I • Tramontare (1 di 4)

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C'era una volta, e c'è tuttora, un regno diverso da tutti gli altri, che non affonda le proprie radici nel solido terreno, ma nell'aria e tra i venti

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C'era una volta, e c'è tuttora, un regno diverso da tutti gli altri, che non affonda le proprie radici nel solido terreno, ma nell'aria e tra i venti.

Un regno sopra la cui testa non c'è l'azzurro manto del cielo diurno, ma al contrario la Terra, grande e maestosa.

Un regno che non vede tramontare il Sole la sera, né lo vede sorgere al mattino, perché il Sole è il suo sovrano, e là è sempre giorno.


C'era e c'è tuttora, tuttavia la nostra storia inizia in un tempo in cui il cielo era diverso da come lo conosciamo oggi.

A quel tempo il regno del giorno e della notte erano divisi da un invalicabile confine. Se avessimo vissuto sulla Terra in quegli anni, alzando gli occhi al cielo avremmo visto una fascia come di vetro, costellata di simboli e disegni appena visibili a occhio nudo, attraversare l'intero cielo. Da un lato stava l'azzurro cielo diurno, dall'altro quello nero della notte. Ogni dodici ore un profondo rintocco scuoteva la Terra e annunciava lo spostamento dell'anello di confine, che ruotando capovolgeva il cielo. In pochi minuti scendeva la notte là dov'era giorno, e sorgeva il giorno dov'era notte.


Nel regno del cielo diurno ogni giorno trascorreva perfetto e uguale, senza sosta né riposo, senza intoppi e senza cambiamenti. Tutto era semplicemente perfetto.

Così come si sentiva perfetto il suo sovrano, il principe Sole, che con forza e severità governava il popolo delle nubi e il loro transumare nei pascoli del cielo. Regolava l'alternarsi delle stagioni in modo perfetto; le piogge iniziavano e finivano perfettamente quando decideva lui; allo stesso modo, l'energia che donava agli abitanti della Terra era perfetta, grazie alla luce e al calore emanati dal suo corpo perfetto, dalla pelle gialla e arancione. Il suo fisico giovane ed atletico, costellato qui e lì da piccoli cristalli d'ambra, era adornato da un gonnellino di stoffa chiara stretto in vita; il principe indossava una cuffia aperta sulla cima, in modo da lasciare liberi i luminosi cristalli arancioni di cui erano fatti i suoi capelli, che si alzavano come una corona di fiamme sopra la sua testa. La cuffia scendeva fino a coprirgli le spalle ed era cinta con una fascia di stoffa rossa simile ad una sciarpa che si muoveva nel vento come una liquida fiamma. Sul suo viso giovane e delicato, brillavano forti due occhi arancioni: dentro quei due grandi soli d'ambra si specchiava profondo l'intero cielo.

Ogni volta che il grande orologio dell'universo rintoccava e l'anello tra i due cieli girava, il principe Sole iniziava la transumanza delle bianche greggi da un confine all'altro del suo regno. Lontana, sopra di lui, l'enorme e splendida Terra; sotto i suoi piedi nudi, il trono celeste: un globo grande quanto un elefante. La sua superficie era una vetrata gialla, rossa e oro, che brillava fulgida quando il corpo del principe risplendeva, riflettendo la sua energia e il suo calore sulla Terra sovrastante.

Alla fine di ogni viaggio attraverso la volta celeste, le nuvole del cielo si raccoglievano sul confine, e insieme a Sole attendevano il successivo rintocco celeste, per iniziare un nuovo giorno sotto l'altro emisfero della Terra.


«Tutto in ordine sire, pronti al rintocco!» annunciò la nuvola Ciry fluttuando verso Sole. Era nella sua forma più umana: un corpo bianco e spumoso di donna, con braccia sproporzionatamente lunghe e mani minute. Il viso era quello di una donna giovane e forte. Il suo corpo sotto la vita svaniva in frastagliati cirri dai bordi rosa perlato - lo stesso colore dei suoi occhi, oltre che l'unico dell'eterea figura bianca e grigia.

«Nessun intoppo. Tutto perfettamente secondo i piani, come al solito,» concluse Ciry, inchinandosi di fronte al sovrano. Era una nuvola molto intelligente e meticolosa, cosa rara tra le nubi... Le sue capacità e la sua dedizione fuori dalla norma l'avevano resa il braccio destro di Sole nella gestione delle vaporose mandrie.

«Perfetto. Anche oggi abbiamo concluso in anticipo,» rispose in tono autoritario il principe, osservando oltre il confine del suo regno le ultime stelle del cielo notturno allontanarsi come saette su e su in alto, scomparendo alla vista dietro il globo terrestre che li sovrastava. Provava una strana e piacevole sensazione all'altezza del petto nel vedere le sue greggi di nubi pronte sul confine, quando ancora le stelle non avevano finito di prepararsi per il cambio di emisfero. Una sensazione che sulla Terra si potrebbe identificare con la parola orgoglio.

Passarono pochi istanti e un sonoro rintocco fece vibrare il cielo. Alcune tra le nuvole più giovani, ancora ingenue, belarono e nitrirono spaventate; alcune di loro tentarono di abbandonare i ranghi per fuggire, ma il pronto intervento di Ciry e delle altre nubi senzienti riportarono l'ordine e la calma senza difficoltà. Il confine dei due cieli iniziò a muoversi, prima lento, poi sempre più veloce, aprendo davanti a Sole e alle nuvole gli azzurri prati di un nuovo giorno.

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La canzone che ho scelto per questo capitolo è:
Spirit of Moravia dei Two Steps From Hell

 La canzone che ho scelto per questo capitolo è:♪ Spirit of Moravia dei Two Steps From Hell ♫

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