1^ CAPITOLO Io 1.parte

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"Andreas svegliati. È ora di andare a scuola. " urlo mentre con un occhio guardo l'orologio.

Ecco sono già le 7;30.

"5minuti..." Mi risponde ancora mezzo addormentato.

"Dai su.. Lo sai che ho una giornata piena oggi. E per le 8:30 devo essere in centro in ufficio" gli intimo affacciandomi alla porta della camera da letto con le braccia sui fianchi.

"Eccomi.." Mi urla scendendo dal letto.

I piedi toccano il pavimento freddo e una smorfia compare sulla sua faccia ancora mezza addormentata...

"Dai che la colazione e' pronta!!!"

Il suo pigiama di Spiderman in un attimo vola via.

Entro in cucina, mi appoggio alla penisola e mentre bevo il mio caffè lo spio.
Dalla porta aperta si vede bene la sua cameretta.
Lo vedo infilarsi la felpa grigia con il cappuccio e guardarsi allo specchio.
È un piccolo uomo. Tra pochi giorni compirà 8anni.
Ma ha una testa assurda per un bambino della sua età.

Non perché è mio figlio si intenda, ma il mio orgoglio di genitore è al top.
Solo che mi viene difficile capire da chi ha ereditato tutte le sfaccettature del suo carattere.
È un testardo orgoglioso dolce e molto profondo.

"È pronta la colazione? Ho una fame da lupi. Guarda che se non mi fai mangiare bene lo racconto a nonna" mi dice ridendo sedendosi a tavola.

"Noooo la nonna noooo... " e mimando un gesto di resa gli schiocco un bacio sulla testa.

Ride come un pazzo e si spazzola tutto. Latte e cereali,biscotti e spremuta di arancia.

"La merenda per scuola me l'hai messa nello zaino?"
"Certo. Un bel panino co la mortazza "
"È il succo di frutta." Mi ricorda.
"Si Andreas il succo di frutta "
Ci guardiamo e scoppiamo a ridere.

Essere un genitore single non è semplice.
Quando la persona della tua vita scappa dalle responsabilità,scappa dal mondo che avete creato,scappa dal figlio ... Non ci sono parole.

Non nego che i primi tempi sono stati duri,anzi molto duri, ma ora io e lui siamo diventati una squadra.
Certo, la mia famiglia, mia madre sopratutto,e' sempre stata disponibile ad aiutarmi e ora abbiamo finalmente raggiunto tra tutti un buon equilibrio.

Prendo lo zaino di Andreas,la ventiquattr'ore e il cappotto.
"Hai dimenticato il telefono sul tavolo" mi ricorda mio figlio mentre mi raggiunge con il cellulare in mano.
"Oggi non so dove ho la testa " .

Andreas mi squadra,non è solito vedermi così elegante.
"Oh ma che figo papa' Mattia che sei stamattina...tutto incravattato"

"Andreas, primo.... non si dice figo ma BONO .. E secondo...Non prendere in giro il tuo vecchio.. Andiamo a scuola va".

E insieme come ogni mattina usciamo.

Ebbene sì. Questo sono io.

Papà per Andreas.

Mattia per gli amici.

Briga per tutti gli altri.

Questo sono io.
Adesso.

Tu. Che sei parte di me.Leggi questa storia gratuitamente!