Capitolo 34

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“Dovremmo andare?” Harry sussurra nell’oscurità. Pigramente sposto gli occhi dal cielo per guardarlo.

“Se vuoi.” Sussurro di rimando.

“Beh, non voglio, ma sei stanca? O, hai freddo?”

“Un po’ di entrambe, ma sto bene. Tu?”

“Sono un po’ stanco, ma oltre questo sto bene.”

“C’è un altro posto dove possiamo andare, ma possiamo andarci domani sera, se vuoi.”

“Sembra bello.” Alzo la testa sal suo petto e mi alzo. Raggiungo la mano di Harry per aiutarlo ad alzarsi, e lui l’afferra velocemente. Dopo esserci puliti i vestiti dall’erba, cominciamo a scendere giù dalla collina. Cerco di non inciampare, trovandolo difficile, dato che è buio. Appena raggiungiamo la fine, apro la macchina ed entriamo. Accendo il motore, e comincio a guidare.

Dopo un lungo giro in macchina, con me che cercavo di tenere gli occhi aperti, finalmente mi fermo davanti casa mia. Appena spengo il motore, appoggio la testa sul volante e chiudo gli occhi. Finalmente non devo più cercare di tenerli aperti. Sento Harry slacciarsi la cintura e uscire. Lentamente alzo la testa e cerco la maniglia, ma quando sto per aprirla, Harry la apre al posto mio e mi porta fra le sue braccia.

“Non devi portarmi.” Dico, cercando di resistere dall’appoggiarmi sul suo petto.

“Shh.” Replica, e mi arrendo, chiudendo gli occhi, e lasciando che il sonno mi prenda.

**

“Dallas Whake è morto.” Disse l’uomo. Lara non pianse. Lei sapeva. Sapeva dal momento in cui Dallas non si fece vedere a scuola, che era andato. Lei fissò l’uomo, e l’uomo fissò lei. Poi fissò la piega fra i suoi occhi marroni, e il modo in cui il suo labbro superiore era leggermente increspato, qualcosa che nessuno sembrasse averlo notato.Lei lo aveva notato, perché era esattamente come il labbro di Dallas. Lei non poteva credere che l’uomo che stava di fronte a lei era il padre di Dallas. L’uomo che l’aveva lasciato. Ha lasciato Dallas a vivere con i suoi nonni, senza una spiegazione.

“Sai,” Cominciò Lara, la sua voce tremava. “La stupidità della società di oggi è affascinante. Non dovresti dire il suo nome come se fosse un problema, perché detto francamente, lui diceva il tuo nome come se ti volesse lodare, nonostante lo hai lasciato. Tu hai lasciato Dallas, e adesso lui ha lasciato te, e me. Cerca di fare di meglio.”

Lara prese il pezzo di carta nelle sue mani, e uscì dalla porta aperta. Nessuna lacrima scendeva sul suo viso mentre camminava verso la sua macchina. Si sedette al suo posto e fissò il suo nome scritto nella scrittura di Dallas. Infilò la lettera nella tasca, prima di accendere il motore e immettersi nella strada. Guidò fino a quando non riuscì a vedere più niente a causa delle lacrime, fino a quando dovette fermarsi perché non riusciva a respirare.

Chiuse le mani sul suo viso e pianse. Le sue spalle sobbalzavano dai suoi singhiozzi. Si asciugò con la manica, e tirò fuori la lettera dalla sua tasca.

 

Cara Lara, a.k.a. La ragazza più bella che sia mai esistita,

Lo sto finalmente facendo. Sto andando via da questa città. Non importa quanto abbia detto di amarla, perché non è vero. La amo solo perché tu sei qui, e se tu non ci fossi stata quel primo giorno di scuola, con i tuoi capelli tirati in uno chignon, la tua allegria che si abbinava perfettamente al tuo corpo, e quel dolce sorriso con il quale mi domandasti il mio nome, io non sarei mai rimasto.

Tornerò per te. Lo prometto. Potremmo avere le stesse conversazioni che abbiamo sempre avuto. E poi asciugarti le lacrime. Tornerò e ti porterò in un posto. Un posto che sappiamo solo noi. Dove nessuno può dirci che siamo troppo giovani per amarci, e che non durerà.

StalkerStyles (Traduzione italiana)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora