3.

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La mattina seguente, nonostante fosse lunedì, ero abbastanza felice. Non sapevo nemmeno perchè dato che dovevo anche parlare a Megan, e la cosa mi stressava parecchio anche perchè non avevo mai avuto una discussione articolata con lei, ma la mia felicità era qualcosa di involontario, non sapevo come fare a non sorridere, ridevo per tutto. Era il mio modo per superare l'ansia, e in quel momento ne avevo bisogno.
Le prime ore a scuola nemmeno me le ricordo, non penso nemmeno di aver seguito. L'ora prima della pausa me la ricordo molto meglio, infatti sono stata per tutta la lezione a pensare come dire a Megan che Gary si scusava, senza sembrare fredda o troppo ficcanaso. Al suono della campanella mi diressi velocemente verso il giardino, arrivata sotto alla tettoia della palestra, accesi la mia sigaretta immersa ancora nei miei pensieri. Quando vidi passare davanti a me Megan e iniziai a rincorrerla,
« Ehi Megan... » avevo giá il fiatone, era incredibile quanto fossi una patata lessa « Ehi, non so se ti ricordi di me, facciamo il corso di biologia insieme» Megan aveva il suo solito sorriso stampato sulla faccia e non ero sicura che avesse capito pienamente chi fossi, ma continuai ugualmente » scusami se ti ho fermato, ma sono amica di Gary, lo conosci no? Mi ha detto che avete parlato e lui si voleva scusare per come si è comportato con te sabato...» Megan aveva cambiato espressione, e il sorriso era completamente sparito «Ma scusami,te cosa centri? Nessuno ti ha chiesto la tua opinione, dovresti evitare di infiltrarti nei fatti degli altri, soprattutto nei fatti di Gary, non mi interessa cosa sei per lui ma evita di seguirlo e sottostare a tutto » detto questo prese e se ne andò. Ero allibita, in pochi secondi si era dimostrata più stronza di molte ragazze nella scuola. Adesso avevo capito cosa non mi tornava su di lei, ma nonostante non avesse capito nulla di quello che volevo dire, lei era stata molto chiara e incisiva. E aveva ragione, Gary era molto di più di quello che davo a vedere e lei se ne era accorta. Avevo decisamente superato il limite.
Non avevo nessuna intenzione di dire a Gary quello che mi aveva detto Megan, anche perchè non mi aveva nemmeno ascoltato, aveva solo espresso il suo parere su di me che, a quanto pare non era per nulla buono. Lo evitai per le ultime due ore, appena uscita cercai di allontanarmi il più velocemente possibile dalla scuola, quando me lo ritrovai proprio davanti. « Ehi jenny, allora hai parlato con Megan?» aveva il suo sorrisetto da coglione in faccia e la voglia di dirgli che la sua amichetta era una stronza patentata non c'era. « Non ci ho parlato, scusami ora devo andare » ero stata abbastanza brusca e forse é proprio per questo che me lo ritrovai a casa ad aspettarmi non molto dopo.
Era seduto sulla sedia a dondolo che mia madre aveva messo sotto la tettoia, stava fumando una sigaretta e appena mi vide sul vialetto di casa mi corse incontro « Jenny ma che ho fatto? Ho visto Megan poco dopo che te ne sei andata e mi é sembrata diversa, mi ha detto di salutarti...» non ci potevo credere, allora era proprio stronza. Non avevo intenzione di farmi vedere troppo turbata e risposi come meglio potevo « Mm non hai fatto niente, ma penso che ci debba parlare tu con Megan, non voglio infilarmi nei tuoi affari» conclusa la frase mi diressi verso la porta superandolo, ma mi si mise davanti bloccandomi la strada. «Ci hai parlato tu vero? » non sapevo che dire è me ne stetti zitta « Guarda che anche se stai in silenzio lo so che é così, Megan era troppo strana, aveva una faccia preoccupante quando mi ha detto di salutarti» in quel momento non ci ho visto più, e dissi tutto quello che per nulla al mondo avrei voluto dire « Si ci ho parlato, non mi ha fatto nemmeno finire la frase che mi ha attaccata, mi ha detto che non mi dovrei intromettere, e così farò. Quindi é il caso che ci parli tu » non mi piaceva parlare dei miei difetti, anche perchè quello che aveva detto Megan,per una parte, era la verità. Gli occhi mi divennero lucidi e Gary se ne accorse
» Jenny dai che ti importa, vieni andiamo al centro commerciale» mi prese la mano e non esitai a seguirlo.

Pazza di teDove le storie prendono vita. Scoprilo ora