Non esiste il grigio.

By carbonara976

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La storia è in fase di revisione, i capitoli verranno pubblicati una volta a settimana sulla piattaforma Ao3... More

Playlist.
Capitolo 1. Confessione.
Capitolo 2. Chiamalo destino, se vuoi.
Capitolo 3. Qualcosa di nuovo.
Capitolo 4. Chi è chi?
Capitolo 5 "Saint".
Capitolo 6. Un bicchiere mancante.
Capitolo 7. Parola chiave "dolore".
Capitolo 8. Com'era prima.
Capitolo 9. "2".
Capitolo 10. Brividi.
Capitolo 11. Casa nostra.
Capitolo 12. Confusione.
Capitolo 13. Ci sono.
Capitolo 14. Primo appuntamento.
Capitolo 15. La spiaggia.
Capitolo 16. Fingi di amarmi.
Capitolo 17. Dove eravamo?
Capitolo 18. Velluto blu.
Capitolo 19. "2 mesi"
Capitolo 20. Verità.
Capitolo 21. Solo una volta.
Capitolo 22. "(:("
Capitolo 23. Rifiuto.
Capitolo 24. Sigarette.
Capitolo 25. Risata.
Capitolo 26. Crollo.
Capitolo 27. Fotografia.
Capitolo 28. Si, no, forse.
Capitolo 29. Consapevolezze.
Capitolo 30. Tempo.
Capitolo 31. "1, 2, 3..."
Capitolo 32. Solo un conoscente.
Capitolo 33. "e se..."
Capitolo 34. Bangkok
Capitolo 35. Provino.
Capitolo 36. Tock Tock Tock.
Capitolo 37. A metà.
Capitolo 39.
Capitolo 40. Io e te. (Finale)
Capitolo 41. Io e te. (finale)
42. Bonus.
Capitolo 42. Sole. (speciale)
Revisione

Capitolo 38. e ora?

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By carbonara976


*Bas*
Mi arrampicai al fatto che l'avesse cacciato, mi aggrappai con tutte le mie forze alle sue braccia, le mie dita sprofondarono nel suo maglione in cerca della carne, non ero sicuro fosse ancora con me, avevo il terrore di scoprire che fosse un'illusione del mio cervello per attutire il colpo.
Gli occhi mi fecero male per quanto lacrimarono, non riuscivo a smettere.
Se mi fossi fermato Zee sarebbe rimasto ancora lì o sarebbe corso da lui?

Bas: Zee non andare, resta con me, ti prego, ti prego, ti prego.

Furono le uniche parole che mi uscirono prima di abbracciarlo più forte, volevo trattenerlo, trattenere il suo cuore.
Passarono ore, ore in cui Zee non muoveva il suo corpo dal mio, ore in cui il suo viso rimase incastrato tra i miei capelli.
Fui io a sciogliere l'abbraccio e ad allontanarmi.
Lui non riusciva a dire niente.

Zee: Bas...io...

Mi voltai, il suo sguardo era insostenibile per me, non ce la facevo a vedere nei suoi occhi il desiderio per Saint.

Bas: lo so...

Non era vero.
Non sapevo niente di cos'erano stati l'uno per l'altra, non avevo idea di quanto fosse grande l'amore di Zee per lui.
L'unica cosa che speravo di conoscere erano i nostri sentimenti ma mi sbagliavo, anche su quello.
Non sapevo nè comprendevo niente.
Come poteva per lui essersi cancellato tutto solo al sentire la sua voce?
Dentro di me reprimevo il pianto che sentivo salire sempre di più, non me ne sarei mai andato se continuavo così.

Bas: lo so Zee, lo so.
Penso che tu debba rimanere da solo.

Mi asciugai il volto, fingendo di essere la roccia che non ero, avevo più le sembianze di un piccolo sasso scheggiato.
Le sue reazioni mi avevano letteralmente conficcato un pugnale nel petto.
Avevo accettato quella possibile sofferenza sin dall'inizio, lo sapevo che Saint sarebbe potuto tornare ma dopo che Zee aveva accettato il mio anello ero sicuro di lui e di noi.
Non era così, per Zee forse un noi non era mai esistito e questo pensiero mi fece sussultare, non riuscivo a respirare.
Presi un borsone e iniziai ad infilarci tutto quello che potevo senza guardare, senza farlo realmente. Io me ne andavo ma la mia essenza rimaneva lì, con Zee, e ci sarebbe rimasta per sempre.
Prima di dirigermi verso la porta posai sul tavolo tutte le mie sigarette.
Zee non fumava più da un pezzo ma diversamente da me che lo facevo per piacere lui ci affogava il suo dolore e in questo momento soffriva, forse più di me.
Misi sul tavolo l'ultimo gesto d'amore che potevo fare per lui.
Misi sul tavolo i miei sentimenti, il mio cuore.
Lasciavo tutto a lui, perché se non era con lui non sarebbe stato con nessun altro, era stato il primo e volevo che fosse il mio "ultimo".
Mi guardò ed io evitai di incontrare i suoi occhi, mi concentrati sulle sue labbra, sentii che desiderava dirmi qualcosa vedendo le estremità congiungersi e separarsi più volte.
Se voleva scusarsi io non avrei ascoltato, noi non eravamo stati un errore, le mie emozioni non lo erano, scusarsi equivaleva a rinnegarle in quel momento.
Non lo stavo lasciando perché non volevo essere abbandonato, lo stavo facendo per lui.
Avermi intorno non gli avrebbe mai chiarito le idee, o meglio io dovevo accettare che le sue idee e il suo pensiero lo portassero da Saint.
Benché fosse difficile per me affrontarlo lasciai il mio borsone a terra per correre da lui, almeno un'ultima volta.
Gli presi il viso tra le mani, quel viso dai tratti così duri e mascolini ma che veniva tradito da quello sguardo dolce e mansueto.
Le sue pupille si inondarono di lacrime salate e dolorose.

Bas: non mi pento di niente, riferei tutto.
Non sentirti in colpa, sei una persona meravigliosa.
Ti ho amato con tutto me stesso e continuerò a farlo, sempre, comunque e indipendentemente dalla tua scelta.
Ti amo Zee, ti amo come nessuno.

Misi il mio naso contro il suo e li sfregai, baciai entrambe le lacrime cariche di sentimento che uscirono dai suoi occhi.
Presi da terra la foto ormai sguarcita e la portai con me, mi rimaneva solo quello.
Sperai che non mi lasciasse andare, pregai che mi trattenesse in qualche modo, implorai che mi dicesse anche solo una parola ma non lo fece.
Mi avviai lentamente rallentando il momento ma velocizzando la mia distruzione.
Chiusi alle spalle la porta della nostra casa, del nostro mondo, della nostra vita fino a qualche ora prima.
Mi sembrò che la mia esistenza fosse finita, che fossi caduto in un baratro profondo da cui non sarei più riuscito ad uscire.
Come poteva la felicità durare solo un attimo?
Quanto era stato crudele Dio, Budda, Allah, l'universo e il destino per dare agli uomini un regalo così oscuro e disgustoso come la felicità?
Perché vivere una vita intera per cercare e rincorrere qualcosa che ci ferirà con la sua assenza?
Per Zee avrei dato tutto anche se non possedevo niente.
Gli avevo donato il mio amore, i miei sorrisi ma non era bastato.
Ancora prima che il nostro tempo scadesse, ancora prima che la clessidra del nostro amore finisse i granelli, mi ritrovavo rovinato e con la mente a pezzi.
Chiusi quella porta con titubanza credendo ci potesse essere ancora una possibilità.
Quando la serratura scattò il vuoto si impossessò di me, nel petto non c'era più niente.
Raccolsi l'ammasso di carne che ero diventato, completamente svuotato, privato e mi incamminai lontano da lì, lontano da lui.

*Zee*
Non riuscii a fermarlo.
La sua reazione mi aveva sconvolto, non volevo mai più che stesse così.
Osservai ogni movimento mentre prendeva le sue cose, lo vidi stremato dall'agonia, lo vidi ancora pieno di lacrime non versate ma non lo fermai.
Non ebbi la forza né il coraggio.
Mi disgustai per tutto l'amore che mi stava dando, perché aveva scelto me? Perché non qualcuno che se lo meritava davvero?
Piansi anch'io quello che in parte avevo dentro quando sentii il suo tocco sul mio viso, quelle mani che mi avevano tenuto stretto e mi avevano aspettato fino ad allora non riuscii a trattenerle.
Quando chiuse quella porta mi alzai di scatto per riaprirla.
Gli occhi erano così pieni di lacrime che non distinguevo niente, non riuscivo a pensare, le tempie pulsavano.
Mi bloccai tenendo la mano sospesa a mezz'aria mentre nei miei pensieri gli gridavo di tornare.
Se l'avessi fermato avrei dovuto dare una risposta certa ma io l'avevo?
Corsi dalla parte opposta prendendo tutte le sigarette che mi aveva lasciato, aggrappandomi al suo amore senza avere la più pallida idea del mio.
Ne accesi una mentre la mia mano oscillava e non riusciva a stare ferma, al primo tiro scesero altre lacrime che arrivarono verso il collo, sentivo il suo sapore di menta nella mia gola mentre il fumo attraversava tutta la cavità arrivando ai polmoni.
Stavo cadendo di nuovo, stavo lasciando di nuovo che i miei affanni prendessero il sopravvento e si nutrissero di me.

Saint era tornato.
Per quanto tempo l'avevo desiderato dentro?
Era ancora più bello di come l'avevo conservato nei casetti della mia memoria.
Appena lo vidi il mio cuore iniziò a fremere e desiderarlo.
Volevo toccare il suo viso scarlatto, spostare i suoi capelli e assicurarmi che non fosse un sogno, che davvero fosse lì con me davanti la porta di casa mia.
I ricordi di tutti i nostri momenti mi accolsero, riempirono e colmarono al limite, niente era più vivido del nostro primo bacio, della nostra prima volta.
Ma pensieri contraddittori trovarono terreno fertile.
Bas, il suo amore, la sua comprensione e testardaggine sorgevano d'improvviso tra me e Saint facendomi ricordare quanto volessi anche lui, quanto una parte del mio cuore fosse sua.

Non so quanto tempo passai a rimuginare su cosa fare, da chi andare, tentando di decifrare i numeri in codice del mio cuore per capire quale strada dovessi prendere.
Un nome lo gridava ma io non riuscivo a sentire.

Vedevo trascorrerete le giornate, i tramonti tramite la grande vetrata che dava sul terrazzo, mi ricordavano Bas e quanto amasse stare sulla poltrona ad osservare ogni cambiamento della natura.
Pensai che volevo essere migliore delle mie azioni ma non ero certo di aver superato Saint.
Forse non lo avrei mai superato, forse sarei sempre atato innamorato di lui, più che di me stesso.
Se avessi avuto un briciolo di amor proprio non sarei stato titubante neanche un momento dopo tutto quello che mi aveva fatto passare, perché?
Perché stavo facendo questo a me e a Bas?
Forse mi facevo le domande sbagliate.

*Saint*
Ero in attesa, di un gesto, di un tweet, un messaggio su line, qualsiasi cosa.
Avevo sentito le sue emozioni e i suoi pensieri, sarebbe venuto, non poteva lasciarmi, non poteva lasciarci andare così, non avremmo avuto quella fine lo avrei impedito con tutto me stesso.
La solitudine fu la mia compagna per molto mentre continuavo ad avere speranza, anche se erano passati 10 giorni.
Quando arrivava il crepiscolo fino all'alba tentavo di compensare la sua mancanza ballando con il suo fantasma, il fantasma dei nostri ricordi.
Più il tempo si diluiva più tentavo di mettere un limite che non rispettavo.
"Se non si fa vivo da domani, basta.
Basta Saint"
Ma con lui non era mai "basta".

*Bas*
Mi rifugiai nel posto dove andavano i cuori spezzati, in quel luogo dove c'eravamo incontrati.
Ero andato là per lui la prima volta e ci ritornavo peggio di prima, perché ora c'era una storia che portavo come bagaglio, avevo delle cicatrici invisibili sulle labbra, dove c'erano quei baci non dati ma desiderati.
Il vento asciugava la lacrime copiose facendo gelare il mio volto.
Le nuvole si raggruppano in lontananza, il mare era agitato e le onde si infrangevano quasi arrabbiate conto la spoda, c'era aria di tempesta e rispecchiava il mio stato d'animo.
Nei miei occhi erano cristallizzati tutti i nostri momenti, più mi guardavo intorno più vedevo Zee arrivare da lontano, ci vedevo insieme tornare dal centro commerciale, ci vedevo mano nella mano, vedevo il nostro primo bacio.
Ero diviso, non sapevo se odiare l'amore che provavo oppure accettarlo e farlo ancora più mio.
Non mi aveva dato realmente la possibilità di farlo così l'avrei amato in silenzio e da lontano, pur di poterlo fare, nessuno me lo impediva anche se faceva male, faceva male da morire.

*Zee*
Dopo ore ed ore di pensieri, di attese, di ripensamenti ero arrivato, forse, ad una conclusione.
Non potevo più rimandare, non potevo continuare a stare nell'overdose dei miei pensieri.
Più si aspettava più si mutava e io ne ero una prova.
Ero stanco.

Mi avrebbe risposto? Avrebbe aperto?
Bussai, e dentro di me credevo di aver fatto la scelta giusta.
Ero impaziente.
La porta si aprii piano e mentre guardavo la persona che credevo la mia sentii di aver fatto un casino.

Ebbene siamo arrivati al penultimo capitolo. Non finirò mai di ringraziare quelle persone che adesso si trovano qui, con me, a leggere queste parole.
L'ultimo capitolo uscirà tra il 3 e il 6 giugno, ho bisogno di tempo per accettare la fine della storia.😢
Fatemi sapere cosa ne pensate.
Per non illudere nessuno stasera solo la foto di Zee.
(Per me fa bene se scappa in America.)

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