III • La Leggendaria Terra (1 di 4)

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Luna aveva immaginato che immergendo il viso nel mare lo avrebbe trovato umido come le sue lacrime, e invece era asciutto e rarefatto! Anzi, era così asciutto e rarefatto da farle sembrare improvvisamente più densa e bagnata l'aria che avvolgeva i...

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Luna aveva immaginato che immergendo il viso nel mare lo avrebbe trovato umido come le sue lacrime, e invece era asciutto e rarefatto! Anzi, era così asciutto e rarefatto da farle sembrare improvvisamente più densa e bagnata l'aria che avvolgeva il suo corpo.

«Madama! State bene?» chiese Sirio. Solo la sua testa era visibile da sotto il filo dell'acqua; il resto del suo corpo era ancora immerso, agitandone la superficie.

«Sì!» rispose Luna. «Betty?»

«Sì! Sto bene! Ci siamo riusciti?» disse la testa fluttuante della damigella guardando giù.

Luna la imitò e vide, oltre il pelo dell'acqua, il suo corpo deformarsi e stropicciarsi nelle piccole onde che lei stessa creava muovendosi. Giù, più lontane, si vedevano brillare le stelle del loro cielo. Luna ebbe un senso di vertigine improvviso a scoprirsi così in alto.

«Penso di sì,» disse Sirio. Lui però guardava in alto, verso le profondità del mare.

La sovrana della notte guardò in su e si accorse che non si vedeva il fondale marino, ma il suo cielo! Ferme e luminose sopra la sua testa c'erano le sue stelle, e quello che aveva visto oltre il pelo dell'acqua non ne era che il riflesso! Era il suo corpo a essere immerso nell'acqua, non la sua testa!

Si guardò attorno. Da lì la Terra sembrava molto più grande, il suo confine si perdeva lontano nel buio in ogni direzione.

A est il mare piatto si allontanava immergendosi nell'oscurità. Dove non erano arrivate le onde prodotte dai loro corpi, si vedevano chiare le stelle. Era impossibile capire dove finissero quelle riflesse e dove iniziassero quelle vere.

A sud invece era più facile identificare il confine della Terra, segnato da nere e irregolari curve che si alzavano dal mare come un enorme drappo di stoffa stropicciata poggiata sullo specchio nero dell'acqua. "Che sia la terra solida?" si chiese Luna. Se l'era sempre immaginata liscia... "Chissà perché si alza in quel modo!" pensò.

A ovest il drappo si alzava ancor di più, formando rilievi più alti; le morbide curve irregolari si trasformavano in punte aguzze. Giù, al confine tra il drappo nero e lo specchio del mare, un mucchietto di luci gialle pulsava. Le luci della Terra. "Chissà se l'aspetto degli umani è simile a quello delle stelle!" si chiese.

A nord invece c'era un muro marrone appena illuminato dalla luce delle sue due stelle. Era un marrone pieno di righe, dalle sfumature irregolari. La parete si spostava lenta da ovest a est a pochi passi da loro. Luna si spaventò, chiedendosi se fosse qualcosa di pericoloso o di senziente.

«Ehi voi, laggiù! Serve una mano?» chiese una voce sopra le loro teste.

Luna alzò lo sguardo. La parete marrone finiva poco sopra, e dalla sua cima sbucava una piccola luce. Era simile a un sogno d'uomo: un guscio quasi rotondo, trasparente anziché opaco, al cui interno sembrava agitarsi vispa una stella informe. Luna si agitò nel trovarsi davanti al suo primo umano e rimase in silenzio.

Romanza della Notte • Il Racconto del CieloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora