Capitolo 30

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Io
Mi ripresi subito da quell’attimo così emozionante e risposi. “Pronto?”, “Porca troia finalmente mi rispondi! E’ successo un casino!”. Era Matt. Dalla sua voce potevo capire che era molto preoccupato e nervoso. “Che succede Matt?”, “Mia madre ha scoperto che sono gay e mi ha buttato fuori casa.”. Rimasi a bocca aperta. “M-ma lei non lo sapeva che tu eri gay?” “No!”, “Ok…calmiamoci. Vieni a casa mia, così mi racconti tutto. Io sto arrivando.”, “Cazzo vero…Tu sei con Lou…No, no, tranquilla. Me la cavo da solo.”, “Matt non farmelo ripetere una seconda volta.”, “Va bene…Grazie!”. Chiusi la chiamata e mi diressi da Louis che mi aspettava a testa bassa sulla giostra, “Lou..io devo tornare a casa…E’ successo un po’ di casino…”, “Ti accompagno.” Disse scendendo dalla giostra. La sua faccia era fredda, la mascella era tesa, i suoi occhi erano ghiaccio.
Mi accompagnò fin sotto casa. “Ci sentiamo!” dissi sorridendo. Lui annuì prima di girarsi e andarsene. Entrai in casa. Ancora Matt non era arrivato. Arrivò qualche minuto dopo in compagnia di Payne. “Si può sapere che minchia è successo?” gli chiesi facendoli sedere sul divano.
Matt
*flashback*
Ero sicuro che mia madre non fosse in casa. Mio padre era a lavorare. Era un ottimo pomeriggio per passarlo insieme al proprio ragazzo. Il mio Payne. Così gli mandai un messaggio che lo invitava ad arrivare in fretta a casa mia.
Quando arrivò lo baciai senza nemmeno fargli prendere fiato. Chiusi la porta alle nostre spalle e lo feci sedere sul divano. Mi sedetti sulle sue gambe e cominciammo a baciarci, coccolarci. Lui aveva voglia di me, io avevo voglia di lui. Non ci staccavamo nemmeno un secondo. Eravamo troppo attratti l’uno dall’altro per poterci staccare anche un minimo di secondo. “Sei sicuro che tua madre non venga?”, “Stai tranquillo, Payne. E’ dalle sue amiche e torna tardi..” dissi baciandogli il collo, “Ma lei lo sa che tu sei gay?”. Lo guardai in faccia. In realtà no. E la cosa mi impauriva, ma in quel momento mi fregava ben poco, “No.” Risposi prima di abbracciarlo forte, “Tua madre sa che sei gay?” gli chiesi, “No.” Rispose. Solo Emi lo sapeva. Era l’unica che sapeva di noi due. L’unica che forse ci conosceva bene. Ricominciammo a baciarci con foga, dimenticando il discorso precedente, e dimenticando il mondo alle spalle.
Ma solo quando sentii quel “Matt” capii che non mi era possibile dimenticare il mondo alle spalle. Mi spostai di scatto da Liam, a cui diventò rosso peperoncino la faccia. “Che cazzo è sta storia?”. Vidi la faccia di mia madre diventare bianca come un foglio di carta. Avevo fatto malissimo a non raccontarle tutto dal primo momento. “S-sei omosessuale, Matt?”. Non sapevo se annuire o rimanere immobile. “Sì..” bisbigliai. Il viso di mia madre fu rigato da una lacrima e poi da un’altra ancora. Liam mi strinse la mano, lo guardai in faccia. L’unica cosa che potevo vedere nei suoi occhi era paura. Paura infinita. “Mamma…”, “Matt vai via.”, “Mamma ti prego! Ascoltami cazzo!” dissi alzandomi e avvicinandomi a lei, “MATT VAI VIA! Prendi le tue cose e va via..” disse spostandosi da me, “Non puoi non accettarmi solo perché sono omosessuale, mamma!” dissi disperandomi, “Non dirmi cosa posso e non posso fare, Matt! Quella è la porta.” Disse indicandola. Salii in camera presi un borsone e lo riempii dei miei vestiti. Li infilavo in quel borsone con violenza, mentre Liam cercava di calmarmi. “Ti prego calmati cucciolo..” mi disse accarezzandomi le mani, “Ti avrebbe scoperto prima o poi…”, “E’ tutta colpa mia. E’ colpa mia se quella cercherà tua madre, le parlerà e magari i tuoi amici non ti vorranno più e ti rovinerò la vita. Te ne rendi conto? E’ tutta colpa mia. E non me lo perdonerò mai!” dissi mettendomi le mani in testa. Liam mi abbracciò forte, baciandomi più volte la testa, “Calmati adesso…Calmati… Vedremo dopo quello che succederà. Non precipitare le cose…Dobbiamo solo trovarti un posto dove dormire.” Mi disse accarezzandomi, “Ci sarebbe casa mia ma..” disse continuando, “Non voglio procurarti problemi. Già te ne ho procurati abbastanza.” Dissi uscendo dalle sue braccia e prendendo in spalla il borsone, “Chiederò a Emi.” dissi. Guardai quella foto che era appoggiata sul comò. Eravamo io e mia madre abbracciati. La presi tra le mie mani. La guardai attentamente. Prima di scaraventarla a terra. Presi la mano di Liam e lo portai fuori da quella maledettissima casa. Poi chiamai subito Emily…
Raccontai tutto a Emily. “Puoi rimanere a dormire qui Matt.” Disse guardandomi, “Ma non è questo il problema.” Continuò. “E qual è Emily? Dimmi qual è?” dissi scocciato, “Che devi parlare con tua madre. E devi farlo subito. Prima che Liam parta.” Disse guardando prima il ragazzo sconvolto alla mia desta e poi me. “ Ci ho provato ma…non mi ha ascoltato..”, “Ci hai davvero provato? Sono sicura che quando ti ha detto ‘vai via’ tu non hai fatto altro che fare la valigia e andartene.”, “E’ così…” risposi abbassando lo sguardo. Più le parlavo più mi accorgevo che mi conosceva meglio di  qualsiasi altra persona. “Ma non ho il coraggio di andarle a dire ‘mi dispiace, mammina adesso ritorno etero solo per te’.”, “Questo assolutamente no! Ma se solo la facessi ragionare…”, “Non conosci mia madre, Emi. Se ti butta via di casa, è la fine. Non cambia idea.” Dissi sospirando. Era la fine. Non avrei mai più visto la mia famiglia. Non avrei mai avuto più contatti con loro. Non mi accetteranno mai. E le uniche persone che rimarranno al mio fianco saranno solo Liam e Emily. E se anche loro andranno via? Chi ci sarà con me? Sarò solo. Come sempre. Non ci sarà più nessuno che si preoccuperà per me. Nessuno.
“Comunque puoi rimanere qui quanto vuoi. Tanto c’è il letto di mia sorella a disposizione.” Disse Emily alzandosi dalla sedia, “Grazie Emily. Sapevo che potevo contare su di te.” dissi alzandomi e abbracciandola. Ricambiò l’abbraccio.

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