☀️Shadows: Capitolo VI - Emery

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Ecco, finalmente, il capitolo deciso dalla vincitrice del gioco delle citazioni @FabianaMolino !
Buona lettura

Emery's point of view

Emery si gira e si rigira tra le coperte, tormentata dagli ultimi ricordi dell'amica Beth.

Ora la biondina sta urlando nel suo sogno, mentre il portale la richiama, attorcigliando dei tentacoli violastri lungo le sue gambe.

Emery corre, corre più veloce che può ed allunga entrambe le braccia per afferrare la mani, che ora si agitano in cerca di un appiglio, di Beth.

Ma, proprio quando sono così vicine, gli occhi verdi sgranati scompaiono nel viola dell'altra dimensione, lasciando Emery inginocchiata a terra, tremante di disperazione e shock.

L'ha persa per sempre, e non ha potuto nemmeno avvicinarsi di un singolo passo. Un passo per salvarla.

«Beth... no... No!» mormora, aprendo di scatto gli occhi e ritrovandosi al buio.

Il suo corpo trema e lei si porta una mano davanti alla bocca.

Scossa nel suo dolore, piange in silenzio, piegata in due dalla perdita.

Si appoggia tremante al bordo del lavandino. È in bagno. Da sola. Che sia ancora tutto un sogno?

Un rivolo di saliva le cola dalle labbra fino al mento e minaccia di scendere anche lungo il collo, che porterebbe così a macchiare la vestaglia azzurra.

L'indumento è un leggero capo lungo e monocolore, dalle maniche lunghe e morbide, largo quanto basta per permettere ogni tipo di movimento, ma non troppo da nascondere le curve del corpo di Emery.

L'affondare prepotente dei denti nella pelle sensibile della bocca ha appena aperto un solco profondo abbastanza da lasciare che il sangue inizi a sgorgare senza problemi.

Emery si osserva allo specchio respirando piano. Gli occhi lucidi e gonfi, circondati da una sbiadita patina di trucco scrostato, paiono come due pozzi vuoti di emozioni, ma pieni di pensieri.

Vede le guance arrossate dal pianto ed i capelli sciolti arruffati e resi selvaggi dall'incubo. Sono i segni della sua sofferenza, ora tangibile sulla sua pelle.

Avvicina le mani tremanti al rubinetto ed apre l'acqua, portandola alla temperatura più gelata e pungente che c'è. Afferra la saponetta e sfrega, sfrega le dita bagnate di pianto e di vomito, sfrega fino a raschiare la pelle.

Poi struscia le dita insaponate e appiccicose alla bocca, ingurgitando anche parte della miscela ripugnante che si è venuta a creare, un composto che ora ha anche il sapore del sangue.

Immerge le dita sotto al getto freddo, sciacquandosi anche la parte inferiore del viso e liberandosi così dello sporco.

Se potesse, laverebbe anche la sua anima per poterla purificare almeno momentaneamente dal dolore. Lo avrebbe voluto fare già una volta in passato.

Però, il sangue continua a defluire dalla spaccatura del labbro inferiore e così la ragazza pigia con forza l'indice sulla ferita, mimando inconsapevolmente il gesto del silenzio.

Un silenzio pesante che aleggia nella casa, ingabbiata dal sonno.

Con gli occhi puntati sulla sua immagine riflessa, Emery si accorge di qualcosa. Qualcosa che forse aveva notato come sensazione, ma che ora è diventata presenza.

Abbassa lentamente il dito sporco di sangue e nota di essere in tensione. In estrema tensione, tanto che la pelle d'oca non tarda ad arrivare. Le sue orecchie captano dei rumori dall'esterno e, quel che è peggio, è che il sesto senso sta premendo per essere ascoltato. Un campanello d'allarme grida nella sua testa.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Dec 28, 2020 ⏰

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