Prologo

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Era una notte gelida, me la ricordo benissimo:
La luna era di un rosso accesso, quasi luminoso, ed io ero solo, privo di ogni veste e piangente.
La ferita causata dalla caduta era piuttosto ampia e l'emorragia sembrava aumentare sempre di più, nel mentre tentavo di fermarla.
I miei capelli rossi, del medesimo colore del sangue, venivano scossi dalla brezza, così come le lacrime, che venivano trasportate dal vento: alcune di esse si disperdevano nell'atmosfera, mentre altre proseguivano spedite lungo i lineamenti del mio candido viso da dodicenne, impaurito ed ancora scosso dall'accaduto.
Oltre al braccio, anche le mie gambe erano doloranti, essendo caduto dal cielo con tale potenza.
Fin da piccoli, noi demoni siamo addestrati a non provare nessun tipo di emozione, ritenute futili e prive di utilità.
Nonostante fossi d'accordo con questo nostro ideale, in quel momento, la mia mente era sopraffatta dalla paura, sentimento inconcepibile per noi.
Non riuscivo a smettere di tremare.
Non avrei mai immaginato che questo senso di trepidazione, da lì a poco, sarebbe svanito grazie all'incontro con un comunissimo essere umano.
Il destino è imprevedibile, proprio come quando si gioca a carte: molto spesso si pensa di avere la vittoria in tasca, ma basta una sola carta da parte dell'avversario per rovinare tutti i tuoi piani.
Non sono mai stato bravo a giocare a questo genere di giochi, ma in quel momento sentivo di aver vinto qualcosa, per la prima volta nella mia vita:
La salvezza.
La figura magra del ragazzo si avvicinò a me, rivelando così il suo volto:
Non riuscì a non rimanere stregato dai suoi magnetici occhi grigi, così profondi, che guardavano i miei, scuri.
La pelle pallida faceva contrasto con i capelli corvini, che gli donavano un aria misteriosamente affascinante.
Le labbra erano talmente ben lineate da sembrare disegnate e il viso era pieno di minuscole lentiggini, che ricoprivano la zona del naso, fino ad estendersi verso le guance.
Mi porse la mano, in gesto d'amicizia, come per cercare di aiutarmi.
Posai la mia, esile, sulla sua, dalle dita affusolate:
Da lì, la nostra storia ebbe inizio.
Chi avrebbe mai detto che persino i demoni possono avere un proprio angelo custode.

Too human to be a devilStories to obsess over. Discover now