La stazione di Kings Cross era trepidante e affollata di studenti che, accompagnati dalle loro famiglie, attendevano la loro partenza per la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Rose Minerva Weasley si faceva largo tra la folla spingendo il suo carrello di bagagli. Accompagnata dalla famiglia, la piccola Weasley scrutava la folla alla ricerca del suo migliore amico e cugino Albus. Entrambi avevano promesso: avrebbero affrontato il loro primo anno ad Hogwarts ed i successivi insieme. Non importava la casata, si sarebbero comunque persi cura l'uno dell'altra. Fu suo padre, Ronald Weasley, a scorgere la famiglia Potter in mezzo alla folla.
«Eccoli», disse Ron. Rose seguì lo sguardo del padre e finalmente lo vide. Assorto nei suoi pensieri, Albus Severus Potter guardava un punto impreciso dinanzi a sé. Gli occhi verdi del ragazzo lasciavano sfuggire un po' della preoccupazione che cercava di non manifestare. La ragazza corse verso il suo migliore amico e gli gettò le braccia al collo. Albus capì all'istante chi fosse e ricambiò la stretta.
«So che sei preoccupato ma siamo insieme, ricordi?», disse la rossa ancora stretta tra le sue braccia. Il moro si steccò quanto basta per poterla guardare negli occhi e con un piccolo sorriso annuì.
«Ovviamente per te esiste solo Albus in questa famiglia!», disse con voce divertita James. Entrambi tornarono alla realtà e la ragazza si affrettò a scusarsi e a salutare zii e cugini con le gote leggermente arrossate.
«Hai preso tutto, tesoro?». Rose si voltò verso la madre, Hermione Granger, e annuì.
«Hermione, sta tranquilla. Nostra figlia sa badare a sé stessa, quindi non iniziare la predica», intervenne il padre. Ron aveva troncato sul nascere i sermoni della moglie. Entrambi sapevano benissimo quanto fosse intelligente e giudiziosa la figlia, gran parte del suo carattere l'aveva ereditato dalla madre. A Rose Weasley bisognava ricordarle di divertirsi una volta ogni tanto e di non essere sempre così rigida. Hermione lanciò un'occhiataccia al marito e Rose sorrise istintivamente. Era sempre così tra i due.
«Papà, che guardi?», Rose seguì lo sguardo assorto del padre incrociando una famiglia assai singolare. Vestiti con abiti scuri di alta sartoria, i due adulti sorridevano al figlio. Il padre, dall'aria composta, poggiava una mano sulla spalla del ragazzo. Le piccole rughe ai lati degli occhi enfatizzavano lo sguardo fiero che rivolgeva al figlio. La madre, chinata sul ragazzo, gli carezzava la guancia con fare dolce. Le iridi brillanti rivelavano tutto l'amore che provava per lui. Ad eccezione della donna, padre e figlio si distinguevano per lo strano colore dei capelli. Era di uno strano biondo, quasi platinato, che poteva appartenere ad una sola famiglia: i Malfoy, nobile e facoltosa casata di maghi. Rose ne aveva già sentito parlare, il padre li nominava spesso. Non erano visti di buon occhio a causa della loro oscura reputazione di Mangiamorte e doppiogiochisti durante la Seconda Guerra Magica. La madre rimproverava spesso il padre, lei credeva nella redenzione e sosteneva che solamente Lucius e Narcissa Malfoy avessero le grandi colpe. Draco Malfoy era soltanto un ragazzo che aveva fatto tutte le scelte sbagliate ed era stato influenzato sin da piccolo con strane ideologie sulla purezza del sangue. Pur essendo passati molti anni dalla fine della guerra, la gente lanciava ancora strane occhiate ai membri della famiglia. Non era stato semplice ricominciare ma, piano piano, erano riusciti a riacquistare parte della fiducia persa. Rose non era riuscita a farsi un'idea personale della famiglia ed in quel momento non era molto importante. Non riusciva a vedere il ragazzo, egli le dava le spalle e osservava i genitori. La rossa pensava che la famiglia fosse più rigida di così, si stupì della dolcezza con cui i Malfoy si rivolgevano al figlio. Avrebbe voluto sentire ciò che i due comunicavano al figlio ma il padre la riportò alla realtà.
«E così quello è il piccolo Scorpius», commentò. «Cerca di batterlo in tutti gli esami, Rosie. Per fortuna hai il cervello di tua madre».
«Ron, per l'amor del cielo», ribatté Hermione, un po' seria un po' divertita. «Non cercare di metterli contro ancora prima che la scuola sia cominciata!»
STAI LEGGENDO
Stop and Stare
FanfictionRose e Scorpius si sentono diversi l'una dall'altro, eppure, sono così simili. Tra i molti pregiudizi, riusciranno a leggersi dentro fino in fondo ed abbattere le barriere le li circondano?
