Prologo 💙

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Dedica personale


A te che mi hai dato tanto.

A te che mi hai fatto credere nell'amore, nell'amore vero.

A te che sei sempre stato il mio migliore amico.

A te che sei arrivato nel mio momento più buio, e mi hai salvata,

come solo tu potevi fare.

Ti Amo T.

E ti amerò per sempre 💙





Dedica per voi lettori 💙

A chi crede ancora nell'amore,
quello che ti spezza il respiro,
senza chiedere il permesso

A chi ha il coraggio di sentire davvero, anche quando fa male.

A chi riesce a perdersi e ritrovarsi negli occhi di qualcun altro.

A chi ama senza riserve,
e a chi ama veramente, con tutto il cuore.







Estate di 3 anni fa

Quindici anni e, come ogni anno da quando sono nata, passavo l'estate nella mia casa al mare a Paradise Cove, Malibù. L'unico posto che abbia mai chiamato davvero "casa".

Il mio posto magico.

Lì potevo essere una versione diversa di me. Più leggera. Più coraggiosa. Più viva. Per tre mesi potevo fingere di avere un'altra vita, e forse era proprio questo il bello. I ricordi più significativi della mia esistenza sono legati a quel posto e sono incisi dentro di me. E quell'estate... quell'estate ha cambiato tutto.

Quello che è successo in quei mesi mi ha seguita negli anni come un'eco. Ha influenzato le mie scelte, i miei pensieri, perfino il modo in cui vedo l'amore.

L'estate per me significava solo divertimento, il sole, la spiaggia e le giornate infinite a giocare con mio fratello Simon e il nostro vicino di casa, Cris.

Poi il primo anno di liceo aveva cambiato qualcosa. Stavamo crescendo e si percepiva. I giochi erano diventati silenzi strani, risate diverse. E io sapevo che Cris mi guardava in un modo che non mi piaceva ammettere. Io però, non l'ho mai visto così. Per me era famiglia.

Ma questa non è la sua storia.

Questa è la storia di pochi istanti. Di momenti che mi hanno cambiata per sempre e che continuo a rivivere come scene di un film che non smette mai.

Con il liceo avevo iniziato a pensare molto di più agli altri, a come venivo vista, percepita. Non ero popolare, ma nemmeno invisibile. Ero nel mezzo. Sempre nel mezzo.

Tra quelli in fondo alla classe, che fingono di non interessarsi a niente, e quelli in prima fila. Io ero esattamente nel mezzo.

Una ragazza carina, sì, ma ancora impacciata. Mia madre diceva sempre che ero "acerba". E forse aveva ragione.

Quella mattina iniziò come sempre allo stesso modo. Mia madre ci trascinava in spiaggia all'alba. Nessuna delle mie amiche era sveglia a quell'ora, quindi passavo il tempo sul lettino del nostro stabilimento con il solito libro in mano. Ricordo la sabbia fredda sotto i piedi e il mare ancora grigio, addormentato, prima che il sole lo accendesse in quelle ore così calme.

FORSE NOIDonde viven las historias. Descúbrelo ahora