Suga - Min Yoongi

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Il mio lavoro consisteva nell'essere la costumista dei gruppi musicali coreani, e ormai lavoravo con la solita band da due anni. Loro erano i BTS, ma per me non erano la band famosa, per me erano degli amici e di fatto avevamo all'incirca la stessa età, chi più chi meno. Con il lavoro che facevo mi era difficile avere delle relazioni, poiché ero spesso in tour con la band, però da un po' di tempo non ero più tanto indifferente ad un membro del gruppo, Yoongi. Lo avevo sempre trovato abbastanza misterioso e lui era il tipo che si divertiva a fare battutine idiote su tutto, figuriamoci su di me che "li dovevo vestire", come diceva lui, ma ero sempre stata al gioco e mi divertivo anche io a stuzzicarlo. Ultimamente però le cose erano cambiate, almeno da parte mia: le sue battutine mi facevano arrossire, ero in imbarazzo quando dovevo aggiustargli i capi addosso e quando si cambiava davanti a me rimanevo spesso imbambolata. In quel periodo eravamo in tour, precisamente nella tappa di Tokyo ed era il giorno del loro ultimo concerto in quella città. –Ragazzi, questi sono i vostri cambi per Blood, Sweat and Tears!– gli dissi mentre uscivano di scena per cambiarsi. Diedi ad ognuno il proprio completo e tutti andarono a cambiarsi dove avevano le loro cose, tutti tranne Suga ovviamente, credevo quasi che lo facesse apposta. Mi chiese addirittura di aiutarlo ad abbottonarsi la camicia, così, con le mani tremanti, mi avvicinai a lui che, oltre ad essere due anni più grande di me, era pure una decina di centimetri più alto. –Come mai ti tremano le mani nana?– mi chiese. Aveva la brutta abitudine di chiamarmi in quel modo. –Sono solo stanca Suga, non farti strane idee.– gli risposi punzecchiandolo. –Sei proprio sicura che sia solo stanchezza? Sai, so di non esserti indifferente!– mi rispose sicuro di se. –Ah si? E perché dovresti? Mica sei chissà cosa!– lo sfidai alzando lo sguardo verso di lui. Avevo appena finito di agganciare tutti i bottoni. –Tu dici? Ne riparliamo stasera, durante i festeggiamenti.– mi disse lui mentre si avvicinava ancora di più, come se fossimo stati lontani in quel momento. Non feci in tempo a rispondere che tornò sul palco. Mi ero quasi dimenticata che quello era proprio l'ultimo concerto del tour e che loro, solo loro sette, andavano sempre a festeggiare e da un anno mi avevano fatta unire ai festeggiamenti. In quel momento iniziai a preoccuparmi, Suga era uno di quelli a cui piaceva alzare il gomito, a cosa stavo andando incontro?

Lo spettacolo finì e i ragazzi uscirono di scena tra le urla delle fan tutti sudati e contenti; si cambiarono in fretta e prima di andare all'hotel chiesero il permesso ai manager per poter festeggiare, anche se contava poco poiché facevano sempre come volevano. Una volta ricevuto il permesso ci dirigemmo tutti verso le auto che ci avrebbero riportati all'hotel. –Non vedo l'ora di andare a festeggiare!– esclamò Tae una volta saliti in macchina. –Tanto non reggi niente te!– lo prese in giro J-Hope facendo ridere tutti e guadagnandosi uno scappellotto da parte di Tae. Arrivati in hotel decidemmo di ritrovarci dopo venti minuti, così andammo tutti nelle nostre camere a prepararci. Io mi feci una doccia veloce e mi vestii comoda, con un paio di pantacollant neri e una canottiera dello stesso colore con la scritta 'awesome' bianca sopra. Siccome era abbastanza caldo decisi di non prendere nessuna felpa, misi nella borsa a tracolla il telefono ed il portafogli e misi delle Adidas con le borchie come scarpe. Scesi nella hall dell'hotel ed aspettai i ragazzi, che arrivarono dopo poco. Uscimmo tra chiacchiere varie e ci dirigemmo verso un pub li vicino, così da non dover fare troppa strada al ritorno. Ci mettemmo ad un tavolo un po' più isolato, anche se erano le una di notte c'era abbastanza gente e i ragazzi non avevano voglia di incappare nelle fan, volevano godersi un po' di tranquillità. Si erano coperti tutti il volto in ogni caso: Rap Monster e Jin avevano un berretto da baseball nero calato particolarmente sul volto, Suga e V una comune mascherina, Jimin e Jungkook un cappello con le iniziali 'LA' che avevano preso a Los Angeles, anche loro lo tenevano molto basso, J-Hope aveva una maschera tipo quella che aveva usato per le riprese di 'No More Dream'. Iniziammo a bere, a Tae avevamo preso la cosa più leggera che c'era, infatti non era ancora partito, almeno fino a quando a quel genio di Suga non venne in mente di fare un gioco alcolico. –Ragazzi, che ne dite di fare un gioco, così, giusto per cambiare un po'?– disse guardandomi con aria di sfida. Tutti approvarono, mancavo solo io, ed avevo paura di cosa sarebbe potuto succedere, conoscendolo avrebbe sicuramente esagerato. –Che c'è, hai per caso paura?– mi chiese ghignando. –No, assolutamente, pensavo fosse ovvio che approvassi!– esclamai con una sicurezza che stupì anche me. Lo vidi sorridere soddisfatto. –Avevo in mente di fare una specie di 'Obbligo e Verità', solo che le domande e gli obblighi sono scelti non da noi ma da un'applicazione. Avremo bisogno di più intimità.– spiego Yoongi. –Beh, allora potremmo prendere l'alcool e portarlo in hotel, ho visto che c'è una stanza dietro la hall che si prende con prenotazione, ma ormai sono le due di notte e non penso che ci sia qualcuno dentro.– disse Jimin. –In ogni caso basterà chiedere alla reception e ce la daranno, siamo i BTS noi!– disse V leggermente alticcio. Quindi era deciso, saremmo andati in hotel dopo aver comprato l'alcool. Pagammo e uscimmo dal bar, fermandoci in un negozio aperto anche la notte. Per evitare di farsi riconoscere fecero entrare me a comprare la roba, solo che Suga decise di accompagnarmi per scegliere quale alcool prendere. Ci dirigemmo subito nella zona degli alcolici e lui iniziò a mettere nel cestino tante bottiglie di alcool, troppe a mio parere. –Non saranno un po' troppe?– gli chiesi. –No, affatto, stasera ci divertiamo tesoro.– mi disse lui all'orecchio facendomi rabbrividire. Non andava bene, non poteva avere quest'effetto su di me. Non gli risposi, mi diressi semplicemente alla cassa e pagai ringraziando, poi uscii seguita dal ragazzo che continuava a ridacchiare per la mia reazione. –Perché ridi Suga?–gli chiese Jin. –Perché lei non è stata in grado di spiccicare nemmeno una parola di giapponese!– mentì lui prendendomi in giro. –Sbaglio o sono stata io a pagare e ringraziare? E poi sei tu che hai fatto perdere una missione a Hobi perché non sai dire manco 'ciao' in giapponese.– ribattei io zittendolo e facendo ridere gli altri. Questa me l'avrebbe fatta pagare, ne ero sicura. Arrivammo in fretta all'hotel e chiedemmo al ragazzo mezzo addormentato della reception se potevamo avere le chiavi della famosa stanza. Lui ce le dette senza fare domande, probabilmente voleva tornare a dormire. Corremmo nella stanza per non farci beccare da nessuno, anche se erano le due di notte era meglio non rischiare. La stanza era perfetta, c'erano dei divani su tutti i lati e il pavimento era di moquette. Ognuno di noi prese un cuscino dai divani e ci sedemmo in terra in cerchio con le bottiglie al centro. –Bene, iniziamo.– disse Suga prendendo il telefono e inserendo i nomi, scelti rigorosamente da lui, ovvero Jin, l'unico normale, Jiminie, Hobie, Kookie, TaeTae, Monnie e il mio, che dopo averci discusso per cinque minuti perché volava mettere nomi come 'baby, hello kitty, bambinetta' o roba simile, aveva accettato di lasciare Ali. Lui ovviamente si era messo come Suga. Il gioco iniziò e all'inizio non c'erano ne obblighi ne verità troppo pesanti, capitarono cose come 'il più piccolo beve cinque sorsi'; Tae, Hobi e Jin erano stati obbligati a stare in ginocchio per dieci minuti; Namjoon aveva dovuto fare tre capriole all'indietro; Suga aveva dovuto twercare mentre io avevo dovuto bere cinque sorsi perché ero l'unica donna. Dopo un'oretta che giocavamo il gioco entrò nel vivo, forse troppo, ma eravamo già tutti abbastanza ubriachi per potercene accorgere. –Ali e Monnie sono collegati, qualsiasi cosa faccia uno la deve fare anche l'altro.– lesse Suga. 'Ottimo, speriamo bene!' pensai. –Kookie deve dare un bacio in bocca a TaeTae, altrimenti entrambi bevono due sorsi.– lesse di nuovo Suga. –Proviamoci, sto bevendo troppo.– biascicò il più piccolo. I due ragazzi si avvicinarono e iniziarono a guardarsi cercando di non ridere, nel frattempo J-Hope era piegato in due in terra dal ridere. I due interessati iniziarono ad avvicinarsi tenendo un occhio chiuso e la bocca in dentro come i vecchi, arrivarono davvero tanto vicini, tutti pensavamo che si sarebbero baciati, quando Tae saltò all'indietro urlando e Jungkook si mise le mani sulla faccia lacrimando dalle risate. –Non posso, bevo due sorsi!– esclamò V. –Concordo!– disse Kookie. Noi eravamo distesi in terra a ridere, non riuscivamo a fermarci. –Jin deve fare la verticale, altrimenti beve tre sorsi.– continuò Suga. –Il magnifico Jin vi stupirà!– disse in modo teatrale Jin. Si avvicinò al muro tutto fiero, si diede la spinta e partì, solo che invece di fare la verticale fece una capriola tutta storta. Altra sessione di risate, tanto che mi facevano male gli addominali da quanto stavo ridendo. –Ok, bevo...- disse sconsolato Jin. Fortunatamente io ero stata toccata poche volte dal gioco, ero ancora abbastanza cosciente. –Tutti quelli che portano il reggiseno bevono cinque sorsi.– ecco, me l'ero chiamata. Bevvi quei sorsi, che mi fecero partire parecchio, mi sarebbero bastati atri due o tre sorsi e sarei stata completamente persa. Li bevve anche Namjoon, che iniziò a ridere senza motivo subito dopo. –Suga e Monnie devono ballare in modo sensuale.– lesse Suga. Guardò Namjoon e scoppiarono a ridere entrambi, loro erano già partiti, si alzarono e Jimin mise la registrazione di una musica sensuale. I due ragazzi iniziarono a ballare, solo che sembrava tutto fuorché sensuale con Rap Monster che faceva facce buffe tutto il tempo. La registrazione finì dopo un minuto circa e i due iniziarono di nuovo a ridere mentre tornavano ai loro posti. –Ehi! Ma lei non era collegata a Monnie?!– chiese V in un improvviso momento di lucidità, poi scoppiò di nuovo a ridere. 'Cazzo!' imprecai nella mia mente. Mi alzai con il resto dei ragazzi che ci incitavano mentre io volevo sotterrarmi. Mi avvicinai a Suga e lui mi attirò a se per i fianchi facendomi aderire al suo corpo, iniziò a muoversi come faceva con Rap Monster, con la differenza che mi teneva appiccicata a lui e che si muoveva con una scioltezza non sua. Tendenzialmente non si muoveva così quando doveva ballare, era sempre un po' legato nei movimenti, l'alcool faceva miracoli. Mentre muoveva il suo bacino contro il mio sentivo che la sua erezione iniziava farsi sentire, a quel contatto trattenni il fiato per la sorpresa e lui se ne accorse, stringendomi ancora di più. Quando finalmente la registrazione di Jimin finì mi staccai e lo guardai per un solo secondo, ma mi bastò per vedere che rideva sotto i baffi. Tornai al mio posto rossa come un peperone mentre gli atri ragazzi ridevano di gusto, ma non sapevo che ancora doveva arrivare il bello. Il gioco continuò fino a quando Namjoon, vedendo le condizioni di Tae che era collassato, decise di fare gli ultimi tre turni. –Alloraaaa, il gioco dice che......ognuno deve finire la bevanda che ha nel bicchiereeeeee!– esclamò Suga completamente di fuori. Io avevo mezzo bicchiere. Lo buttai giù velocemente, adesso ero completamente di fuori anche io. –Vai con la seconda!– urlò Jin distendendosi per terra. Ne avevamo perso un altro. –Aaalloraaa, tutti quelli che hanno meno di 23 anni si devono togliere la maglietta, altrimenti bevono cinque sorsi.– lesse Suga. Io sbiancai. –Ali, tu quanti anni hai? Non me lo ricordo...- mi chiese Jungkook grattandosi la testa. –Ne ho ventidue...- risposi pietrificata. –Purtroppo è finito tutto l'alcool, ti tocca levarti la maglietta.– mi disse Suga sorridendo soddisfatto, la sua vendetta era arrivata. Gli altri più piccoli erano Jimin e Jungkook, che si erano già tolti la maglietta, e V, che era collassato. Con un imbarazzo fuori dal comune mi sfilai la mia maglietta e vidi i ragazzi sgranare gli occhi. –Woow, non pensavo fossi messa così bene!– disse Jimin che era accanto a me. Lo fulminai con lo sguardo e gli tirai uno scappellotto che lo fece lamentare. Comunque anche loro non erano messi affatto male. –L'ultima, anche veloce magari che pure Jin ci ha abbandonati e J-Hope è imbambolato a guardare il muro da dieci minuti.– disse Namjoon con aria stanca. L'effetto collaterale dell'alcool stava iniziando a fare effetto. –Bene.– disse Suga improvvisamente serio. – Fate girare una bottiglia due volte, i due prescelti passeranno la notte insieme.- continuò. Il karma non mi aveva mai voluto bene e sapevo che mi avrebbe fatto uno dei suoi soliti scherzi, non volevo passare la notte con Yoongi, o meglio, volevo ma non in quelle condizioni. Jimin si offrì volontario per far girare la bottiglia entrambe le volte. Gli fece fare il primo giro, che sembrò durare ore invece che secondi e si fermò proprio su Suga. Il mio sesto senso non sbagliava, il karma si stava divertendo male. Jimin girò la seconda volta la bottiglia, che rallentò lentamente, così tanto da farmi sperare che si fermasse prima di me, ma no, giustamente il karma aveva fatto il suo dovere di stronzo e la bottiglia si fermò proprio davanti a me. Jimin mi diede una pacca sulla spalla. –Divertiti!– mi disse ammiccando. Gli tirai un altro scappellotto e raccolsi la mia maglietta mettendomela. –Ok, portiamo nelle loro stanze V e Jin.– disse Namjoon. –Hobi? Ce la fai a camminare da solo?– chiese Jimin a J-Hope. –Eh? Si? Credo...- rispose il ragazzo alzandosi e barcollando. Namjoon prese sottobraccio Jin e lo aiutò a camminare, mentre Jimin e Jungkook raccattarono letteralmente V e lo trascinarono fuori. Prendemmo l'ascensore per salire al nostro piano. –Sei anche fortunata, questa volta ho vinto io a sasso, carta, forbici, la camera singola è mia.– mi sussurò in un orecchio Suga. Davvero credeva che avrei passato la notte con lui? Illuso, o io dodda, non saprei dire. Usciti dall'ascensore V fu lasciato nella camera con Namjoon, Jin con Jungkook e Jimin con J-Hope. Ognuno nelle proprie stanze e io diretta verso la mia, o almeno ci provai. Suga mi prese per un polso e mi trascinò nella sua stanza per poi sbattermi sulla porta mentre la chiudeva a chiave. –Ti voglio e tu vuoi me, non opporre una resistenza insensata.– mi disse all'orecchio. Aveva ragione, ma io non volevo cedere così facilmente. Provai a spingerlo, grazie all'alcool si sbilanciò un po' indietro permettendomi di girarmi e provare ad aprire la porta, ma lui fu più veloce. Mi spinse nuovamente alla porta attaccandosi a me. –Non così in fretta, prima giochiamo un po'.– mi disse ancora all'orecchio. Sentii la sua erezione pigiare sul mio di dietro mentre aveva iniziato a darmi dei baci sul collo. Ero arrivata ad un punto di non ritorno, così iniziai ad assecondarlo. Mi baciò un punto alla base del collo che mi fece rabbrividire e inarcare la schiena, dopo un po' mi girò e mi sbatté alla porta baciandomi con foga. Io intrecciai le mani nei suoi capelli neri e li tirai leggermente quando lui mi prese in collo stringendomi i glutei. Ci spostammo sul letto e io iniziai a togliergli la maglietta mettendo in mostra il suo fisico, non molto palestrato, ma quel tanto che bastava per notare quando stringeva gli addominali, cosa che fece quando passai la mia mano su tutto il suo petto scendendo fino al bordo dei jeans. Gli sganciai il bottone e la cerniera, ma prima che potessi continuare lui mi tolse le mani e iniziò a sfilarmi la maglietta per poi iniziare a baciarmi il collo e scendere fino ai seni, che prese a stuzzicare facendomi sospirare pesantemente. Quando si staccò da essi mi tolse i pantacollant in un solo colpo, non mi ero accorta nemmeno di essere senza scarpe, a quel punto si tolse anche lui i pantaloni e iniziò a toccare la mia intimità da sopra le mutandine in pizzo. –Mi piace questo completino in pizzo...- sussurrò con voce roca pigiando sul clitoride e facendomi gemere. Questo lo portò a sorridere soddisfatto e a prendere in mano la situazione definitivamente eliminando gli ultimi indumenti rimasti a tutti e due e prendendo un preservativo. –Niente preliminari? Così impaziente?– chiesi ridacchiando. –Sono già piuttosto duro e tu sei un lago, non penso che ci servano i preliminari!– esclamò lui ghiacciandomi. Mi ripresi solo quando entrò in me di colpo senza avvertire e facendomi perdere il respiro. In poco tempo la stanza si riempì di gemiti e sospiri, che aumentarono quando le sue spinte si fecero più forti e veloci. –Oh cazzo!– sospirai quando sentii che ero vicina all'orgasmo. –Non so te, ma non resisterò ancora a lungo.– gli dissi. –Non resisterai punto, te lo dico io!– mi rispose lui. Mi prese le braccia e le bloccò sopra la mia testa tenendole con una mano, mentre l'altra la fece vagare per il mio corpo fino ad arrivare di nuovo al mio clitoride iniziando a torturarlo. Io stavo esplodendo e mi liberai le mani per portarle sulla sua schiena e graffiarla quando arrivai all'orgasmo. -Oh cazzo Yoongi!– urlai chiamandolo per nome. Dopo poco venne anche lui. –Te lo avevo detto che ci saremmo divertiti, in un modo o nell'altro, comunque mi fai impazzire quando mi chiami per nome!– mi disse stendendosi al mio fianco e attirandomi a lui. –Dovremo farlo più spesso sai?– mi chiese prima di baciarmi con passione. –Vedremo...- gli risposi girandomi di spalle. Lui mi prese e mi tirò a se. –Se domani mattina senti una strana presenza sentiti pure in dovere di mandarla via, possibilmente come hai fatto stasera, o anche meglio se riesci!– mi provocò. Fortuna che ero di spalle, perché ero arrossita vergognosamente. –Contaci!– gli risposi ridendo e chiudendo gli occhi. Lui appoggiò una mano su un mio seno e lo strinse. –Buonanotte nana.– mi disse prima di addormentarsi. Quella fu la prima di tante volte.

One Shot (BTS & EXO)Historias para obsesionarse. Descúbrelo ahora