37. Fra le ombre 💙

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❧ 𝓢𝓮𝓽𝓱 ☙

Non so esattamente quando sia successo, forse mentre la guardavo ridere, forse quando ha iniziato a vedermi davvero senza paura di quello che avrebbe trovato dall'altra parte. O forse l'altra notte, quando si è lasciata andare tra le mie braccia e per qualche minuto, ho smesso di chiedermi quanto sarebbe potuta durare.

So solo che adesso sono fottutamente perso ... perso di lei e la cosa peggiore è che non mi dispiace affatto.

Rimango disteso sul letto, con lo sguardo fisso sul soffitto, mentre nella mia testa continuano a scorrere immagini di questi ultimi, incredibili giorni: il suo sorriso, la sua voce, quel modo che ha di guardarmi come se riuscisse a vedere qualcosa che io stesso non riesco più a trovare o che, forse, non ho mai trovato.

Mai avrei pensato che mi potesse succedere una cosa del genere, non a me.

Ho passato così tanto tempo a convincermi di non essere fatto per certe cose che ormai ci avevo creduto davvero: la fiducia, qualcuno che scegliesse di restare e figuriamoci l'amore. Tutte cose che appartengono alle persone normali, non di certo ad uno come me.

Io sono quello che rovina le cose, quello che tiene tutti a distanza perché è più semplice essere odiato che essere amato e quello che perde sempre tutto, eppure Lis continua a fare l'esatto contrario di quello che dovrebbe: si avvicina e resta, ... resta davvero e soprattutto mi guarda come se non fossi sbagliato, come se non ci fosse niente da cui salvarsi ed è questo a farmi più paura di tutto, perché quando sono con lei, per la prima volta, riesco quasi ad immaginare che forse mi sono sbagliato, magari non sono davvero destinato a rimanere nelle ombre ma piuttosto mi posso permettere anche io un po' di luce.

Il pensiero mi attraversa la mente e quasi mi viene da ridere: io che penso alla speranza, ... io. Se qualcuno me l'avesse detto qualche mese fa, gli avrei dato del pazzo.

Poi è arrivata lei, quella ragazzina impicciona e ha iniziato, senza nemmeno rendersene conto, a far crollare ogni certezza che avevo costruito intorno a me con non poca fatica.

Quando poi chiudo gli occhi, inevitabilmente torno all'altra notte, a lei, sdraiata sul mio letto, esposta, ma senza alcuna paura. È come se il mio corpo avesse imparato a ricordarla prima ancora della mia testa. La sensazione delle sue mani, il suo respiro vicino al mio... Mi passo una mano sul viso e lascio uscire lentamente il fiato, o rischio di peggiorare la situazione già critica lì in basso. Ho una fottuta voglia di toccarla di nuovo, di sentire la sua pelle calda al profumo di cocco.

Dio, il suo corpo è come una fottuta droga, credo di esserne diventato dipendente ormai. La voglio vicino a me con una forza che non so più fingere di controllare.

Ed è assurdo, perché fino a poco tempo fa ero convinto che tenere Lis lontana fosse l'unico modo per proteggerla. Adesso, comincio a chiedermi se non sia stata lei, invece, a proteggere me, perché ogni volta che mi guarda, quelle ombre sembrano un po' meno scure. E per la prima volta nella mia vita, mi permetto di pensare che da qualche parte oltre tutto ciò che ho distrutto nella mia vita, potrebbe esserci ancora qualcosa che mi aspetta: qualcosa che assomiglia alla felicità, qualcosa che assomiglia ad una ragazzina dai capelli color miele e gli occhi profondi come l'oceano.

Un sorriso mi sfugge ancora dalle labbra, quasi che non me ne accorgo nemmeno...

«Oh, cazzo!»

La voce di Luke arriva dalla porta, mi volto appena ma è troppo tardi ... click.

«Ma che diavolo ––» mi giro di scatto e lo vedo con il telefono ancora sollevato, un ghigno stampato in faccia.

«Hai appena fatto una foto?» chiedo scioccato.

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