Andammo a casa dei Mikaelson. Ripensai alle parole di Elijah e agli sguardi di Klaus. I loro occhi mi avevano convinto, mi aveva stregato e mi ero fatta prendere dal momento. Sentirmi parte di una famiglia, però, mi sarebbe piaciuto. Quando arrivammo in città i Mikaelson sparirono nel nulla, forse per non farsi vedere insieme a me e così rimasi sola con Charles.
- Avete fatto la scelta sbagliata - disse lui guardando la gente per strada.
- Lo so ma qualunque scelta lo sarebbe stata -
- Avreste dovuto scegliere il vostro popolo... non loro - disse con disgusto.
- Signor Charles io sono sola. Non ho un popolo né una famiglia. Sapete che mia madre e mia zia hanno usato la magia nera su di me? Nessuno mi accetterebbe. Ora basta - dissi abbassando lo sguardo - Avete detto che leggete nel mio pensiero... - dissi ricordando le sue parole.
- Oh era solo per convincere quel vampiro a non uccidermi - fece spallucce.
- Non vi credo... - dissi guardandolo. Lui si voltò a guardarmi e sorrise.
- Perché dovrei mentirvi? -
- Non lo so ma in fondo tutti lo hanno fatto... - lui mi guardò dispiaciuto.
- È vero... posso leggervi nella mente. Posso leggere nella mente di tutti... - alzai lo sguardo.
- Anche la mente dei vampiri? -
- Anche la loro mente e se vi interessa saperlo, credo che a nessuno in quella famiglia importi di voi -
- Perché dite questo? -
- Ho letto la loro mente Clare, o almeno ci ho provato. Sono potenti, a volte è difficile... -
- Avete un potere straordinario...- terminai la sua frase.
- Certe volte, però, non vorrei sapere ciò che pensa la gente. Certe volte le persone hanno dei pensieri terribili, malvagi - disse con dispiacere - Decido io se e quando leggere nella mente delle persone ma a volte vorrei non avere questa capacità -
Io annuii e cercai di trovare quel "macello" di cui aveva parlato Charles. A dire il vero, c'era qualcosa di strano. I musicisti c'erano ma erano meno delle altre volte.
Strinsi le braccia al petto, una strana sensazione pervase il mio corpo.
Notai il negozio nel quale lavorava la ragazza dai capelli biondi che avevo incontrato nei giorni precedenti.
- Voglio entrare lì - dissi indicando il negozio. Charles ci pensò su e poi annuì. Quando entrammo nel negozio, vedemmo la ragazza sistemare degli scatoloni. Non si accorse della campanella che suonò e continuò a svolgere il suo lavoro. Charles fece un colpo di tosse, come per schiarirsi la voce.
- Oddio! - disse la ragazza girandosi verso di noi spaventata.
- Scusate non volevamo spaventarvi -
- Ma quale spavento! - disse lei più preoccupata di prima - Che ci fate qui? - disse sottovoce rivolgendosi a me.
- Io? - dissi non capendo.
- E chi altrimenti?! - disse arrabbiata - Dovete andare via di qui, ora - disse avvicinandosi.
- Perché? - non ci capivo nulla. Era molto nervosa, quasi arrabbiata.
- Non lo capite? Tutte le streghe e gli sciamani vi stanno cercando! -
- A me?! Ce.. Ce ne sono altri? -
- Si! Non so il perché ma vi stanno cercando e non potete rimanere qui - disse spingendoci fuori dalla porta - Fate attenzione e non fidatevi di nessuno - disse per poi chiudere la porta del negozio e lasciarci lì fuori come due idioti.
Ci guardammo e capimmo che qualcosa non andava, così ci incamminammo verdo "casa". Bussai frettolosamente alla porta che dopo poco venne aperta da Marcel.
- Clare - disse lui stupito - E voi dovete essere Charles -
- Rimandiamo le presentazioni - dissi entrando in casa e cominciando ad urlare il nome di Elijah. Intanto il ragazzo dagli occhi verdi si guardava intorno con stupore e meraviglia. Quella casa aveva uno strano effetto su tutti.
- Clarissa - disse Elijah scendendo le scale.
- Signorina Clare, bentornata -disse Kol sorridente.
- Mi stanno cercando - dissi.
- Chi? -
- Tutti - risposi.
Non sapevo cosa significasse che mi stessero cercando e non avevo idea di quante streghe potessero esserci a New Orleans. Avevo paura ma non sapevo nemmeno di cosa esattamente.
Elijah guardò Charles e poi Kol.
- Dobbiamo cominciare l'allenamento -
- Non era meglio portarla in campagna? Qui c'è troppa gente - disse Rebekah.
- No mia cara sorellina - disse Klaus uscendo dalla sala da pranzo - In campagna viveva la cara zietta. Avrà mille spie lì -
- E altre mille qui - disse lei - Nessuno può entrare nella sua camera. Portiamola a casa sua, lì sarà al sicuro -
- Vi state preoccupando per me? - dissi stupita.
- Per me stessa streghetta. Abbiamo bisogno di te per non farci uccidere -
- Come si uccide un vampiro? Sai giusto per sapere - dissi sorridendo. Lei fece lo stesso.
- Per uccidere un vampiro basta piantargli un paletto nel cuore - disse avvicinandosi a me e mentendo un dito sul mio petto - Ma per uccidere un originale, non serve un semplice paletto di legno, no. Serve un paletto di quercia bianca che per la sfortuna di molti, abbiamo bruciato tutto anni e anni fa. Mi dispiace, non potrai ucciderci - disse lei.
- E se non vi possono uccidere cosa vi faranno? -
- Oddio ma è stupida? -
- Sorella calmati. Lascia stare la nostra ospite - disse Kol - Signorina Clare, sono streghe, possono farci soffrire, possono dissanguarci e imprigionarci. Abbiamo bisogno di una strega per combattere le streghe - disse facendo l'occhiolino - direi che è il momento di darci del "tu". Fate parte della famiglia, vero? - disse prendendomi la mano e baciandola. Annuii incerta.
- Fa parte di cosa? - chiese Rebekah nervosa.
- Non lo sai sorella? Elijah ha gentilmente offerto un posto nella nostra famiglia a Clare. A quanto pare qualcuno si è fatto abbagliare dalla luce della splendida streghetta - disse Niklaus passandomi accanto e ridendo - Ma non parliamo di questo cari fratelli. La ragazza deve cominciare l'allenamento -
- Ho saputo che Moe tornerà tra due settimane forse anche di più - disse Marcel.
- Tornare da dove? - domandai.
Kol fece un sospiro.
- Sta radunando streghe, sciamani, tutti coloro che ci vogliono morti o almeno fuori dalla città -
Mai prima d'ora avevo sentito parlare di magia eppure a quanto pare le persone come me erano più di quante pensassi.
- Ce la faremo - disse Elijah rivolgendomi un sorriso rassicurante.
- In cosa consiste questo allenamento? - chiesi io.
- Oh signorina Clare, sarà meraviglioso - disse Kol - Io e il signor Charles vi aiuteremo ad apprezzare la vostra vera natura e vi insegneremo ad usare i vostri poteri senza fare troppi danni -
- In realtà signor Mikaelson - intervenne Charles - Sono io a doverla aiutare -
- Ma adesso fa parte della famiglia, no? - Kol sorrise malizioso.
- Vi leggo nel pensiero, lo so bene quello che pensate -
Si scambiarono uno sguardo di sfida.
- Io non lo so cosa pensate, nessuno di voi ma dovremmo smetterla di perderci in chiacchiere. Ho bisogno del maggior aiuto possibile -
Rebekah alzò gli occhi al cielo. Si era stancata di me dal primo istante che mi avevano vista.
Niklaus mi guardava con interesse, attento ad ogni movimento che facevo e ad ogni singola parola che dicevo. Cercavo di captare ciò che avevano in comune i Mikaelson.
Poi c'era Charles. I suoi occhi verdi trasmettevano fiducia eppure fidarmi era qualcosa che in quel momento non ero in grado di fare.
Bugie su bugie.
- Perché non cominciamo a insegnarle qualcosa? - disse Charles togliendosi la giacca e poggiandola su una poltrona. Tutti lo guardarono sorpresi - Che ne dici di imparare a controllarti? -
- La persona che dovrebbe controllarsi siete voi - disse Kol - sono io il suo "maestro" se così posso dire. È mio compito istruirla - Charles lo guardò, sorrise e poi gli mise una mano sullo stomaco. Cominciò a sussurrare delle parole in francese. Il ragazzo della famiglia Mikaelson cominciò a diventare quasi viola in viso e non riusciva a respirare. I fratelli cercarono di avvicinarsi a Charles ma non ci riuscirono. Nessuno riusciva a muoversi.
- Perché non si possono muovere? - dissi quasi spaventata.
- Ho fatto un incantesimo. Fino a quando avrò la mia mano sul suo stomaco nessuno potrà muoversi-
- Smettila... - dissi sottovoce vedendo il dolore che provava Kol.
- Perché? Adesso ho cominciato - rispose spingendo la mano sul suo stomaco. Kol cominciò a urlare.
- Lascialo subito o giuro che ti ucciderò. Ti strapperò il cuore - disse Klaus urlando.
- Kol! - urlò Rebekah.
- Smettila! Ora basta Charles! -
- Fammi smettere tu - disse sorridendo e facendo ancora più male a Kol. Le urla dell'uomo si fondevano con quelle dei suoi fratelli e con quelle nella mia testa, con le urla di quegli uomini quella notte in cui conobbi Klaus. Sentivo il sangue andarmi in testa, le mani sudare e avevo caldo, molto caldo. Tutto cominciò a muoversi.
- Stai calma Clare... calma - disse Charles guardandomi - Concentrati solo sulla mia voce - disse facendo sempre meno pressione sullo stomaco del ragazzo. Cercai di concentrarmi sulla sua voce ma non ci riuscii. Sentivo solo la voce di Klaus che insultava e minacciava Charles.
- Solo sulla mia voce, Clare - chiusi lentamente gli occhi e ascoltai le voci nella stanza, cercando la sua. Qualcuno sussurrò il mio nome. Aprii di scatto gli occhi e vidi Kol a terra che mi guardava, come tutti gli altri. Charles mi guardava con gli occhi spalancati. Klaus aveva quasi gli occhi lucidi.
- Clare... che cosa hai sentito? - mi chiese Charles.
- Il mio nome... -
- Ti sei resa conto di quello che hai fatto? - mossi la testa per indicare un "no".
- Hai annullato l'incantesimo... -
- Che ho fatto? -
- Hai annullato il mio incantesimo... come hai fatto? -
- Non lo so... -
- Hai un grande potere Clare Rose... - disse Charles - Sei molto potente - all'improvviso Klaus si avvicinò e lo prese per il collo.
- Chi è? - chiese.
- Non lo so... - rispose a fatica.
- Non lo sai? Beh vediamo cosa fa se ti strappo il cuore, può essere che me lo dice lei -
- Lei non sa cos'è - disse con poco fiato visto che non riusciva a respirare.
- Forse tu si - gli disse Kol alzandosi e avvicinandosi al ragazzo.
Gli diede un pugno nello stomaco, molto forte. Io non riuscivo a vedere scene del genere così appena vidi uscire del sangue dalla bocca del ragazzo dagli occhi verdi, sentii di nuovo quel potere scorrermi nelle vene. Questa volta mi concentrai sullo sguardo di Niklaus.
Era pieno di odio, di dolore, forse di stupore. L'unica cosa che ricordo è che cominciai a pronunciare delle parole, forse in francese. Poi mi risvegliai nella stanza in cui mi ero addormentata il giorno prima. Era mattino, le tende erano chiuse ma entrava un po' di luce.
Su una poltroncina se ne stava seduto tranquillamente Elijah. Si rese conto del fatto che fossi sveglia, mi guardò ed accennò un sorriso.
- Buongiorno Clarssa - mi disse - Penso sia il caso di fare una chiacchierata - io annuii e abbassai lo sguardo.
Heyyy. Come vi va? A me bene dai. Finalmente un nuovo capitolo. Volevo prima di tutto ringraziarvi per le 900 stelline che ha ricevuto la storia. Davvero, grazie♡. Tornando alla storia... vi è piaciuto questo capitolo? Spero di si. Io continuo ad odiare Charles e continuo ad amare Clare. Fatemi assolutamente sapere cosa pensate di questo capitolo e mi scuso se ci sono errori. Grazie mille a "MisSkidRow" per tutti tutti consigli che mi ha dato e per tutte le stelline che mi ha lasciato. Se vi va lasciate dei commenti, sapete che amo sapere cosa pensate dei vari capitoli.
Un bacio e a presto piccoli lettori e piccole lettrici♡