Capitolo 7

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Chapter 7

L’acqua fredda scorreva velocemente lungo il corpo di Audrey facendole quasi venire i brividi. Una volta sciacquato via tutto il sapone, uscì dalla doccia e rimase seduta per circa quindici minuti ad asciugarsi i capelli come meglio poteva.

Quando uscì dal bagno, di Harry non vi era nemmeno l’ombra, ne approfittò per indossare i vestiti della sera precedente, anche se andare a scuola con i jeans super attillati non era di certo il massimo della comodità.

Una volta allacciati gli anfibi aprì la porta e riusciva a sentire nell’aria un forte odore di caffè misto con il profumo di Harry che avrebbe giurato fosse un insieme di mogano e tek, un profumo di Chanel forse. Scese frettolosamente le scale cercando di ricordarsi dov’era situata la cucina, una volta trovata entrò. Harry la stava aspettando.

Il riccio le sorrise malizioso, come sempre, e prese un sorso di caffe dalla sua tazzina in ceramica bianca. Audrey prese una tazzina lasciata in disparte sul piano della cucina e cominciò a sorseggiare un po’ della bevanda scura inserita in essa, mancava di zucchero.

Si chiese a cosa stava pensando Harry in questo momento mentre la osservava tirarsi su i capelli in uno chignon malfatto, riusciva a metterla in soggezione solo guardando i suoi movimenti.

Finito di fare colazione Audrey uscì di casa insieme ad Harry, la ragazza si avviò alla fermata dell’autobus poco più in là accanto a dove era parcheggiata l’auto del ragazzo.

« Andiamo Audrey, sali in auto.» disse scocciato Harry. Audrey scosse la testa sedendosi sulle seggioline blu della fermata. « Non vorrai ricominciare a fare la stronza, non dopo ieri sera!» sbuffò.

« Non una parola su ieri sera Styles! È stato tutto un imperdonabile errore e come ti ho già detto devo starti alla larga e tu non mi aiuti facendo così.» disse Audrey testualmente. Harry le si avvicinò spaventosamente troppo vicino come era solito fare e portò le labbra vicino all’orecchio della ragazza che da poco aveva cominciato a respirare più velocemente.

« Non posso starti lontano.» sussurrò. Il suo respiro s’insidiava nell’orecchio di Audrey provocandole i brividi, si allontanò da lì alla svelta.

Per la prima volta la fortuna sembrava essere dalla parte di Audrey, l’autobus si fermò proprio davanti a lei, la quale salì e si sedette subito guardando Harry che incazzato mollò un pugno contro un palo della luce lungo la strada. In che guaio si era cacciata?

* * *

Le lezioni di oggi sembravano diventare noiose ogni minuto di più, Olivia e Audrey avevano insieme alla seconda ora matematica e la bionda odiava matematica.

Dal canto suo, però, Olivia sembrava eccellere nella materia come del resto era così anche nelle altre. In pochi minuti riuscì a risolvere l’equazione al contrario di Audrey che aveva scagliato la penna contro il banco dalla rabbia.

L’amica le prese il quaderno ricopiando il procedimento corretto dell’equazione, Audrey la ringraziò tornando a guardare fuori dalla finestra dove l’uccellino che fischiettava sembrava essere l’unica cosa che poteva distrarla dai suoi pensieri.

« Ti vedo strana in questi giorni, è successo qualcosa?» domandò Olivia. Audrey scosse la testa controllando l’ora sul cellulare, probabilmente oggi sarebbe uscita prima per la mancanza dei professori che erano tutti occupati alla preparazione dell’assemblea d’istituto nell’aula magna. « È quel ragazzo, vero? Continua a darti fastidio?»

« Lui non mi dà fastidio.» sputò Audrey. L’amica abbassò il capo tornando a guardare l’equazione sul foglio a quadretti del quaderno ben rilegato.

Quando la campanella suonò Audrey uscì dall’aula correndo fino ai giardini della scuola. Si sedette su una panchina vuota vicino ai campi sportivi, dove al momento i membri della squadra di football stavano terminando il loro allenamento mattutino.

Joe Clarkson se non lo si conosceva di persona si poteva credere che fosse un grande sfigato, solo per il nome e il cognome pressoché perfetti. In realtà era un nuovo membro della squadra di football della scuola e ricopriva anche il ruolo di famigerato Don Giovanni. Audrey non poteva di certo aspettarsi un Joe tutto sorridente sedersi accanto a lei tutto sudato alla fine dell’allenamento.

Gli concesse un sorriso falso sperando che se ne andasse al più presto, ma non fu così.

« Audrey Geeson, giusto?» domandò. La ragazza annuì cercando di essere la più indiscreta possibile. « Ho una partita questa sera. Potresti venirla e vedere e passare a casa mia per un po’.» continuò il ragazzo.

Ma davvero? Si domandò Audrey.

Si riusciva a capire che a casa voleva fare qualcosa con lei anche senza ascoltare la conversazione. Gentilmente Audrey rifiutò l’offerta alzandosi, ma lui la fermò. « Andiamo Audrey!» la spronò.

La bionda scosse la testa alzandosi in piedi. Poco più in là vide Harry e sembrava anche più incazzato di questa mattina, sicuramente la stava cercando.

* * *

Anche l’ora di educazione fisica era finita e Audrey era visibilmente stanca. Quando uscì dagli spogliatoi, notò un piccolo gruppo di ragazzi seduti sui gradoni della palestra che stavano discutendo.

« Era ora che qualcuno facesse il culo a Clarkson.» commentò uno di loro.

Ad Audrey si bloccò il respiro. No, doveva aver capito male. Si precipitò verso l’infermeria scontrandosi con Joe che stava uscendo dalla piccola stanza insieme all’infermiera. Aveva il naso rotto.

Quando uscì dalla scuola Harry era come sempre poggiato contro la sua auto, Audrey gli andò in contro urlandogliene di ogni.

« Come cazzo hai potuto farlo!?» urlò. Lanciò di nuovo un grido quando Harry la caricò sulle spalle portandola più in là dove nessuno potesse sentirli. Cominciò a colpirgli la schiena con dei pugni costringendolo a mollare la presa. Audrey ansimò quando senti la schiena poco scoperta sbattere contrò la recinzione fredda. « L’hai colpito!» urlò di nuovo.

Harry alzò istintivamente le spalle. Gli prese la mano destra strattonandola un volta viste le ferite aperte sulle nocche, questa era la conferma del suo atto. Con un movimento svelto Harry ribaltò la situazione stringendole il polso così che non potesse scappare da lui di nuovo.

« Mi hai fatto incazzare questa mattina Audrey, sei stata un po’ stronza. E dopo Clarkson si è messo di mezzo, quel figlio di puttana.» sputò Harry. La presa del ragazzo le faceva male e quando cominciò a stringere con più forza il labbro inferiore, esso cominciò a sanguinare. Il ragazzo gli passò un dito sopra pulendole le labbra dal sangue. « Ci vediamo più tardi, usciamo.» detto questo, se ne andò.  

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Ciao a tutte :)

Sono davvero contenta e per prima cosa ci terrei a ringraziarvi per tutti i voti, i commenti e le visite che mi avete lasiato. Più di 1000, sono davvero contenta!

Come promesso a cinque commenti e voti ho messo il nuovo capitolo che per lo più ho appena finito di scrivere, spero vi piaccia :)

Come al solito aggiorno a 5 voti 5 commenti, fatemi sapere cosa ne pensate :) Ciao Ciao.

Monica x

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