IV • La Ricerca che ci Aspetta (1 di 4)

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Gli scalini salivano a spirale lungo la parete della torre ormai da un tempo incalcolabile, e Luna era stremata

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Gli scalini salivano a spirale lungo la parete della torre ormai da un tempo incalcolabile, e Luna era stremata. A un certo punto, salirli era diventata una sorta di nenia; la sovrana era riuscita a prendere il ritmo di quel faticoso carillon, ma ora era davvero allo stremo delle forze.

«Scusate, ho bisogno di fermarmi...» disse con il fiatone, crollando a sedere su un gradino.

Betty le fu subito accanto. «Madama! Va tutto bene?»

«Non sono abituata a camminare tanto... Penso sia per quello,» rispose la sovrana. Forse era più facile per le stelle... Loro passavano tutto il tempo a volare da una parte all'altra del cielo, e quindi scalare quella torre non doveva essere di per sé un grande sforzo.

«Quanto tempo è che saliamo?» chiese Luna guardando in giù, dove il buio e la distanza avevano inghiottito ormai da un pezzo la base della torre.

«Abbiamo fatto 11.325 scalini. Un ultimo sforzo madama, guardate: si vede la cima!» disse Sirio. Luna alzò gli occhi e intravide, in effetti, la fine di quello straziante percorso. Nella penombra si riconosceva un soffitto di pietra, e poco sotto una debole luce indicava la presenza di una porta che dava all'esterno della torre.

«Menomale...» disse lei, con ancora il fiatone. Provò a rialzarsi in piedi, ma le gambe cedettero e finì di nuovo seduta sui gradini.

«Scusatemi, è... strano... Non ci riesco proprio...»

«Forse con la costellazione del ristoro...» disse Sirio assorto nei suoi pensieri, «Betelgeuse, le giovani stelle conoscono la formazione della coppa?»

«Vuoi farle costellare?» chiese Betty.

«È un problema?»

«Beh, non penso ne siano in grado...»

«Impareranno ora! Madama ha bisogno di noi!»

Betty un po' contrariata aprì la sacca chiamando fuori le giovani stelle. «Piccole, ora ascoltate il capitano: adesso ci insegna un nuovo gioco, d'accordo?» Le stelline esultarono e si misero in ascolto.

Il capitano iniziò: «Innanzitutto: non è per nulla un gioco! È un compito onorevole e importante. È una responsabilità di cui ognuna di voi dev'essere ben conscia.»

L'eccitazione delle piccole stelle cominciò subito a spegnersi.

Sirio continuò: «Dunque: io farò da stella cardine. Voglio quattro di voi davanti a me in 2-ed, 1-gj, 11-gj e 10-ed. Betelgeuse in 6-eg e le altre tre di voi, vediamo... in 8-ec, 6-ec e 4-ec rispetto a Betelgeuse. Tutto chiaro?»

Le stelle rimasero in silenzio. Il capitano sperò almeno nella damigella: «Betty?»

«Credo di non aver capito nemmeno io...» rispose lei.

«Non dici sul serio, vero?»

«Beeeh... Sono giovane anche io... So fare la balia, mica le costellazioni!»

Romanza della Notte • Il Racconto del CieloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora