveva mai fatto una cosa così per me-

-Ah non ho fatto niente di che, ho solo preparato un po’ di cibo e allestito un picnic. Però sono molto contento che ti piaccia. Sai volevo che fosse speciale-

Arrossisco violentemente e lui mi sorride imbarazzato. Così gli dico:

-Allora cosa offre lo chef stasera?-
-Beh madame. Per la serata ho preparato dei mini sandwich con salmone affumicato e insalata oppure con salsa tonnata e pomodoro; a seguire ci sono degli assaggini di pizza margherita e per finire muffin al doppio cioccolato-

-Wow che menù, sono sbalordita-

-Mi sentivo ispirato-

-Oh mi fa piacere-

-Che ne dici se iniziamo a mangiare?-

-Si certo-

Così inizia la nostra cena romantica. Mentre mangiamo, fra una cosa e l’altra vedo che lui piano piano con assoluta delicatezza avvicina la sua mano alla mia, che è poggiata fra la tovaglia e il prato. Prima che si avvicini ulteriormente d’istinto mi allungo verso di lui per prendere la sua mano e stringerla, sperando che fosse quello che lui voleva. Raccolgo tutto il coraggio, lo guardo e capisco che è sorpreso ma felice del mio gesto, cosa che sinceramente mi solleva. Poco dopo lui mi dice:

-Senti Iris voglio farti vedere una cosa- estrae dalla tasca una scatolina e me la passa:

-Che cos’è? Un regalo per me?-

-Più o meno, dai aprilo-
Così apro questo misterioso pacchetto e trovo al suo interno un portachiavi con un piccolo fiorellino fatto di ‘play-doh’ e improvvisamente capisco in realtà chi è la persona davanti a me.

-Ezra ma tu sei…-

-Si?-

-Questo è…?-

-Ora ti ricordi…?-

-Che io e te andavamo all’asilo insieme?-


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