II • Emergere (1 di 4)

23 0 0
                                                  

Quel corpo di luce che sfrecciava nell'azzurro del giorno

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Quel corpo di luce che sfrecciava nell'azzurro del giorno... Era il principe Sole? Ma che ci faceva lì? Cosa le aveva fatto? Cosa stavano pensando quegli occhi d'ambra? Per fortuna se n'era andato. Così la sovrana decise in fretta che la cosa giusta da fare era cancellare quel fuoriprogramma tanto sconveniente e riprendere la sua immutata quotidianità. Che terribile scocciatura era stata!

«...Madama!»

Betelgeuse la stava chiamando, tirandola per un braccio con espressione preoccupata chissà da quanto. «Vi ho chiesto se va tutto bene... State bene?»

«Sì... Sì sto bene,» rispose Luna istintivamente.

«Non si direbbe,» disse preoccupato il capitano che le cingeva le spalle con il braccio per sorreggerla. «Che ci faceva il principe del giorno così lontano dal suo trono?!» chiese in collera fissando il punto il cui il corpo di luce era apparso nel cielo.

«Principe Sole...» Le labbra di madama Luna pronunciarono flebili quelle parole senza chiedere alla sua mente il permesso di farlo. Il suo petto si infiammò nel sentire Sirio confermare i suoi pensieri, ma perché? Rabbia? Timore? Perché il principe aveva fatto quella sciocchezza?

«...Madama!» Questa volta fu Sirio a strapparla ai suoi pensieri.

«Come?»

«Dicevo: quella luce che emanavate vi ha fatto male?»

Luna si guardò il braccio, tornato azzurro e spento. «No... No. È stato...» Com'era stato? Provò ad aprire la porta del suo di dentro alla ricerca di quella sensazione, per osservarla più da vicino e capirla. Quella però appena la sentì avvicinarsi le saltò addosso aggredendola, accendendo nel suo ventre un fuoco acido e implacabile. Spaventata, e maledicendosi per aver compiuto quella sciocchezza, la sovrana fuggì in fretta da quella sensazione richiudendo la porta dietro di sé. «Nulla... Non è stato nulla. Ormai è passato. Sto bene.»

«Sirio, vai. Le stelle hanno bisogno di te. Penso io a madama...» disse Betty.

«Va bene, ma se succede qualcosa o c'è bisogno di me voglio essere avvisato immediatamente. D'accordo?»

Betty annuì, e Sirio schizzò via come una freccia. Luna allora guardò giù verso le stelle in formazione e vide le linee delle costellazioni svanire e riapparire. Le stelle erano ancora tutte al loro posto, ma erano agitate e deconcentrate. La luce che aveva emesso la sovrana doveva averle spaventate, e il pensiero la fece sentire terribilmente in colpa. Non era mai successo prima... Come Sirio, anche altre stelle stavano sfrecciando da una formazione all'altra richiamando all'ordine. Luna sentì il bisogno di essere la prima a dare il buon esempio dimostrando al suo cielo che andava tutto bene.

«Mettiamoci all'opera,» disse con immenso sforzo.

Betty le lanciò uno sguardo incredulo. «Così? Subito?»

«Che intendi dire?»

«Non sappiamo ancora cosa sia successo... Perché il principe non fosse al suo posto o perché abbiate brillato... Sono sconvolta io, non immagino come dobbiate...»

Romanza della Notte • Il Racconto del CieloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora