Prologo

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Spazio autrice:


Buon 2018 guerrieri. Anno nuovo e storia nuova, come promesso!

Scusate il ritardo, ma ieri è venuta a mancare mia nonna, oggi ci sono stati i funerali e non me la sentivo proprio di pubblicare, ma vi avevo detto che l'avrei fatto quindi eccomi qui!


|| Questa storia è il sequel de "Lacrime di polvere". Passatela a leggere, se vi va, oppure benvenuti in questo secondo libro. Ma vi avviso, alcune situazioni possono essere comprensibili solo se si conoscono i libri precedenti e quindi anche "Il grido della libertà".
Ben tornati guerrieri e buona lettura ||






Due anni dopo...




*Christopher's Pov*



Le cose cambiano un po', negli anni. Non è detto che ciò che pensiamo durerà per sempre, alla fine duri davvero per sempre. Ci leghiamo a tante cose e a tante persone e nel frattempo quante ne perdiamo? Da quante persone ci allontaniamo? Impariamo a conoscere i loro caratteri e a volte ci vanno bene così come sono... altre invece... be' non sono cose destinate a durare a lungo.

- Chris! Una cosa sola ti avevo chiesto! - ruotai gli occhi al cielo e mi voltai verso l'uragano di 8 anni che, con una busta in mano, mi fissava furiosa.

- Cosa mi avevi chiesto? - spaesato, cercai di ricordarmi qualche richiesta che probabilmente mi aveva fatto mentre ero assente con la mente.

- Questa busta dovevi metterla in camera tua! E invece era da me... è da me da 3 giorni! - ah... le donne!

- Okay, dammela. Quando salgo in camera mia la poso -

- Sì certo... sono convinta che tu la lasceresti qui in giardino. Per questa volta la porto io in stanza! - si voltò, e così com'era arrivata, si era allontanata.

- E non le è ancora venuto il ciclo! - sentii poco lontano da me. Mi voltai ridendo alla battuta di Zayn - Oh ti prego, non farmici pensare -

- Pensaci invece. Meno male che mio figlio è maschio! -

- Non so cosa sia peggio a questo punto - mi spinse facendomi barcollare - Ma sta zitto. Come va, invece? -

Gli sorrisi e scossi il capo - Va bene. Come dovrebbe andare? -

Alzò le spalle - Dovrebbe mancarti -

- Pensi che non mi manchi? -

- Non lo so. Dimmelo tu -

Sospirai e continuai a rimanere zitto. Erano 2 settimane che io e James avevamo deciso di tagliare ogni rapporto. Le cose stavano diventando impossibili. Lui aveva preso una strada tutta sua. Si era trasferito a New York. Alla fine aveva deciso di intraprendere Medicina, se n'era innamorato ma nel tempo libero si dedicava alla fotografia. Per i primi periodi era stata parecchio dura. In un anno, ci siamo fisicamente visti solo 3 volte, per due giorni ciascuna. Al secondo anno, dopo esserci visti una volta sola, avevo capito che le cose si erano raffreddate. Non c'era più tanta passione ad unirci, ma abitudine. Così la seconda volta che ci siamo visti, ovvero 2 settimane prima, avevamo deciso di prenderci una pausa e quello significava che era finita, ovviamente. Lui a New York e io a Londra. Non sarebbe durata comunque. Possibilmente si era innamorato di qualcun altro nel frattempo. O forse mi aveva già tradito senza dirmelo.

- Ed eccolo di nuovo con lo sguardo fisso nel vuoto e la mente chissà dove - sbattei le palpebre e lo fissai. - Mi manca - ammisi difficilmente. Non era nuovo che io e Zayn parlassimo, come migliori amici, ma James era ancora un argomento fresco e una ferita che non smetteva di sanguinare.

- E' una pausa. Anche io e Liam ce ne siamo presi una, ma guardaci adesso. Se è destino, ritornerà -

Sorrisi amaramente - Sì, certo - non era la stessa cosa. James non sarebbe tornato. Le nostre vite si erano modificate fin troppo per combaciare nuovamente. Prima c'era qualcosa che ci univa, forse la situazione familiare stretta o il bisogno di evadere, ma da quando il padre lo aveva capito e da quando lui si era innamorato della Medicina, sentivo che niente più ci univa. Non dopo la sua delusione, quando, 4 mesi dopo essermi iscritto al college, lo avevo lasciato.

Non si era soffermato nemmeno due secondi a chiedermi perchè lo avessi fatto. Mi aveva solo sbattuto quattro parole in faccia, poi aveva staccato la videochiamata frettolosamente e ci eravamo sentiti 5 giorni dopo, come se nulla fosse successo.

La verità è che quei 4 mesi sono stati super difficili. Darcy mi chiamava ogni sera piangendo, di nascosto, perchè le mancavo e mi voleva con lei. Così avevo lasciato tutto, le ero stato accanto e mi ero promesso di riprendere dopo un po', quando le avrei fatto capire che era importante il mio futuro. Ma dopo un anno, l'idea di andare al college e di cambiare, come aveva fatto James, tutte le mie abitudini, non mi piaceva più. Così mi ero trovato un lavoro e mi andava bene. Lavoravo in un pub. I miei turni erano dalle 6 del pomeriggio fino a quando non si chiudeva. La paga era buona. Louis ed Harry non erano affatto felici, dicevano che nei pub poteva succedere di tutto ma a me piaceva stare lì perchè la musica forte scacciava i pensieri.

- E di nuovo è nel mondo delle favole -

- Cosa? -

Zayn era sul punto di indossare i guantini e prendermi a pugni - Ti ho chiesto se stasera lavori -

- Ah... sì, lavoro -

- Perfetto, io ed Eddie passeremo allora -

Alzai le spalle, non mi cambiava nulla.

- Voi due lì, la volete la torta al cioccolato? - urlò Harry dall'ingresso.

- Ovvio - rispose il moro.

- E allora alzate quei culi mosci e venite in cucina - urlò invece Louis. Harry alzò gli occhi al cielo e rise, mentre io e Zayn ci alzammo dalle poltrone in giardino e ci dirigemmo in casa.

- Avremmo potuto mangiarla fuori. C'è un sole bellissimo e fa caldo -

- Così ti avremmo portato la torta fino a sotto il naso? Nah, ti fa bene camminare -

- Ma smettila - Harry colpì la spalla di Louis e gli passò una fetta di torta - Mangia del cioccolato e addolcisciti - il marito gli fece gli occhioni dolci e gli sorrise mordendo il dolce - Un tuo bacio mi addolcirebbe di più -

- Oddio, toglietegli quella torta davanti! - esclamò Zayn. Anche la piccola Darcy rise alla battuta.

Il cellulare mi vibrò in tasca. C'erano due nuovi messaggi.

Lessi il primo:

Da Eddie:
Zayn è con te?

Risposi con un veloce sì e passai al secondo messaggio. Sentii il cuore fermarsi.

Da James:
Ei.

- Chris vuoi del dolce? -

Sentii la domanda da parte di Harry ma avevo ancora lo sguardo fisso al messaggio. Perchè mi aveva cercato? Non lo faceva da quattordici giorni precisi e ultimamente ero sempre stato io a cercarlo. Sospirando, archiviai la chat e scossi il capo - No, grazie -

Da Eddie:
Puoi dire al coglione che mi risponde? Chiamalo proprio coglione, gentilmente.


Sorrisi a quel messaggio e sentii un po' tornare il buonumore - Eddie ti ha chiamato coglione e vuole che tu risponda al cellulare -

Il moro ridacchiò, tirando fuori il cellulare e andando fuori per chiamarlo.

- Da quando, esattamente, tu ed Eddie messaggiate? - mi voltai verso Louis che aveva uno sguardo indecifrabile.

- Mi ha solo chiesto se Zayn fosse qui -

- E perchè lo ha chiesto proprio a te? -

Harry rise - Perchè tu sei l'ultima persona a cui avrebbe potuto dirlo e l'ultima volta che invece ha mandato un messaggio a me, per poco non sei andato fin sotto casa sua minacciandolo. - Gli fui grato per aver parlato al posto mio.

- Be' dovrei proprio andarci allora, anche per Chris -

- Ma smettila, sono grande e vaccinato e dopo 3 anni, dovresti proprio cambiare idea su di lui -

Louis fece una smorfia con le labbra ma poi sorrise - Ho cambiato idea da un po', ma mi piace proprio stuzzicarlo -

- Si nota, non fate altro che lanciarvi occhiatine e poi ridere. Siete peggio di due bambini. Vado a lavoro, comunque, o farò tardi -

- Sta' attento - mormorò Harry.

- Dormi con me, stasera? Posso aspettarti sveglia - chiese invece Darcy, imbronciandosi.

- Farò tardi piccola. Se vuoi posso raggiungerti a letto, ma solo se mi prometti di andare a dormire presto -

- Ci sto! -

Le sorrisi e prima che potessi uscire di casa, esattamente davanti al portone, Harry mi bloccò per un braccio - Domani possiamo parlare? Devo chiederti una cosa -

- Sì, certo. Ma ora scappo -

Lo salutai al volo e scappai. Lo sapevo che Harry da mesi sospettasse il vero motivo per il quale avevo lasciato il college ma mi ostinavo a non volergliene parlare perchè sicuramente mi avrebbe prima fatto una ramanzina e poi avrebbe cercato di farmi cambiare idea. Mi andava bene lavorare. Non avevo voglia di portare avanti gli studi. Avevo provato con Economia ma era andata male. Ho sempre studiato solo per cercare di andare avanti, non mi sentivo adatto a quel luogo.

Arrivai puntuale al pub e iniziai a darmi da fare, così da impegnare la mente e tenere lontano quel messaggio che avevo archiviato. Volevo rispondergli ma allo stesso tempo volevo liberarmi da quel peso che mi opprimeva il petto.

Alle otto di sera, cedetti. Aprii quella chat archiviata e ricambiai il saluto. Alle nove e mezza, mentre il locale si stava già riempendo e io facevo cocktail a destra e sinistra, fui raggiunto da Zayn ed Eddie. Quest'ultimo aveva delle leggeri occhiaie, probabilmente causate dal lavoro.

- Di nuovo una nottataccia? - gli chiesi. Lui annuì e ordinò una birra - Sono stato sveglio fino alle sei per lavorare a un caso. O sì e no due ore di sonno -

- La prossima volta ti fai pasticcere - lo presi in giro, ricordando che suo fratello aveva cambiato professione passando, appunto, da militare a pasticcere. Me lo aveva detto una sera, mentre era venuto al pub per prendere qualcosa da bere.

- Si si, sfotti pure -

Ridacchiai e completai la bevanda, porgendola a una ragazza che mi sorrise. Ricambiai in modo distaccato e bruciai con lo sguardo Zayn ed Eddie quando scoppiarono a ridere.

- Patetico. Quel sorriso ha già fatto capire tutto: "scusa ma mi interessa il ca..." -

- Vuoi bere quella birra prima che te la faccia pagare il triplo, o no? - risero di nuovo e io borbottando mi allontanai, cercando di capire perchè mi si fossero infuocate le guance. Che motivo c'era di essere in imbarazzo?

Quando tornai da loro, stavano parlando seriamente. Eddie mi chiese una seconda birra e Zayn invece un bicchiere d'acqua. Lo fissai scettico ma si limitò a dire "sono un padre di famiglia adesso, che vuoi?".

Li lasciai parlare fino alle undici e mezza. Poi Zayn dovette andare via mentre Eddie rimase, ordinando una terza birra.

- Cos'è? Stasera ti vuoi ubriacare? No perchè devi aspettare almeno le due di notte prima che ti possa accompagnare a casa -

- Domani non lavoro, posso permettermelo e ho bisogno di rilassarmi. Quando hai la pausa? -fissai l'orologio al polso.

- Tra mezz'ora. Finisci la birra e poi usciamo fuori, con la scusa mi fumo una sigaretta - la bottiglia che Eddie stava avvicinando alla bocca rimase ferma a mezz'aria - Da quando cazzo fumi? -

Mi sentii a disagio così finsi indifferenza lavando dei bicchieri che erano nel lavandino.

- Sto parlando con te -

- Da poco -

- Da quanto? -

- Da poco! -

Mi fulminò con lo sguardo e scappai, servendo altri clienti ed evitando il suo continuo sguardo puntato addosso.

- Vieni, è mezzanotte - ebbi il tempo di dire al mio collega che mi toccava la pausa, che subito fui afferrato per un braccio da Eddie e spinto fino ad arrivare fuori - Da quanto cazzo fumi? -

- Sei esasperante! Ho detto da poco, non dirò altro -

- Da quando il coglione ti ha lasciato? - mi agitai. - Ha importanza? - mi staccai dalla sua presa e afferrai il pacchetto delle sigarette. Ne portai una alle labbra e l'accesi.

- Sì, che ha importanza. Cosa vuoi ottenere? -

- E' solo una sigaretta, Eddie. Sembri Harry -

- Peccato che lui non lo sappia - buttai fuori il fumo e lo fissai intensamente - E non deve saperlo -

- Puzzi di fumo. Lo saprà -

- Smettila di farmi da padre! - inspirai un altro tiro e mi appoggiai al muro. Eddie sembrò indeciso per qualche istante mentre mi fissava a fumare. Poi si avvicinò con due lunghe falcate e mi tolse la sigaretta di bocca.

- Mi farai impazzire, porca puttana -

- Ma che... - non ebbi il tempo di protestare che sentii il suo corpo schiacciare il mio e le sue labbra incollate alle mie. Mi si spezzò il fiato in gola e rimasi assorto da quel bacio fino a quando non si staccò per prendere un respiro d'aria.

- Che diamine, Eddie? -

- Non dire nulla - e detto quello mi baciò di nuovo.


Come la prima voltaStories to obsess over. Discover now