1. Malata

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Non si è mai davvero malati. Sputo sangue? Eh allora? È tutto nella mia testa. È sempre tutto nella mia testa. Posso anche uscire in maniche corte in pieno inverno e non mi verrà nulla. L'ho fatto per due anni, ho sperimentato su me stessa, e ho sempre avuto abbastanza ragione da non prendermi nemmeno una polmonite. Non si è mai davvero malati, ma io mi sento sempre un po' malata. Il mio corpo è in decadenza, il mio corpo ora dopo ora sembra ammosciarsi ed espandersi sul terreno, col grasso che si discioglie tra le mattonelle e i muscoli sulle padelle della cucina. Un bicchiere di latte. Un bicchiere di latte che si rovescia sulla tovaglia plastificata. Ci passi il dito sopra, si divide, rimane diviso, ma rimane sempre lì. Lo hai mai tenuto un cadavere nell'armadio? Nemmeno io, ma scommetto puzzi un sacco. Il mio corpo ha lo stesso odore, se sentito bene. Pure le sue parole puzzano, saranno vere? Penso che anche mia madre sia malata. Anzi, voglio che lo sia. Il suo cadavere puzzerà? O avrà un buon odore? Spero profumi di vaniglia. Ogni cosa, fortunatamente o meno, ha una fine, ma lei sembra sempre viva, eternamente infelice, con le sue birre nel cestino del bagno. Lei non beve mai. Le butta solo nel cesso e poi le abbandona per casa. Non è vero invece, lei beve sempre. Sarebbe una bella trama per un film drammatico, ma da quando è nata mia sorella non ha più toccato nessun alcolico. Non che prima lo facesse, ma quando si sentiva triste qualche sorso lo faceva. Lo faccio pure io, non spesso, quasi ogni settimana. Fumo, bevo, mi addormento, ma dimentico di svegliarmi. È un po' una routine di merda, non trovi? Non volevo essere come lei, ma sono finita per diventare la sua copia. Anche questo è triste. L'ho evitata, l'ho denigrata, l'ho umiliata, e così facendo ho solamente preso il suo esempio. Io la amo, capisci? Lo capisci? Mi senti? Riesci a sentirmi? Io la amo. La amo tanto, più di quanto abbia mai amato qualcuno. Forse per quello riesco ad odiarla tanto. Se non la amassi con tutta me stessa non riuscirei ad odiarla con eguale violenza. Voglio aiutarla. Voglio distruggerla. Voglio che muoia. Voglio che mi ami. Mi ama? Questo ancora non lo so. Ma non voglio che muoia, fa morire me piuttosto. Non ho fumato per tre giorni. Ho girato due tabaccherie diverse in cerca del tabacco nuovo che volevo provare. Ho fumato la stessa merda per quattro mesi e se avessi vomitato una di queste sere probabilmente avrei vomitato Chesterfield Blue naturale. Se dovessi vomitare domani vomiterei Chesterfield Blue naturale, perchè non ho trovato nulla ed ero stanca di cercare. Sono sempre stanca di cercare. Maricica è stata la nostra donna di casa per quattro anni. Ma chi voglio prendere in giro, è stata la mia babysitter per quattro anni. Adesso è incinta anche lei, sconsolata continua a camminare negli ospedali, col suo italiano strascicato e la sua discalculia latente nel palato. Non li sa leggere i numeri. Le chiedevo sempre l'ora e mi diceva che erano le trentotto e venti. Le trentotto e venti. Le otto e trentotto? Le sei e venti? Che cazzo di ore erano? Non lo sapevo mai. Mi incazzavo, le urlavo contro, ma non controllavo nemmeno l'ora. Le chiedevo di ripeterla finchè non la diceva giusta. Ero una stronza? Forse. Sono una stronza? Con certezza. Ora che non c'è più appena esco da scuola vado a casa, torno a Massaua per aver dimenticato le chiavi, torno nuovamente a casa, mi faccio da mangiare (anche se solitamente mangio qualcosa la bar di mia madre), lavo i piatti della sera prima, metto a posto casa, tengo mia sorella, faccio cena, e dormo. Dormo per davvero? Non lo so nemmeno io.

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