Punizioni

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La porta della classe si aprì e la vice preside entrò spalancando la porta. Il suono dei suoi tacchi riecheggiava in tutta la scuola anche se ormai le uniche persone rimaste a sentire quel rumore agghiaccianti erano solamente i bidelli.

<<Buon pomeriggio ragazzi>> disse freddamente la vicepreside mentre si strofinava le mani l'una contro l'altra << so che in questa scuola non siamo soliti prendere questo tipo di provvedimenti e che solitamente ci limitiamo a darvi note o a contattare i vostri genitori, ma questa volta visto ciò che ognuno di voi ha personalmente combinato abbiamo preferito prendere provvedimenti meno... ortodossi>> e dicendo ciò iniziò a camminare tra i banchi osservando i cinque ragazzi che si trovava davanti <<ognuno di voi ha infatti fatto qualcosa che ha dimostrato di meritarvi effettivamente questa punizione e non uscirete da qui fino a quando quell'orologio non scoccherà le sei in punto>> e dicendo ciò indicò l'orologio che si trovava sulla parete <<avete dunque quattro ore per ripulire da cima a fondo quest'aula e quando avrete finito andate pure in palestra che il sorvegliante vi sta aspettando per lucidare il campo da basket e per gonfiare i nuovi palloni.>> disse guardando male uno dei cinque ragazzi <<spero di essere stata chiara, iniziate pure togliendo le gomme da masticare da sotto i banchi>> concluse poi appoggiando sulla cattedra delle palette di metallo << e ricordatevi: ad maiora semper>> e dicendo ciò uscì dalla classe chiudendo la porta.

In classe calò un silenzio tombale, nessuno dei cinque ragazzi parlò.
Uno di loro cominciò a grattarsi la testa nervosamente, mentre un altro tirò fuori il telefono per guardare Instagram.

Ad un certo punto uno di loro, il più possente, si alzò e andò verso la cattedra prendendo i mano le cinque palette per poi dire <<beh allora meglio iniziare, no?>>
<<ugh sta zitto, Maffei>> rispose infastidito uno dei ragazzi mentre si sistemava i capelli guardando la sua immagine riflessa in uno specchietto
<<Cristiano ha ragione>> disse un altro ragazzo alzandosi <<infondo prima finiamo meglio è, no?>>
<<Grazie Luca>> rispose poi il ragazzo che si era alzato per primo, e dopo aver detto ciò si mise a distribuire le palette agli altri quattro ragazzi.

<<Tanto che senso ha? Hai sentito la vice preside prima delle sei non siamo fuori da qui. Abbiamo tempo da buttare>> disse il ragazzo che stava usando il cellulare, mentre lo posava sul banco
<< come hai fatto a portarlo dentro? A noi quattro ce l'hanno ritirato>> chiese Luca indicando il telefono.
<< Ma per favore... Lui è Francesco Barbieri. È già tanto che sia qui dentro insieme a noi>> rispose sbuffando il ragazzo dello specchietto
<<Scusa cosa vorresti insinuare?>>
<<No niente >> continuò l'altro ragazzo
<<Senti Dimitri...>> disse Francesco
<<Tancredi>> rispose l'altro in maniera scocciata <<mi chiamo Tancredi>> concluse poi dandogli le spalle.
<< Comunque anche a me hanno ritirato il telefono, questo è di scorta ma tanto non ha né giga di internet, né di memoria>> rispose Francesco.

<< Beh potremmo passare il tempo conoscendoci un po'? Che ne dite?>> disse Luca sorridendo.
Gli altri ragazzi lo guardarono con espressioni confuse e diffidenti facendogli capire che non era loro intenzione fare amicizia.
<<Tu là in fondo non hai ancora parlato, come ti chiami?>> disse rivolgendosi al ragazzo che sedeva in fondo all'aula.

Il ragazzo allora guardò Luca in maniera imbarazzata per poi distogliere lo sguardo dal ragazzo e fissare timidamente gli altri tre <<Ar...Arthur. Mi chiamo Arthur>>
<<Bel nome. Cos'è? Sud Americano?>> chiese poi Cristiano.
Arthur sbuffò in un leggero sorriso, poi disse <<No... mia madre è francese>>
<<Beh vedete ci stiamo già conoscendo>> disse ridendo Luca
<<Senti Luca apprezzo questo tuo tentativo di fare conoscenza, ma non siamo amici, anzi prima di oggi non credo neanche di aver parlato con la metà di voi>> rispose Francesco
<<Barbieri ha ragione >> disse Tancredi scocciato e ricominciando a guardarsi allo specchio.

In classe tornò il silenzio di prima.
<<va bene>> disse Luca <<tanto avrete sicuramente qualcosa di meglio da fare di Sabato pomeriggio... ah no giusto, siete chiusi qui dentro con noi>> concluse con tono sarcastico. Nessuno parlò.
<< A me va bene>> disse Arthur alzandosi dal fondo della classe e sedendosi sulla cattedra di fianco a Luca e a Cristiano.

I tre ragazzi allora guardarono in faccia Tancredi e Francesco seduti ai loro banchi, i quali iniziarono a scambiarsi sguardi scocciati. << Va bene...>> disse Francesco facendo spallucce <<ugh... okay>> concluse Tancredi alzando gli occhi al cielo.

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