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Autrice

Ecco il sequel del primo libro "La figlia di Vermouth." !

Vi ringrazio tantissimo, se non avete letto il primo libro vi consiglio di andarlo a leggere perchè  c'è lo spoiler della fine del primo libro quindii :) Ora vi lascio alla lettura.

L

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Conan's pov

giorni dopo dalla triste vicenda ci fu il funerale, un piovoso funerale.

Si trovavano tutti: la sua classe, i professori, Ran, Tooru, Kazuha, persino Vermouth si era presenentata, ovviamente senza far vedere il suo volto, e sicuramente voleva controllare se era una falsa.

E poi c'era Heiji. Non emetteva neanche un sentimento, era in un limbo, era proprio in trance, teneva un ombrello scuro con Kazuha al suo fianco che neanche lei profanava parola, e dietro a loro due c'erano i loro genitori. L'atmosfera era davvero pesante, e dopo la messa, la gente si mise in fila per salutare il defunto un'ultima volta.

Si trovarono tutti a casa di Heiji, prima di tutto perchè non si sapeva realmente dove abitava, così i genitori di Heiji, visto che per un po' di tempo ha abitato a casa loro, decisero di usare casa loro.

Non vedevo Heiji nei paraggi. Sapevo che se avesse visto determinate persone, per come è fatto, avrebbe iniziato una rissa, o almeno credevo. Vermouth però non la vidi a casa di Heiji. Possibile che era ancora in dubbio nonostante tutto? Impressionante come non esista una fiducia in lei, neanche in quel che vede con i suoi occhi.

Quando vidi Kazuha scendere e andare verso Ran, decisi di salire e andare nella stanza di Heiji, la sua stanza aveva la porta socchiusa e decisi di affacciarmi, il ragazzo dalla pelle olivastra era seduto sul letto, con il cappello e un foglio al suo fianco, si massaggiava le tempie con le dita, decisi di bussare e lui mi notò accogliendomi: "Entra." Mi sedetti al suo fianco, nel lato opposto dove si trovavano gli oggetti elencati precedentemente. Era stupido domandargli come stesse, si vede.

Ad un certo punto, nel silenzio più totale, mi prese dal colletto e mi guardò, si vedeva chiaro e tondo che stava trattenendo le lacrime, ma lui ne durante l'atto estremo di lei, ne durante il funerale e neanche adesso, non aveva versato una lacrima:"Spiegami perchè Shinichi." Lo guardai un po' preoccupato e iniziava a farmi male, perchè involontariamente stringeva sempre di più la presa, così misi le mie mani sulle sue per allentare la presa: "Ehi Heiji mi fai male." Dissi, cosa effettivamente vera. Lui non mi ascoltò, e non mi guardava: "Perchè tu non l'hai fermata. Avresti potuto farlo." Lui lasciò la presa e si ricompose guardando il vuoto verso terra.

Quanto mi dispiaceva. Lui non sapeva effettivamente la verità..

Mi alzai allontanandomi dal letto e dandogli le spalle per non far vedere il mio sguardo dispiaciuto e pieno di sensi di colpa: "Ti dico una cosa Heiji - lo guardai - in preda alla disperazione si è portati a compiere dei gesti estremi che purtroppo nessuno può evitarli." Heiji lo guardò e si avvicinò a lui per poi, senza stringere, poggiare le mani sulle mie spalle: "Dimmi la verità Shinichi, lei starà bene?" Lo guardai e poi abbassai lo sguardo e risposi: "Sì, spero di si."

Heiji si alzò e decise di cambiarsi mettendo il suo tipico Outfit: scarpe da ginnastica, Jeans di un colore strano, maglietta boreaux e la giacca ormai distrutta, poi mise quel foglio che si trovava precedentemente sul letto in un cassetto e il cappello se lo indossò: "Credo che per un po' di tempo accantonerò i casi e il mistero." Dichiarò mentre si sistemava il cappello davanti allo specchio che si trovava dentro l'armadio, lo guardai molto stupito dalla scelta. Ma decisi di non rispondere, non aveva tutti i torti, capisco il suo dolore, e questo non poteva solo che peggiorare le indagini. Annui in accordo con la sua decisione, lui accennò un sorriso e prese le chiavi della moto che si trovavano sulla scrivania: "Vado a farmi un giro, esco dalla porta sul retro, lo puoi riferire a Kazuha e a mia madre?" mi chiese, anche li accettai la sua richiesta: "Mi raccomando Heiji." Lui annuì e furtivamente uscì di casa prima di me.





Tre mesi dopo...


"...Pensavo che ti avrei sentita più tardi del previsto."

"Vienimi a prendere. Sono all'aeroporto di Tokyo."

"La figlia di Vermouth - parte II" - DCStories to obsess over. Discover now