Tre

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Non si era accorta che stava correndo verso di lui, ma sentiva le voci delle tre sorelle singhiozzanti che intonavano un lamento funebre. Riusciva a scorgerle dietro al ragazzo alto e abbronzato che, lei lo sapeva, era Lucas, e alle spalle del ragazzino accanto a lui, castano e più piccolo di statura. Le sorelle si strappavano i capelli a ciocche con quasi a estirparsi lo scalpo e puntavano il dito contro i due ragazzi, sibilando tanti nomi, nomi di persone assassinate tanto tempo prima. Helen capì subito cosa doveva fare.
Nell'attimo che ci mise a percorre la distanza che li separava, Helen notò che il ragazzo più basso si stava scagliando contro di lei ma veniva bloccato da Lucas che, allungando un braccio, lo mandò a sbattere contro gli armadietti alle sue spalle. Poi tutto il corpo di Helen si irrigidì, teso come un arco.
<<Cassandra, ferma dove sei!>> strillò Lucas con la faccia quasi appiccicata a quella di Helen. <<È molto forte.>>
Le braccia di lei bruciavano e gli ossicini dei polsi sembravano frantumarsi. Lucas glieli aveva afferrati per non farsi strozzare. Erano come pietrificati in quella posizione, e se fosse riuscita ad avvicinare un po' le dita, sarebbe arrivata alla gola.
E poi? domandò una vocina nella sua testa. E la risposta fu: Strozzalo!
Gli occhi meravigliosamente azzurri di Lucas si dilatarono per la sorpresa. Helen stava avendo la meglio. Una delle sue unghie gli graffiò la pelle sulla giugulare nel tentativo di squarciarla. Quindi, prima che Helen riuscisse a rendersene conto, Lucas le fece fare una giravolta e le strinse contro il suo torace, bloccandole le braccia contro il seno e allungandole le gambe. Quella posizione le aveva fatto perdere l'equilibrio, impedendole di affondare il tallone nel collo del piede di Lucas. Era stata immobilizzata.
<<Chi sei? Qual è la tua Casa?>> le bisbigliò all'orecchio, scuotendola per ribadire il concetto. Helen era sconvolta e non capiva.
Helen iniziò a strillare come un'ossessa, poi improvvisamente si bloccò. Tutti la fissavano.
Per il dolore Helen si piegò in due con terribili crampi allo stomaco. Di colpo Lucas mollò la presa come se avesse avuto in mano una torcia incandescente, ed Helen crollò a terra.
<<Signorina Hamilton! Signorina... Helen! Helen, guardami negli occhi!>> urlò Hergeshimer. Si era inginocchiato a terra accanto a lei.
Helen fissò la faccia sudata del professore, aveva tutti i capelli arruffati e per lo scontro aveva gli occhiali tutti storti. Per un attimo Helen si domandò se non fosse stata lei a colpirlo, quindi scoppiò a piangere.
<<Cosa ho fatto di male?>> piagnucolò.
<<Calmati, è tutto a posto>> disse Herge freddo. <<E voi tornate tutti in classe. Subito!>> gridò alla folla di ragazzini che erano lì a bocca aperta e che si dispersero appena Hergeshimer si alzò in piedi e riprese in mano la situazione.
<<E voi...>> indicò Lucas e Jason. <<Seguitemi nell'ufficio del preside. Mills! Aoki! Voi accompagnate la Hamilton in infermeria e poi rientrate in classe. Intesi?>>
Subito Matt si fece avanti e, mettendosi un braccio di Helen intorno al collo, aiuto l'amica ad alzarsi. Helen alzò lo sguardo e notò che Lucas la fissava mentre si allontanava in silenzio con Hergeshimer.

Poco dopo Jerry era sconvolto. La dottoressa gli raccontò cos'era successo, spiegando che Helen aveva avuto un serio colpo di sole, e questo poteva aver causato una strana reazione. Jerry ascoltò pazientemente, poi chiese alla Crane di restare solo per un attimo con la figlia, e fu subito accontentato.
All'inizio Jerry non disse una parola, limitandosi a camminare intono al lettino mentre Helen si gingillava con la sua collanina. Infine andò a sedersi accanto a lei.
<<A me dirai la verità, vero?>> disse sottovoce. Helen fece segno di sì. <<Stai male?>>
<<Non lo so, papà. Non sto bene... Ma non so cosa c'è che non va>> rispose sincera.
<<Dobbiamo portarti da un medico.>>
<<Lo immaginavo>> annuì Helen. Si scambiarono un sorriso e a un tratto si girarono al suono di passi che accorrevano verso l'infermeria.
Jerry si alzò dal lettino, facendo scudo a Helen. Un marcantonio palestrato sulla quarantina fece irruzione nella stanza. Helen saltò giù dal lettino e vi si rifugiò dietro, cercando con lo sguardo un'altra uscita che però non c'era. Ebbe la sensazione che la sua vita stesse per finire.
In un angolo dell'infermeria apparve una delle sorelle singhiozzanti. Era accovacciata e, con la faccia nascosta da una cortina di capelli luridi, borbottava qualcosa e ripeteva << sangue chiama sangue>> sbattendo continuamente la testa contro il muro.
Helen si tappò le orecchie, distolse lo sguardo dall'orrore nell'angolo e trovò il coraggio di alzare gli occhi su quel tizio enorme. I due capirono immediatamente di avere qualcosa in comune.
Il tizio si mise a fissare Jerry, e uno sguardo quasi divertito di incredulità parve scongiurare quella che avrebbe potuto essere una rissa in piena regola.
<<È lei il... padre della ragazzina che ha aggredito mio figlio?>> fece, quasi balbettando.
Jerry annuì seccamente.<<È stata mia figlia Helen>> rispose, indicandola. <<Mi chiamo Jerry Hamilton.>>
<<Castor Delos>> disse. <<Noel, mia moglie, non è potuta venire. È la madre di Helen?>>
Jerry scosse la testa. <<Simao solo io e Helen>> rispose in un tono che non ammetteva repliche.
Gli occhi di Castor saettarono prima verso Helen, poi di nuovo verso Jerry che corrugò la fronte come se stesse facendo mente locale. <<Mi scusi. Non volevo immischiarmi nei vostri affari. Cosa me dice di scambiare quattro chiacchiere da soli?>>
<<No!>> strillò Helen. E afferrò il braccio del padre dall'altra parte del lettino, allontanandolo da Castor.
<<E adesso cosa di prende?>> urlò anche Jerry, cercando inutilmente di liberarsi di Helen.
<<Ti prego, non andare con lui!>> lo implorò con gli occhi pieni di lacrime.
Jerry sbuffò, abbracciò Helen e la strinse a sé per consolarla. <<Helen non si sente bene>> spiegò a Castor che assisteva solidale alla scena.
<<Anch'io ho una figlia>> fece Castor, come se questo spiegasse tutto.
La signora Crane e il preside Hoover si precipitarono nella stanza come se avessero corso per inseguire Castor.
<<Signor Delos...>> attaccò il preside stizzito, ma Castor gli tolse la parola.
<<Jerry, mi auguro che sua figlia si rimetta presto. Anch'io una volta ho avuto un colpo di sole e ne ho combinate di tutti i colori. Un' insolazione può provocare delle allucinazioni...>> spiegò a tutti e a nessuno.
Helen notò che Castor le aveva lanciato un'occhiata veloce e poi aveva sbirciato l'angolo dove la sorella singhiozzante si stava ancora dimenando. Se la vedeva anche lui, come cavolo facevano due persone ad avere la stessa allucinazione?
<<Bene, meglio così. Niente rancore allora?>> domandò il preside Hoover, perplesso, fissando prima l'uno, poi l'altro.
<<Di sicuro non da parte mia né da parte di mio figlio. Semmai, sono preoccupato per lei, signorina>> fece Castor, rivolto a Helen. <<Lucas mi ha raccontato che ha dovuto ricorrere alle maniere... forti. Le ha fatto male?>> domandò. A prima vista sembrava una persona straordinariamente educata, ma Helen non ci cascava. Castor stava soltanto cercando di capire quanto fosse forte.
<<Sto bene>> rispose Helen acida. <<Non ho nemmeno un graffio.>>
Castor sgranò gli occhi. Helen non sapeva perché stesse stuzzicando un adulto, per giunta un mezzo gigante nel fiore degli anni, ma non poteva farne a meno. Di solito odiava così tanto le discussioni che trovava insopportabile quei volgari Talk Show televisivi dove tutti si parlavano addosso, ed ecco che per la seconda volta in mezz'ora le veniva voglia di attaccare briga con uno che era molto più grosso e forte di lei. Grazie al cielo, non aveva ancora provato a fare fuori il padre come aveva tentato con il figlio. Nessuno l'aveva mai fatta infuriare come Lucas, ma Helen sentiva anche l'impulso di provocare Castor. Questo desiderio la sconcertò.
<<Meglio così sono contento>>rivolto al preside, mise in chiaro che lui e la sua famiglia non volevano che Helen fosse punita.
<<Jerry, ora faresti meglio a portarla a casa>> suggerì la signora Crane con un sorriso comprensivo.
Andando verso il parcheggio, Helen chinò il capo, ma si accorse che gli altri studenti non le toglievano gli occhi di dosso. Mentre montava in macchina, vide i due Delos uscire da scuola scortati dal padre. Gli occhi di Lucas incrociarono i suoi con aria di sfida. Castor si fermò e posò una mano sul collo del figlio per parlargli. Infine Lucas depose le armi e lanciò un'occhiata veloce al padre prima di annuire e chinare la testa.
Iniziò a piovere. Una, poi due, tre grosse gocce di pioggia estiva caddero giù, e a un tratto l'aria si riempì d'acqua. Helen sbatté la portiera e sbirciò il padre che stava tenendo d'occhio i Delos.
<<Quale hai aggredito?>>fece Jerry, trattenendo a stento il ghigno.
<<Quello più grosso>> rispose Helen e un mezzo sorriso le comparve sul viso.
Jerry guardò Helen con un'aria stupita e ingranò la marcia.
<<Poteva farti male, sei stata fortunata>> disse, senza scherzarci sopra.
Helen annuì timidamente, ma stava pensando che in realtà il fortunato dei due era stato Lucas. La stranezza di quei pensieri la fece ammutolire per il resto del tragitto verso casa.

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