Un giorno Nico, aveva 28 anni, stava passeggiando per le strade di New York, quando una ragazzina quattordicenne circa gli andò a sbattere addosso; "Dovresti stare più attenta" le disse aiutandola a rialzarsi. Era una ragazza con la pelle chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Per qualche motivo lei stava continuando a fissarlo, così lui le chiese: "Va tutto bene?"
"Sì...scusi" rispose lei e fece per andarsene, ma lui la richiamò dicendole: "Come ti chiami?"
"Claire".
La ragazza, facendosi coraggio, poiché sapeva che, se la sua teoria era errata, l'uomo l'avrebbe presa per pazza, per visionaria, disse: "E lei, signore, come si chiama?".
Nico rimase sconcertato, ma rispose: "M-mi chiamo Nico, Nico di Angelo. Perché me lo chiedi?"
Claire, rossa in viso per l'imbarazzo, si azzardò a dire: "Perché il suo viso non mi sembra nuovo... e neanche il suo nome a dire il vero. Allo stesso tempo, però, sono consapevole di non averla mai vista in vita mia! Che idea sciocca, vero?"
Nico rifletté un po', poi però, a costo di sembrare stupido, disse: "Bianca?"
"No, le ho già detto che mi chiam..." poi si afflosciò tra le braccia di Nico. Lui sussurrò: "Claire! Claire...stai bene?"
"Io...la mia testa! Io...sto ricordando! Io...prima di entrare nel fiume Lete per rinascere...mi chiamavo...Bianca di Angelo! Io me lo ricordo!".
Nico aveva le lacrime agli occhi: aveva ritrovato Bianca! Era lì tra le sue braccia; in un altro corpo, ma era sempre lei.
"Oh, Nico! Fratellino!" disse la ragazza quattordicenne, "Bianca! Bianca! Cara sorella!" le rispose l'uomo ventottenne.
"Nico..." cominciò lei "sto...sto ricordando troppo..questo non era previsto!"
"Che...che vuoi dire?" chiese lui tra le lacrime.
"Vuol...vuol dire che...che io...dovrò morire di nuovo".
A quel punto Nico esplose: "No! No! Non puoi farmi questo! Ti ho appena ritrovata!"
"Nico..."
"No no no! Non può essere!"
"Nico, ascolta..."
"No... no... no..." adesso la sua voce era debole, quasi un sussurro, mentre Bianca gli diceva: "Nico, prima che il dolore diventi insostenibile, ci tenevo a dirti che..."
"No! Tu non puoi lasciarmi!"
"Nico! Non mi rimane molto tempo..."
"No, no... non di nuovo..."
"Nico, ascoltami...ricorda che io resterò sempre tua sorella Bianca, viva o morta, con questo nome o con un altro".
Nico allora chiese: "C'è speranza che io possa ritrovarti in un nuovo corpo?"
"Beh...ah! I ricordi! Troppi ricordi tutti insieme! Che dolore!" Lanciò un urlo agghiacciante, poi chiuse gli occhi; sembrava che dormisse, ma Nico sapeva che non era così: lo percepiva.
Nico rimase così: piangente su un marciapiede con il cadavere di una ragazzina tra le braccia; fu sorpreso di osservare che quella ragazza non assomigliava per niente a Bianca, sua sorella Bianca; pensò che l'aveva perduta per sempre: forse sarebbe tornata in un nuovo corpo, ma non sarebbe mai potuta tornare com'era una volta, non avrebbe più potuto essere la sua Bianca, non avrebbero più potuto vivere insieme come fratello e sorella; non sarebbe mai stato uguale.
Nico decise allora che avrebbe fatto di tutto per stare di nuovo insieme a sua sorella; stava per prendere la sua spada di Ferro dello Stige, che ormai teneva nello zaino nero che si portava dappertutto, quando si sentì chiamare da una voce fin troppo familiare: "Hey Nico! Ciao!" era Percy. "Hey, Death Boy! Come va?" questo, invece, era Leo. "Ciao ragazzi" li salutò Nico laconico "Cos'è successo? Cos'è quel muso lungo?" chiese Percy, Nico non sapeva perché, ma gli venne spontaneo raccontargli tutto; dopotutto, Percy era il semidio che aveva provato a salvare sua sorella, e poi, per un periodo, Nico era stato innamorato di lui...
Percy ascoltò tutta la storia senza battere ciglio, anche se dovette zittire Leo due o tre volte, poiché quest'ultimo non resisteva alla tentazione di cercare di sdrammatizzare con le sue irritanti battutine. Quando Nico ebbe finito e aveva appena spiegato ai due cos'aveva intenzione di fare, Percy subito gli disse: "Cosa? Non è per niente una buona idea: gli inferi non sono assolutamente un bel posto. Fidati: parlo per esperienza!". A quel punto, Nico sbottò: "Credi che non lo sappia, Jackson? Guarda che ci sono stato! E, per la cronaca, molto più spesso di te! Il fatto è che è l'unico modo per ritrovare mia sorella!"
"Uh, permaloso l'amico" disse Leo.
Percy gli lanciò un'occhiataccia, poi disse: "Non è il caso di optare per una soluzione così estrema: insomma... qui, in questo mondo, hai molti amici, tua sorella Hazel e ehm...il tuo ragazzo Will! Non pensi a loro? Non pensi a come soffrirebbero? A come soffriremmo?"
Nico stava riflettendo su queste parole, ma dato che non rispondeva, Percy riprese: "Credimi, so per esperienza cosa proverebbero perché ho perso diversi amici: Charles, Silena..." a quel punto Nico sbottò: "Ma tu non hai idea di cosa voglia dire perdere una sorella, Jackson! Non ne hai la più pallida idea!".
Leo borbottò qualcosa, così Percy chiese: "Come dici, Leo?" lui rispose: "P-per me... J-Jason era come un fratello. Io credo di poter capire come ti senti, Nico" intanto gli occhi gli si erano velati di lacrime. Mentre Percy cercava di tranquillizzare Leo, Nico pensò che ogni giorno morivano diverse persone nel mondo (lui lo sapeva bene) e molte di loro, probabilmente, avevano parenti e amici viventi che provavano dolore per la loro morte... non era giusto che lui facesse soffrire così le persone che amava solo perché era troppo attaccato al passato, così si asciugò le lacrime, si girò verso gli amici sorridendo e disse: "Ok ragazzi, il passato è passato... che ne dite di andare al Mc Donald più vicino?" "Buona idea, ci sto!" disse Percy.
Mentre si incamminavano, Leo chiese: "Perché hai cambiato idea così velocemente? Cosa ti ha spinto?" il figlio di Ade rispose: "Diciamo che voglio godermi la vita finché dura."
"Wow", riprese il figlio di Efesto, "siamo sicuri che questo sia Nico di Angelo e non un Eidolon?"
"Assolutamente, Valdez!"rispose Nico, poi continuò: "A proposito di te, Jackson, tutto quel discorso sulla vita, la morte, il dolore... siamo sicuri che tu sia lo stesso Percy che ha detto a Frank di trasformarsi in un delfino pazzo? Lo stesso patito di cibo blu?"
Il figlio di Poseidone rispose: "Intanto il cibo blu mi piace ancora. Per quanto riguarda Frank... ero solo un ragazzino... ed ero stressato per la missione troppo complicata, che strano, vero? Non era mai successo prima..."
Nico riprese: "C'è chi matura... e chi non cambierà mai, vero Valdez?"
"Hey! Che cosa stai insinuando?" rispose il diretto interessato ridendo.
Continuarono a parlare scherzando, ricordando il passato e ragionando sul presente; non avevano dimenticato Bianca e Jason, semplicemente avevano capito che la vita va avanti e non si può continuare a rimuginare sul passato: durante la vita ci sono momenti per piangere i morti, momenti per andare al Mc Donald con gli amici ridendo e scherzando, momenti per salvare il mondo risolvendo i problemi degli... enti superiori.
Angolo autrice
Ciao! Questa è la mia prima storia su Wattpad. Spero vi piaccia. Accetto sia critiche sia suggerimenti. Non pubblicherò con regolarità, ma quando avrò tempo.
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Eroi dell'Olimpo: nuove storie
FanfictionTutto ciò che invade la mia mente e che ha a che fare con Percy Jackson. Principalmente brevi storie con protagonisti i nostri semidei preferiti.
