Mi incammino verso la nuova scuola dove sto per incontrare la mia personale “strizzacervelli”. Yuppi. Sono distratta dal suono del cellulare. È un messaggio, controllo e divento rossa peperone:
“Ei ci vediamo davanti alla pizzeria alle 21, non fare domande.”>E.

“Un altro appuntamento Jones?”>I.

“Ho detto: non fare domande! Uh e porta una benda. Ti piacerà fidati.”>E.

“…”>I

E chiudo così la conversazione…
Entro nell’edificio dove una segretaria anziana con i brufoli mi dice:

-Sei per le sedute dalla signorina Orvette?-

-Chi?-

-La psicologa scolastica-

-Ah si-

-Secondo piano a destra-

La guardo e mi viene in mente la parola ‘allegria’. Arrivo davanti alla porta, leggo la targhetta ‘Psicologa scolastica’, poi abbasso lo sguardo e controllo l’orario: 8:30. Che faccio busso?
Mentre sto per farlo la porta si apre dinanzi a me e vedo una donna sulla quarantina che mi guarda in modo molto inquietante.

-La signorina Orvette?-

-Chiamami Harriette. Tu devi essere Iris-

-Si piacere-

-Il piacere è tutto mio. Allora raccontami un po’ di te-

-Cosa vuole sapere in particolare?-

-Dove sei nata, quanti anni hai, tutto ciò che tu abbia voglia di dirmi-

Prendo un respiro profondo, mi siedo su una poltrona con una copertina di macramè bianca e penso da dove iniziare.
      
-Mi chiamo Iris Jameson, ho 16 anni, sono nata ad Hampstead ma per il lavoro di mio padre a 6 anni ci siamo trasferiti a Liverpool dove ho vissuto fino ai 14 anni quando siamo dovuti tornare ad Hampstead-

- E come mai siete tornati di nuovo?-

-A Liverpool non ci eravamo ambientati, il lavoro di mio padre non andava bene, mio zio è morto…diciamo che sono tanti i motivi -

-Ah capisco.-

Cerco di scacciare via i pensieri giocherellando con il fiorellino di oro bianco della mia collana ma non ha molto effetto perché sento già di avere gli occhi lucidi.

-È molto bella la collana che indossi, posso chiederti chi te l’ha regalata?-

-Me la regalarono mia zia e mio zio al mio battesimo e da quando lui…non c’è più la metto ogni volta che posso.-

-Voi due eravate uniti vero? Te la sentiresti di raccontarmi qualcosa di lui?-

-Lui è…era un vero burlone. Era quel tipo di persona che riusciva a far ridere chiunque.-
Mi scende una lacrima e sprofondo nella poltrona mentre prendo un kleenex dal tavolino accanto. Per un momento mi perdo nel ricordo del 25 Dicembre di dieci anni fa quando una me di sei anni, mia cugina Cheryl, i miei zii e i miei genitori facevamo giochi insieme per divertirci. Dopo qualche secondo di silenzio lei mi dice:

-E quali cose piacciono fare a Iris oggi?-

-Mi piace ascoltare la musica, vedere film e serie tv con la mia migliore amica Elise e con mia madre e soprattutto amo perdermi nei libri leggendoli per ore-

-Interessante…e oltre ad Elise ci sono altre persone con le quali condividi le tue giornate?-

Direi che la signorina Orvette ha toccato il tasto giusto. Abbasso la testa sperando che non noti il mio evidente disagio ma a sorpresa mi risponde:

-Iris so che cosa ti è successo ma vorrei che tu me ne parlassi quando ti senti pronta. Nel frattempo per il prossimo appuntamento, che sarà la prossima settimana, voglio che tu mi racconti qualcosa di positivo che ti è successo e poi vedremo. Va bene?-

-Si certo. Grazie-

-Grazie a te-

Le stringo la mano ed esco. Non è andata poi così male. Assorta nei miei pensieri rimango ferma in piedi per qualche minuto quando mi rendo conto che un ragazzo mi fissa in modo inquietante, decido di non dargli importanza e di uscire dopo aver avvisato mia madre di aver finito l’appuntamento.
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Hola!
Scusate se il settimo capitolo è uscito più tardi del previsto ma ho avuto un po' di problemi. Da oggi si riprende regolarmente e a breve pubblicherò ottavo e nono capitolo!
Q: Che ne pensate della dott.Orvette?
Baci
Yuya🌈❤

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