Elements: Rimasta

By WinterSBlack

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Sono passati ormai sei anni da quando James restituì la bici a Sophie. La B.L.C. è rinata, non più corrotta... More

1. Ary: Cosa!
2. Ary: Questo non è
3. Nick: Cotta
4. Nathan: Due di picche
5. Ary: Perché il gelo mi aspetta?
6. Ary: Devo davvero?
7. Nick: Febbricitante
8. Nathan: Cicatrici dell'anima
9. Ary: Ha per caso fatto una battuta?
10. Ary: Non è un granché
11. Nathan: Partiamo male
12. Nathan: Partiamo con il piede giusto
13. Nick: Italia
14. Ary: Ma cosa dici?!
16. Ary: Davvero, è tutto a posto
17. Nick: Inaspettato
18. Nathan: Parole sante
19. Ary: Ci stiamo allontanando troppo
20. Nick: Ostaggio
21. Ary: È il nostro ostaggio
22. Nathan: La fenice in gabbia
23. Ary: Aiuto!
24. Nick: Caduti
25. Nathan: Freddo pungente
26. Ary: Sei un pervertito
27. Ary: Stai meglio?
28. Nick: Insegnante
29. Nick: Confessione
30. Ary: senza il supporto di qualcuno
31. Nathan: Lacrime di coccodrillo
32. Ary: Non mi stai lasciando altra scelta
Avviso prossimo aggiornamento
33. Ary: Ehilà
34. Nathan: Topi in trappola
35. Ary: Ti prego, allontaniamoci
36. Nick: Nemico
37. Ary: L'ho conciato per le feste
38. Ary: Vorrei chiederti dove stiamo andando, ma so che non mi risponderesti
39. Nathan: Essere rimproverato
40. Nick: Noia
41. Ary: Ah, Stupido
42. Nick: Confronto
43. Ary: Non stai meglio
44. Nathan: Famiglia di criminali
45. Nathan: Vi presento
46. Nathan: Niente è passato
47. Ary: Ma scherziamo?
48. Nick: Lezioni
49. Nathan: Un colpo al cuore
50. Ary: È lui
51. Nick: Timore
52. Nick: Terrore

15. Ary: Tuo ragazzo?

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By WinterSBlack

Fortunatamente Michela arrivò di lì a poco e fui la prima ad aprire la porta.
«Ciao! Eccomi qua e questo ragazzo dietro di me è Angelo.» disse indicando un tipo alto con un sorriso smagliante e un paio di occhiali dalla montatura rotondetta.
Aveva i capelli castano scuro tagliati molto corti e quell'accenno di barba lo faceva sembrare più vecchio... Insomma, presumendo che avesse più o meno la mia stessa età.
«Tuo ragazzo?» chiesi senza riuscire a trattenermi.
«Oh! No! Siamo solo amici!» dissero entrambi in fretta.
«Siccome siete in tanti forse saremo costretti a dividerci una volta arrivati al centro commerciale, quindi forse è meglio se veniamo in due. Anche lui è bravissimo in inglese, quindi non preoccupatevi.» disse la ragazza.
«Ma figurati, come ci andiamo? In macchina?» chiesi mentre anche gli altri stavano raggiungendo la porta.
«Faremo prima in treno. Spero non vi dispiaccia.» disse Michela.
«La stazione è anche vicina.» aggiunse Angelo.
«Centro commerciale avete detto?» chiese Nick alle mie spalle. «Pensavo andassimo in Centro Milano»
«Abbiamo pensato che per quello che cercavate fosse più comodo il centro commerciale piuttosto che per la scomodità di Milano.» disse Michela imbarazzata.
«Fa niente, ci andiamo domani a Milano.» intervenne Rose, poi si fece spazio e si presentò ad Angelo.
«Rose.» disse lei aprendosi in un largo sorriso.
«Angelo.» restituì lui il sorriso.

Michela ci condusse tutti quanti in stazione a prendere il treno. Parlammo del più e del meno come dei normali adolescenti a zonzo e così continuammo anche sul treno, disturbando un po' di gente.
Le persone erano tutte chine su telefoni, computer portatili o tablet, con le cuffie alle orecchie o guardavano fuori dal finestrino assenti. Trovai strano che fossimo gli unici del vagone ad aver voglia di parlare.
Prima di partire Nick mi aveva consegnato l'Element che in quel momento tenevo stretto in mano.
Mi sentivo nervosa ogni volta che lo portavo.
Dopo che me l'aveva consegnato, Nick mi aveva guardata in modo strano, come se fosse indeciso se dirmi qualcosa. Ma poi optò per il silenzio.
C'era da dire che i centri commerciali italiani non erano lontanamente grandi come quelli che frequentavo io. E c'era meno gente.
Forse dipendeva dal periodo dell'anno, ma mi ero sempre immaginata i centri commerciali italiani sempre strapieni.
«Io proporrei di dividerci per semplificare gli acquisti.» disse Nick ragionevole.
A differenza delle facce meravigliate ed entusiaste di Rose ed Eloise, Nick sembrava voler concludere tutto al più presto.
«Magari se ci avanza del tempo andiamo a Milano.» aggiunse.
«Amico, hai una gran voglia di andare a Milano eh?» intervenne Angelo divertito.
«Sì, beh, ne ho sentito parlare bene e sono molto curioso.» affermò lui sorridendo.
«Bella, ma non ci vivrei.» rispose Angelo.
«Facciamo così, noi ragazze andremo a vedere i vestiti e voi ragazzi comprate tende, sacchi a pelo e cose così.» propose Tiara.
Tutti annuirono e così, prima che potessi rendermene conto, fui separata da Nick.
Le ragazze mi trascinarono da un negozio all'altro ridendo e divertendosi.
Persino Tiara riuscì ad inserirsi bene tra loro, improvvisando una sfilata di moda nei vari negozi. Era assurdo che a quella ragazza stesse tutto bene, persino quel prendisole arancione acceso.
Dopo esser uscite con vari sacchetti e io con uno solo in cui conteneva un vestito che mi avevano costretta a prendere, ci fermammo su delle panchine disposte attorno ad un isolotto con un albero piantato tra i sassi.
Ci trovavamo davanti ad una gelateria e fummo immediatamente tutte tentate.
C'erano veramente un'infinità di gusti e le forme vaporose mi facevano brillare gli occhi.
Era tutto così bello e delizioso.
Fui l'ultima a riuscire a decidermi e alla fine provai quel gelato blu e quello con un nome lunghissimo. Volevo aggiungerci anche un terzo, ma non volevo sembrare troppo golosa davanti a Michela che era stata costretta a tradurre tutto il tempo.
«Quanti anni hai Michela?» chiese Eloise incuriosita mentre gustava la sua cialda.
«Fra qualche mese ne compio diciotto.» replicò lei tranquillamente.
«E Angelo?» chiese Rose.
«Stessa età. Siamo amici fin da piccoli.» rispose anche questa volta.
«Oh, ciò fa di Arianne la più piccola del gruppo.» commentò Tiara guardandomi.
«Non è che sia molto più piccola di voi. Ho sedici anni.» commentai infastidita.
«Dai sedici fino all'essere maggiorenne ce ne vuole ancora un po'.» disse Eloise fresca fresca dei suoi diciotto anni.
«Ciò non vuol dire che abbia avuto meno esperienze e sia più infantile.» dissi cercando di non sembrare lamentosa.
Tiara sembrò nascondere un sorrisetto all'idea di un mio comportamento maturo.
«Davvero?» commentò Rose inarcando un sopracciglio scettica.
«Quindi... Presumo che tu abbia avuto una serie di ragazzi di cui noi non sapevamo nulla.» continuò Eloise facendomi arrossire.
Anche Michela mi stava guardando curiosa.
«Non... È che abbia avuto un...» balbettai. Avrei voluto divorare il gelato e basta.
Un' altra occhiata a Tiara accanto a me mi accertò che effettivamente stava cercando di non ridere.
Traditrice.
«Oh, quindi niente ragazzo fisso? Solo passatempi? Non ti facevo così audace, Arianne.» disse Rose divertita godendosi il suo gelato. Ero certa che il suo avesse ancora il dolce sapore.
Il mio ad un tratto non sembrava più nemmeno freddo.
«È che non sono interessata al primo che capita.» dissi.
«In attesa di un principe azzurro?» si intromise anche Michela incuriosita.
«No!» esclamai. Non potevano farmi passare tutti per bambina inesperta e sognatrice. Anche se era vero.
«È che ho già una cotta per qualcuno.» ammisi.
Eloise e Rose si guardarono a vicenda.
«Per chi?» chiesero in coro.
Ma che cos'è tutto questo interesse per la mia vita sentimentale?
«Perché parlare di me? Michela, tu hai una cotta per Angelo, vero?» chiesi quasi disperata per distogliere l'attenzione da me.
Ciò che non mi aspettavo era vedere Michela arrossire di botto. Non pensavo di averci azzeccato.
«Si nota così tanto?» chiese la ragazza coprendosi il volto con le mani.
In realtà io non avevo notato niente...
«Sì» disse Tiara facendo annuire anche le altre ragazze. Annuii anche io.
«Brutto innamorarsi del proprio migliore amico.» commentò Tiara come se lei ne sapesse qualcosa.
«L'approccio migliore secondo me è confessarsi.» disse Rose.
«O in alternativa baciarlo direttamente. Se ti accetta, bene, in alternativa hai baciato chi ti piace.» disse Eloise annuendo.
«Siete impazzite? Non posso andare lì e baciarlo!» esclamò l'italiana arrossendo ancora di più.
«Non hai mai baciato nessuno? È questo il problema?» chiese Tiara curiosa.
«Certo che sì!» brontolò Michela.
«Perché tu hai baciato qualcuno?» chiesi a Tiara.
«Sì, ho provato a frequentare dei Pop... Dei ragazzi dell'Accademia.» affermò l'Imperium di terra noncurante.
La guardai stupita. Non me l'aspettavo.
Ma sono l'unica a non aver nemmeno sfiorato un ragazzo?
Poi l'immagine sgradita del Rubinetto che mi baciava mi ritornò in mente.
No, quello non contava. Non era consensuale. E nemmeno quelli prima.
«Non è bacio se è a stampo.» affermò Rose.
«Esatto!» mi ritrovai a concordare esageratamente.
«Di certo i miei non erano a stampo.» affermò Tiara orgogliosa.
Michela d'altro canto sembrava volersi sotterrare come me.
«Se non hai ancora avuto "quel bacio" con chi ti piace, io ti consiglio vivamente di imparare a farlo. Parlo per esperienza, i primi baci sono orribili se anche la controparte è incapace. E non vorrai mica ricordarti il tuo primo bacio con l'amato come un'esperienza orribile, no?» disse Eloise.
«Io penso che Angelo baci bene...» arrossì Michela.
«Oddio! Ma che mi state facendo dire? Non accadrà mai!» aggiunse imbarazzata.
«Parli tanto di come baciare e magari non sei così brava.» commentò Tiara alzando gli occhi al cielo.
A quel punto Eloise si guardò intorno e poi si alzò senza preavviso.
Raggiunse un gruppo di ragazzi seduti poco lontano a chiacchierare. Prese quello seduto per il colletto, si chinò e lo baciò con trasporto.
La cosa assurda fu il fatto che lui ricambiò apertamente mentre i suoi amici li fissavano ad occhi sgranati.
Ci mise veramente molto e anche a quella distanza sapevo che c'era anche molta lingua, così tanta che mi imbarazzai.
Quando Eloise si staccò vidi chiaramente quanto quel ragazzo fosse imbambolato.
La rossa ritornò da noi trionfante.
«Vedete? È così che si bacia. Quel tizio mi sognerà la notte.» si vantò lei.
Lanciai di nuovo un'occhiata ai ragazzi e vidi gli amici scuotere il ragazzo ancora imbambolato con un sorriso ebete.
Iniziai a immaginarmi diversi scenari in cui io e Nick ci saremmo baciati così, ma poi tutto veniva rovinato dalla mia incapacità da baciatrice.
Io di certo non sapevo fare niente di quel che aveva fatto Eloise.
Oddio! Non voglio che il mio primo bacio con Nick sia orribile perché sono un'inesperta!
«Scusa, dove dovrebbe andare ad imparare uno a baciare?» chiesi alla ragazza.
Gli occhi della rossa si illuminarono, così come quelli di Rose.
«Fai esperienza.» replicò la prima.
«Ma non voglio mica prendere un ragazzo a caso e baciarlo.» sbuffai arrossendo.
«Allora provaci con qualcuno che conosci.» disse Rose.
«Sarebbe imbarazzante, e poi a chi posso chiedere?» affermai pensando ai gemelli Stark.
Impossibile da immaginare. E poi erano cotti di Tiara, così come Ian.
«Qualcuno con cui sei intima e che sai che bacia bene magari.» si aggiunse Michela felice che l'argomento si fosse spostato da lei.
«Non conosco nessuno del genere.» dissi.
«Potresti fare le prove con Nick.» affermò Eloise.
Arrossii.
«Assolutamente no.»
Insomma, non posso esercitarmi con il mio obbiettivo, no?
«Sai chi bacia bene?» aggiunse Eloise.
«Chi?» chiesi.
Iniziai a pensare alle persone che conoscevo e realizzai che non erano poi così tante.
Di certo non potevo chiedere a James, no?
Anche se non avevo dubbi sulle sue doti.
L'idea mi divertì non poco.
«Nathan.» rispose Eloise.
«Hai baciato Nathan?» chiese Rose stupita.
«Mi è capitato.» ammise la rossa.
«Oddio! Lo sapevo! Lo sapevi che eravate la mia ship?» chiese Michela.
«Non fraintendere! È capitato una sola volta. Però mi ricordo che baciava bene.» affermò Eloise.
«Magari potrebbe aiutare Arianne.» aggiunse.
«Cosa? Lui? Neanche morta.» sbottai.
«Qual è il problema? Se non sbaglio siete stati "il primo bacio" dell'altro. Magari è destino.» intervenne Tiara con fin troppo divertimento.
«Perché è uno stupido Rubinetto perdente! Non ci sopportiamo!»
«L'amore non è bello se non è litigarello. Un detto italiano.» intervenne anche Michela.
«Ma piantatela! Non se ne parla! Non chiederei mai a lui di aiutarmi ad esercitarmi con i baci.» declamai.
«Allora perché non Nick?» insistette Rose.
«Perché no! Lui è off limits!» ormai ero in fiamme.
E parlando di fiamme, la pianta dietro di noi prese fuoco, scatenando il panico generale.
«Sono stata io?» esclamai stupita.
L'unica volta che avevo perso il controllo dei miei poteri era stata la mia prima volta. Non mi era più successo.
Io avevo sempre le mie fiamme sotto controllo. Il mio fuoco non divampavano mai senza il mio permesso.
La gente iniziò a fuggire e Michela mi prese il polso per farmi allontanare, spaventata.
Ero pronta a domare quelle fiamme, ai Popolani avrei pensato più tardi con il Mini-Flash, quando Tiara mi bloccò.
Scosse la testa e indicò la collana che portavo al collo: l'Element.
Non potevo usare i miei poteri, non era sicuro.
Osservai con gli occhi sgranati la scena del fuoco che divampava, quando finalmente si attivarono gli irrigatori.
La gente osservava sconvolta e fortunatamente non c'era alcun ferito.
Mi sentii tremendamente in colpa e così assurdamente stupida. Non potevo credere di aver perso il controllo in quel modo.
Mi tolsi la collana con l'Element e lo spinsi nelle mani di Tiara, prima di voltarmi e fuggire.

Ero in un luogo sconosciuto di un paese straniero. Solo in quel momento mi resi conto di quanto fossi lontana da casa.
Mi rifugiai tra delle panchine all'esterno dell'edificio e vidi dei soccorsi arrivare.
Il telefono nella tasca della mia giacca vibrava incessantemente, ma lo continuai ad ignorare.
Avevo perso il controllo dei miei poteri come una stupida Iniziata. Io, Arianne Barker, discendente del fondatore della B.L.C. e membro dell'Élite, avevo lasciato che le mie emozioni venissero intaccate dalle fiamme.
Affondai la testa tra le braccia.
Tenere sotto controllo l'Element era una delle missioni e io avevo ampiamente fallito.
«Sai che ti cercano tutti?» chiese una voce familiare.
Non risposi.
«Hai fatto spaventare a morte Michela quando sei scappata. Pensava che avessi qualche problema con il fuoco e mi ha chiesto se hai avuto qualche incidente o trauma infantile per reagire così. Che carina, non ci conosce nemmeno e si preoccupa tanto.» continuò il Rubinetto seduto alle mie spalle.
Mi appoggiai alla sua schiena e per un momento pensai che si fosse irrigidito.
«Come mi hai trovata?» chiesi.
«Io ti ho sempre trovata, FireLiz.» rispose lui.
Era vero. Fin da quando eravamo piccoli, in qualunque posto mi nascondessi della Base 8, lui mi aveva sempre trovata con facilità.
Ci fu qualche secondo di silenzio tra noi poi lui parlò di nuovo.
«Nessuno ha mai pensato che tenere l'Element sarebbe stato facile.» disse inaspettatamente.
Stava cercando di consolarmi? Ero certa che avrebbe aspettato il momento giusto per deridermi.
«Inoltre, sei un'Imperium del fuoco. È più che normale che tu avessi più...»
«Non dire idiozie.» lo fermai.
«Sta zitto e lasciami appoggiare.» detto ciò, appoggiai la nuca sulla sua spalla, lasciando che i suoi capelli biondi mi solleticassero la tempia.
Sentii le sue spalle tremare. Stava ridendo.
«Arianne Barker soffre sempre a testa alta.» commentò facendomi sorridere appena.
Certe volte capitavano questi momenti di tregua tra me e il Rubinetto, questi attimi di complicità che non mi ero mai spiegata.
Lui continuava a non piacermi, però non potevo non ammettere che mi sentivo a mio agio con lui.
Insomma, era il mio rivale e come tale conosceva tutti i miei difetti e le parti peggiori di me. Non mi sentivo giudicata e non dovevo dargli una buona impressione.
Non sono mai stata una persona che tenesse particolarmente alle apparenze, ma con lui non avevo bisogno nemmeno di quella semplice maschera di circostanza che tutti portavano.
E poi, mi conosceva come non mi conosceva nessun altro.
Mentre tutti avevano sempre cercato di moderare la mia esuberanza, lui aveva sempre capito che essa era la mia stessa vita, che andava sempre accesa.
«Cosa ti ha fatto incavolare, se posso chiedertelo?» chiese con finto tono cortese.
«Mi hanno imbarazzata.» ammisi senza nemmeno saper il perché.
Il Rubinetto si voltò appena.
«Ehi, io cerco sempre di metterti in imbarazzo e non hai mai perso il controllo. Non è giusto!» sbuffò.
Quel commento, invece di irritarmi come dovrebbe, mi fece ridere.
«Si vede che non sei bravo in quel che fai.» replicai.
«Sciocchezze, io sono sempre bravo in tutto quel che faccio.» commentò.
Un profumo dolciastro mi invase le narici ad un tratto e qualcosa di liscio e delicato mi accarezzò il naso.
Il Rubinetto mi aveva messo davanti una rosa rossa comparsa dal nulla.
Sospirai. Ma invece di rifiutare come mio solito la presi tra le mani.
Non aveva le spine.
«Sei così simpatica quando sei depressa. Dovresti essere così più spesso.» affermò ancora il Rubinetto.
Chissà che stava cercando di fare. Forse non era contento se non gli davo un pugno come mio solito. Magari era masochista.
Mi alzai di scatto, facendogli perdere l'equilibrio.
Poi mi voltai e lo guardai dall'alto in basso, con le mani sui fianchi.
«Dimmi un po', baci bene tu?» gli chiesi.
Certe volte non sapevo nemmeno da dove venissero le mie domande.
Il Rubinetto rimase disteso ad osservarmi divertito.
«Nessuno si è mai lamentato.» replicò.
«Allora insegnami.» dissi di getto prima che potessi pentirmene.
«Come prego?» chiese scattando in piedi.
«Tanto ti ho già baciato, uno in più per far pratica bene non sarà la fine del mondo» affermai.
Lui rise come da copione.
«Tu stai chiedendo a me di insegnarti come si bacia? Ma che ti è successo? Prima vuoi un appuntamento e ora vuoi baciarmi. Non è che ti sei innamorata di me?» chiese sorridendo, ma in qualche modo mi sembrò uno dei suoi soliti sorrisi falsi.
«E tu che problemi hai? Passi il tempo a infastidirmi e assillarmi con flirt idioti e poi quando te lo propongo io ti tiri indietro come una femminuccia?» lo sfidai incrociando le braccia al petto.
«Oh, no no no no, FireLiz. La mia virilità non si  offende.» mi puntò l'indice corrugando le sopracciglia e assottigliando lo sguardo.
Voleva spaventarmi? Ma fammi il piacere.
«Ooooh, capisco... In realtà non sai nemmeno tu come si faccia.» lo schernii con finta innocenza.
«È inutile che mi provochi, FireLiz. Io lo dico solo per il tuo bene. Sono certo che tu ti tireresti indietro ed è per il tuo interesse che rifiuto.» scrollò le spalle e mi guardò con superiorità.
«Non mi tirerò indietro.» dissi seriamente guardandolo negli occhi verdi.
Lui sostenne il mio sguardo, stupito.
La differenza fu quasi impercettibile, ma le sue guance si arrossarono.
Distolse lo sguardo e tornò a sedersi, dandomi le spalle.
Mi misi al suo fianco.
Era una sensazione strana.
Avevo deciso di farmi baciare da lui, però ero stranamente calma.
Forse l'Element mi aveva già dato alla testa.
Non ero nemmeno disgustata all'idea.
In testa avevo solo i commenti delle ragazze che, ricordando con tranquillità, erano abbastanza leciti. Me l'ero presa per così poco. E per così poco avevo perso il controllo sui miei poteri. Avevo perso la mia fonte di orgoglio.
Mi voltai verso il Rubinetto e chiusi gli occhi, alzando il mento, in modo che gli bastasse chinarsi.
Lui trattenne il fiato.
Passarono dei secondi incredibilmente lunghi, nell'attesa che le sue labbra sfiorassero le mie, ma prima che accadesse sentii la voce di Nick chiamarmi.
Sussultai e mi guardai attorno vedendolo raggiungerci.
«Tutto okay?» chiese alternando lo sguardo da me al Rubinetto.
«A meraviglia.» dissi arrossendo.
«Bene.» disse con un sospiro sollevato.
«Mi spiace per non essere riuscita a controllare il mio potere.» affermai affranta prima che mi arrivasse la ramanzina.
«Ary, non fa niente. È normale. È dell'Element che stiamo parlando.» mi scusò gentilmente, stupendomi. Ero certa si sarebbe arrabbiato.
Inoltre, quelle parole tranquillizzanti dette da lui e in quel modo dolce e gentile mi fece sentire subito molto meglio.
«Andiamo a casa. Domani Angelo e Michela ci portano a Milano.» affermò lui allungando una mano per aiutarmi ad alzare.
Gliela afferrai e lui mi tirò a sé.
«Non capisco perché tutta questa voglia di andare a Milano.» commentai seguendolo.
«Ve lo dirò stasera.» promise.
Quando fummo nei pressi dell'entrata, accorgendomi di avere la rosa tra le mani, mi voltai verso il Rubinetto che ancora se ne stava seduto sulla panchina.
«Ehi, non vieni?» chiesi.
Lui mi guardò per qualche secondo, poi si alzò e mi sorrise, un sorriso finto come il suo solito, e si avvicinò.
«Sappi che mi devi un bacio ora.» mi sussurrò all'orecchio, facendomi rabbrividire, per poi superarci entrambi.

Angolo Autrice

Scusate il ritardo, ma ieri ho avuto qualche problema tecnico.

Prometto che il prossimo capitolo sarà molto più interessante da diversi punti di vista!
E se sarò in ritardo sarà per ottimi motivi.
Non vi svelo il POV 😊
Comunque ditemi se vi siete mai fatte un cast che magari pubblico le vostre idee su Instagram.

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