Capitolo 22

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“Guarda che l’ho visto come lo guardavi…” bisbigliai mentre cercavo di ricopiare il quadro di Van Gogh, “E come?” bisbigliò fermando la sua mano intenta a scarabocchiare quel bianco foglio di carta, “Come io guardo Louis.” dissi guardandolo. “Cazzo… allora devo essere molto innamorato di Liam…” “Già..” bisbigliai ridendo, “Ah senti.” Stavolta dissi a voce alta, “Scott.” Mi rimproverò la professoressa “Scusi prof.”. Ritornai a disegnare per poi riprendere il mio discorso, “Non ti far beccare cretina.” Bisbigliò Matt ridendo, “Domani sera vuoi venire a festeggiare la mia partenza?”. Mi guardò quasi per un minuto prima di parlare, “Non penso i tuoi amici mi vogliano…” “Penso che non me ne frega niente, poiché tu sei mio amico e non loro.” Dissi con una faccia soddisfatta, “Non ho nemmeno l’abito adatto.” Stavolta posai di botto la matita, facendo appoggiare la mia schiena alla sedia e incrociando le braccia al petto, “Questi non sono problemi da ragazzi.”. Il ragazzo al mio canto rise, ed io ripresi a disegnare. “Non me la sento.” “Oh… forse mi sono espressa male io… Domani sera sei occupato con me, punto e basta.”, “Va bene Emi.. sei cocciuta però eh…”, rise prima di continuare, “ Questo pomeriggio che fai?” “Cioccolata calda…indovina con chi…” dissi sorridendo maliziosamente. Mi guardò male prima di alzarsi per far vedere il disegno alla prof. Poco dopo ritornò al suo posto, “E indagherò.” Gli bisbigliai all’orecchio. “Sei una pazza.” Disse prima di abbracciarmi. Il nostro primo abbraccio.
Louis
L’ora di arte era l’unica in cui non facevo mai un cazzo. A parte guardare la classe sclerare per fare un disegno. E proprio in quel momento il mio occhio stava cercando di scrutare tutti i miei compagni. Il primo banco era quello che saltavo sempre. Ma stavolta no. Erano abbracciati, sorridevano, scherzavano. Louis ma perché ci pensi ancora? Che sta succedendo? Succede che questa vita fa schifo. Ed è strano che proprio io lo dica, ma è così. Li fissavo mentre dentro di me ribolliva la rabbia. Questa si chiama gelosia, Louis. No. Non è gelosia. Perché lei non mi piace. E’ quasi una settimana che pensi a quello che è successo fra voi. Sì, ok, questo è vero. Ma solo perché ha confuso il mio mondo. La stavo fissando da un bel po’ quando Zayn mi affacciò da dietro le spalle, “Ti sei innamorato Tommo?” “Macche!” dissi ridendo, “Non ti capita spesso di guardare una ragazza e spezzare una matita a metà.” Disse prima di darmi una pacca sulla spalla e alzarsi. Lo facevo solo quando… quando sei innamorato, Lou. “NON E’ VERO.” Gridai. Tutti si girarono guardandomi. La mia più grande figura di merda. “Tomlinson che succede?” “N-non mi sento molto bene prof. Posso uscire un attimo?”, “Certo…”. La prof mi guardava abbastanza preoccupata. Ma non era l’unica. Mia sorella mi fissava. Ma girato l’angolo per aprire la porta due occhi fissavano ogni mio movimento. Quelli di Emily.
Io
Non capii subito quello che successe a Louis. Sentii solo lo squillo della campana e i ragazzi fare casino per uscire e fare ricreazione. “Secondo te cosa gli è preso?” ridevano Zayn e Chez, “E’ innamorato…” rispose l’amico. “Non capisco cosa gli sia preso.” Continuava a ripetere Hilary andando avanti e indietro per la classe. “Si sarà sentito male…” “Certo…” mi guardò male prima di continuare a camminare. Quando ad un tratto Louis entrò di fretta e furia, “Louis!” esclamò Hilay prima di saltargli a dosso. “Staccati un po’…” “Che hai?” “Mi sento… mi sento male… “ “Che hai di preciso?” “Nausea. Nausea fino alla testa.” Disse conservando tutto, “Ci vediamo a casa.” Per poi andarsene. “Bene, dato che la questione si è risolta, vado a comprare uno snack.” Dissi alzandomi e uscendo. Misi il soldo nella macchina e ne uscì fuori un Bueno White. “Che poi… mi chiedo come gli è venuta sta nausea se stava benissimo.” “Oh Dio… se continui ancora la nausea me la fai venire te…”. Dissi rientrando in classe. Non penso avesse nausea. Non penso stesse male. Stavo parlando con Matt di cosa si sarebbe messo la sera seguente, quando sentimmo le grida di una ragazza. “Ma che cazz?”. Mi alzai subito dal banco, dirigendomi verso il corridoio seguita da Matt. Era Hope che gridava come una dannata piangendo. Per un minuto mi preoccupai come una cretina. Hilary era diventata bianca in faccia. La ragazza disperata continuava a piangere. Tutta la scuola circondava la bionda. “NON E’ POSSIBILE!” continuava a gridare sommersa dalle lacrime, “Hope che succede?” si azzardò Hilary a chiederle, “TUO FRATELLO.”. Quando sentii quelle parole un nodo allo stomaco si formò. Che gli era successo? “MI HA LASCIATA.”. Scoppiai a ridere. Ridere come non avevo mai fatto prima. Matt mi diede una gomitata per farmi smettere, “Uh…scusa…”, “Sei disperata per questo?” chiese Hilary gentilmente, “TUO FRATELLO MI HA LASCIATA.”, “L’ho capito non c’è bisogno che me lo ripeti di nuovo…” disse Hilary spostandosi un po’. Tornammo in classe. Io ancora ridevo. “Ma perché ridi? Si può sapere?” mi chiese Matt appena eravamo soli. Effettivamente non lo sapevo neanche io, solo che non riuscivo a trattenermi. Non risposi, solo alzai le spalle.

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