6. La mia vita si sta complicando enormemente

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(nella foto l'occhio di Matthew, leggete lo spazio autrice, avviso)

Matthew Ferne è strano.

Insomma, ha trovato la strada per la base di ieri a memoria, senza indirizzo - che pensavo Veronica avesse lasciato a lui e invece no -e nemmeno indicazioni.

Diciamo che è andata più o meno così.
Ci siamo trovati a casa di Jake mezz'ora fa, dopo aver concordato le varie scuse da dire ai genitori - cioè che abbiamo creato un piccolo gruppetto di studio che si ritrova in biblioteca - è saltato fuori il problema come ci arriviamo là?, risolto da Matthew che se n'è uscito con un ci penso io, io scettica, il mio migliore amico di più. Fatto sta che ci ha portato qui, magari ha profetizzato la mappa su quel suo quaderno.

"Dite che bisogna bussare?" fa Jake, lo sguardo puntato verso l'alto e le braccia incrociate.

Tutti e due rimaniamo in silenzio. Matthew ci ha condotti davanti ad un cancello scuro, che ricordo vagamente da ieri sera quando siamo usciti, al di là di esso si intravedono alcuni alberi, dai quali spunta l'alta e pittoresca struttura di cemento; a differenza dell'interno però è tutta dipinta di uno strano colore, una specie di bianco perlaceo, in cui spiccano solo le poche finestre ai piani superiori.

Mentre siamo ancora assorti compare Veronica, appollaiata sul cancello, come se non fosse a più o meno tre metri da terra. Porta una felpa e un paio di leggings neri, e legatp sulla schiena porta un bastone di legno. La cosa strana, più che il bastone - ormai non mi stupisco di certe cose - è che sia comparsa dal nulla, così di botto.

"Ciao ragazzi!"

Jake sgrana gli occhi e sbatte più volte le palpebre, come per accertarsi che la ragazza si trovi davvero lì. "Come fai a stare lì sopra? No aspetta... Come ci sei arrivata?"

"In realtà sono qui più o meno da quando tu hai detto insomma non so come tu abbia fatto Ferne eccetera eccetera" indica uno degli alberi accanto al cancellone "Vedi se ti arrampichi su quella quercia, atterri sul palo di sostegno del cancello ed è bella che fatta"

"Invisibilità" mugugna Matthew. Ecco di cosa si trattava, mi sento stupida a non esserci arrivata prima.

Inaspettatamente il cancello inizia ad aprirsi e , imprecando, Veronica si sbilancia all'indietro e cade. Per un attimo non la vediamo, poi, quando la visuale si libera dalla spessa parete di metallo, lei è lì seduta a terra, mentre si leva la ghiaia dalle ginocchia, e si spazzola la felpa per levare la polvere, ma per il resto non sembra essersi  fatta più di tanto.

"Andy io ti uccido, ti giuro che stavolta lo faccio!" grida verso il palazzo.

Non capisco perché stia inveendo contro il ragazzo, ma da come dice quelle parole non sembra essere la prima volta che queste lasciano le sue labbra.

Subito dopo la rossa si alza e si mette a camminare spedita lungo il viale di ghiaia, verso l'edificio. Noi non abbiamo altra scelta che seguirla, accompagnando a mano le bici con cui siamo venuti.

Quando arriviamo alla base struttura, circa cinque minuti dopo, una delle biciclette manca all'appello. Diciamo che qualcuno ha ancora difficoltà a gestire la situazione di assorbi-tutto.

Io mi perdo ad osservare l'ambiente, il primo piano è tutto aperto, solo con i quattro pilastri ai lati, ed è completamente vuoto, tranne per qualche attrezzo da palestra e una specie di quadro appeso al soffitto, sul lato più lontano da noi, che non riesco a vedere bene, mi sembra ci sia qualcosa attaccato sopra.

La porta delle scale si apre e spunta Andy, il ciuffo color caramello scompigliato a dovere, come se si fosse appena alzato. Sorride forzatamente quando incontra lo sguardo in stile fuoco greco di Veronica.

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