5. Ho paura degli uomini

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I miei ricordi sono piccole grandi tele bianche. Piccole tele gialle. Grandi tele nere. Rosse. Azzurre. Viola. Tele che verranno distrutte, spezzate e abbandonate nei cassetti del bagno, tra le bottiglie di birra e l'asciugacapelli. Non c'è nulla che valga la pena di ricordare. Un giorno per me sarai una stronza, l'altro, invece, sarai la persona a cui tengo di più al mondo. Sarai una di quelle tele, che con cura aggiusterò ma che saprai esser stata rotta, mille e mille volte. Non ci tengo alle persone. Le canzoni sanno di persone. Le altalene sanno di persone. Di disturbi. Di traumi. Di attacchi di panico in metropolitana. Sono la mia eterna condanna. Mi fido cosí ciecamente. Mi chiedi indicazioni, mi chiedi di accarezzarti il cazzo, e io mi scuserò di non volerlo fare. Sono malata. Sono una codarda. Ma il cazzo non te lo voglio toccare. Mi dispiace. Quando le persone iniziano a non prenderti sul serio, devi piangere. E se non riesci a piangere, ridi con loro, ti farà meno paura. E se loro piangono con te, inizia a ridere, loro avranno meno paura di quanta ne hai tu. E che cazzo me ne frega di loro, dici? Beh, hai ragione, ma io senza gli altri non saprei cosa farci di me stessa. C'è un po' di pazzia. È pesante. Mi sento pesante. Non ti lascerò (mai).

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