Capitolo 7: Catene

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Loki fissa con attenzione le rune segnate dall'insegnante, ignorando con maestria i borbottii scontenti di Thor e tracciando sulle pergamene i segni appena imparati.
"Non capisco e sono stanco di rimanere chiuso qui!" le lagne di Thor sono un continuo martellare nelle orecchie, fastidiose e irritanti.
"Vostro padre verrà a portarvi alle lezioni di combattimenti solo al tramonto, principe Thor. Cercate di concentrarvi, ora. Prima imparerete, prima potrete andare all'arena" lo riprende la loro precettrice con un sospiro sfinito.
"Ho concluso" l'affermazione di Freya arriva inaspettata e tutti si voltano verso di lei.
Thor sbadiglia. "Impossibile" afferma, voltandosi verso di lui in cerca di conferma. Loki allunga il collo ed effettivamente nota che sua cugina ha già finito gli esercizi che la precettrice le ha assegnato.
L'insegnante annuisce, mentre dichiara che Freya può uscire dalla biblioteca per passare come preferisce il tempo che le rimane.
Thor sbuffa contrariato e Loki non può che osservare Freya con un'insolita ammirazione. Non credeva sua cugina tanto capace e anche il nuovo insegnante mezzo sordo, che sua madre ha rifilato a tutti loro, sembra condividere quel parere.
"Voglio andarmene anche io" borbotta suo fratello, mettendo il broncio. "Detesto le rune. Non mi piacciono" continua imperterrito.
"Neanche a me" si intromette Freya e Loki pensa che sia piuttosto strana una simile affermazione detta da qualcuno che di rune sembra saperne più del dovuto.
Thor e Freya si scambiano un sorriso e lui si sente escluso da quel sentimento che intravede su quei volti familiari. È infastidito, ma non capisce il perché.




Loki è irritato dalla sfuggevolezza con cui Freya evita di incrociare il suo cammino. Non potrà evitarlo per sempre e lui pregusta già il momento in cui potrà parlarle.
Pezzo dopo pezzo, frammenti di una fanciullezza a cui Loki non ha mai dato peso si dipanano davanti ai suoi occhi, rivelandogli la verità di una ragazza che ora gli appare poco più di una sconosciuta.
I suoi passi rimbombano solitari tra i corridoi di Vàlaskjàlf e Loki si lascia guidare da quel ritmo sicuro e familiare. Scende le scale ed è con grande soddisfazione che nota come le guardie gli liberino la strada senza porgli domande.
Un giorno vi inchinerete di nuovo dinanzi a me.
Loki si crogiola in quel pensiero come un bambino farebbe davanti alle lusinghe dei propri genitori. Trova bizzarro che come prigioniero, per quanto non rinchiuso in gabbia, Odino gli abbia concesso di muoversi ovunque liberamente. Probabilmente Heimdall o un qualche divinatore sta scrutando ogni sua mossa, ma Loki non è preoccupato. In quel modo, sarà il Padre degli dei a intervenire se qualcuno attenterà nuovamente alla sua vita.
Loki varca la porta della sala dei trofei ed è un ghigno soddisfatto quello che mostra alla prigione, ormai deserta, del Distruttore. Si sposta verso il tesoro più prezioso degli Jotun e lo osserva con fare pensieroso. Se ora lo afferrasse, nessuno potrebbe fermarlo e con il potere fornitogli dallo Scrigno degli Antichi Inverni sarebbe semplice tentare la fuga.
E poi?
Poi scenderebbe su Midgard, completando l'opera che più di mille anni prima il defunto Laufey non fu in grado di fare: condurre la Terra in una nuova Era Glaciale.
E poi?
Otterrebbe vendetta sul popolo di Asgard.
E poi?
Loki non lo sa. Il futuro, il suo futuro, gli è oscuro e sconosciuto. Thor è sempre stato fortunato nel suo ruolo di principe ereditario: ha un destino già tracciato e un futuro di gloria davanti a sé.
Lui non ha niente se non trame e inganni; la tela di un ragno che rimane costantemente privato della preda.
Loki sfiora lo Scrigno, ma non si azzarda a prenderlo. Rivedere la sua natura Jotun non è un qualcosa che gli sia gradito.
"Padre diceva che saresti venuto." Thor lo guarda con attenzione, spostando lo sguardo da lui allo scrigno
"E Odino ha sempre ragione" replica mellifluo. "Speravi di vedere il mostro, Thor? Mi spiace aver deluso le tue aspettative" sibila Loki.
"Madre e Padre ci aspettano per la cena" dice il dio del tuono, dandogli le spalle.
"Uuh, il ricongiungimento della famiglia felice" risponde Loki con astio.
"Non essere infantile, fratello" lo riprende Thor, facendogli crescere la voglia di ridergli in faccia.
La voce di Loki esce tagliente, furiosa. "Non.Sono.Tuo.Fratello" sillaba a denti stretti. "E non mi comporto in maniera infantile. Ci pensano abbastanza i Tre guerrieri a farlo."

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