4.

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Il giorno dopo mi sentivo molto più libera e non mi importava niente di quello che aveva detto Megan, anche perchè la giornata con Gary era stata fantastica.
Ma non passò molto tempo prima che la mia felicità lasciasse il posto alla rabbia e alla delusione. Nella pausa scesi in biblioteca per cercare un libro per una ricerca.msi Fava facendo tardi, dovevo tornare in classe e nella fretta di cercare il libro mi accorsi che avevo perso le chiavi di casa, così tornai indietro per cercarle. Al di là di uno scaffale intravidi Gary, decisi di andarlo a salutare e mi precipitai verso di lui, quando vidi arrivare di corsa Megan, che inizio ad abbracciarlo e a strusciarsi contro di lui. In quel momento mi venne voglia di uccidere qualcuno, e quel qualcuno era chiaro chi fosse.
Tra uno strusciarsi e l'altro, mi accorsi che Megan mi stava guardando di sottecchio con uno sguardo malizioso. Mi girai e me ne andai, non avevo nessuna intenzione di vedere quella scena pietosa. E chiariamoci non era per nulla gelosia, anzi. Era più delusione mista a rabbia. Gary stava al gioco nonostante quello che li avevo detto il giorno prima e non me lo aspettavo proprio da lui.
Non parlai con Gary per due giorni, cercai di evitarlo, ma per quanto lo volessi mi era molto difficile. Quel pomeriggio decisi di chiamare Olly per raccontarle di quello che era successo.
Olly era la mia amica a distanza, la conoscevo da circa un' anno e mezzo, e nell'ultimo periodo avevamo legato molto. Era una delle poche a sapere di Gary e per qualsiasi cosa c'era sempre. Avevo bisogno di parlare e l'unica che mi sembrava in grado di capirmi era lei. Al primo squillo del telefono mi rispose. Sembrava felice e appena capì che ero io inizio a farmi mille domande, era strano, ma appena sentivo la sua voce mi sentivo subito meglio. Riusciva sempre a trasmetterti felicità e anche una sorte di tranquillità.
«Jenny menomale ti fai sentire, come va? Ci sono novità? »mm si ce ne erano anche troppe e il tempo per dirgliele non sarebbe mai bastato « si Olly scusa se non mi sono fatta più sentire, ci sono un sacco di cose che ti devo raccontare»
« Dimmi tutto, mi mancavi troppo»
« Si é vero anche a me. Comunque domenica ero con Gary e mi ha chiesto se potevo parlare con una sua amica perchè lui non se la sentiva ...» le raccontai tutto e la trattenni al telefono con me per un'ora intera,
« secondo me é solo un cretino, te l'ho sempre detto. Però non ti ci soffermare troppo dai... » aveva completamente ragione, passo un'altra mezz'ora e riattaccata la telefonata si erano già fatte le otto. Cenai veloce e mi preparai per andarmene a letto, mia madre sali in camera e mi disse che c'era qualcuno che mi aspettava alla porta. Avevo una vaga idea di chi potesse essere ma avevo sperato con tutta me stessa di sbagliarmi.
Appena scesi le scale e aprii la porta mi accorsi che non mi sbagliavo affatto, era Gary, da una parte ero felice ma dall'altra non volevo vederlo.
« Jenny... »
« no ascolta non dire niente dai, ho visto che ci hai parlato con Megan, in un modo un po' strano direi però... » tentò di dire qualcosa ma non volevo sentirli dire nulla così continuai senza nemmeno prendere fiato « Non mi devi spiegare niente, com'è lei l'ho giá capito e quest'ultima cosa me lo fa capire ancora di più, quindi adesso sono stanca e ho pure freddo, torno in casa, buonanotte » mi venne spontaneo di salutarlo nel modo più gentile possibile, così gli diedi un bacio sulla guancia e rientrai in casa.

Ehi ciao, non so se vi piace questa storia, però lo spero. È la prima che scrivo quindi posso solo sperare che sia uscito qualcosa di decente. 😚

Pazza di teDove le storie prendono vita. Scoprilo ora