Musica da ascoltare ❤ : https://www.youtube.com/watch?v=523DDzuMw9Q
05/06/16
ZEROPOV
C'era vento quel giorno.
Erano le cinque del mattino ed Emilie si apprestava a raggiungere l'enorme ingresso dell'aeroporto che si ergeva davanti a lei.
Fiumicino, finalmente.
Passo spedito, fiato corto, e qualche lacrima che le rigava il viso.
Era così tipico di lei.
Non dovrebbe essere il giorno più bello della sua vita dite voi?
Lo era di certo, quello che aveva tanto aspettato.. l'unica data che l'aveva portata a spingersi oltre al suo limite per laurearsi in anticipo di una sessione e fuggire finalmente via dal suo Paese natale, l'Italia.
Dopo cinque anni di pesante agonia sui libri, spaziando tra formule chimiche, medicinali di ogni genere , e terapie per malattie inimmaginabili, anche lei c'era riuscita.
Aveva preso quella sudatissima laurea magistrale in farmacia.
Giovane, in gamba, slanciata, dava l'idea della ragazza perfetta!
Soprattutto per l'impegno che ci metteva, certo.. ma soprattutto per quelle maledette fossette che le comparivano vicino agli zigomi ogni volta che accennava ad un sorriso, quel tipo di sorriso che poteva sciogliere chiunque per la dolcezza che emanava.
Era una di quelle che sorrideva sempre, ma a labbra serrate, tirate, arrossendo..
Quella sorta di imbarazzo velato, la faceva risultare una calamita per la maggior parte dei ragazzi, dalle più svariate età.
Erano in molti quelli che le chiedevano un appuntamento, o anche semplicemente un caffé.
Ma nonostante gli apprezzamenti in amore e le soddisfazioni nel campo dello studio, Emilie quel giorno piangeva.
Aveva viaggiato tanto è vero, ma quella mattina era diversa da tutte le altre.
Avrebbe viaggiato completamente da sola, e non aveva la minima idea di quando avrebbe rimesso piede in Italia per riabbracciare tutto ciò che le era familiare e con il quale era cresciuta e maturata così tanto.
Il biglietto era di solo andata e il suo umore un miscuglio tra ansia, paura e gioia smisurata.
Era certa che avrebbe sofferto maggiormente per la sua famiglia, per coloro che l'avevano sempre sostenuta anche nei periodi peggiori, negli scleri universitari, nelle liti inaspettate.
Ma soprattutto coloro che avevano continuato a farlo anche in quella decisione strampalata di andare in capo al mondo.
Quello strano angolo remoto della Terra che la stava chiamando a sé da diverso tempo ormai, senza un apparente motivo logico.
È vero che aveva sempre avuto fiducia in sé stessa e nelle sue capacità, ma andiamo !
Chiunque avrebbe il terrore di cominciare qualcosa di nuovo, in un Paese sconosciuto e per giunta completamente in balia di sé stessi.
Emilie si fermò di soprassalto una volta varcate le porte di vetro scorrevoli del gigantesco aeroporto.
Qualche strano ingranaggio del suo cervello le ricordó che avrebbe dovuto controllare il tabellone delle partenze per verificare il suo gate invece che continuare a contorcersi in pensieri strani e spiacevoli.
Così fece un respiro profondo, si asciugó le lacrime con lo stesso fazzoletto bucherellato che portava in tasca e si avvicinó all'area per l'imbarco.
La sua mente recitava un solo pensiero : < Posso farcela. >
Poi, improvvisamente gli occhi cominciarono a brillarle nel leggere la scritta in sovrimpressione che lampeggiava sull'enorme tabellone ferreo davanti a lei:
"Seoul , Incheon Departure, 7.35 AM" .
Era il suo.
A quel punto adocchió un posto libero, proprio lì, vicino alla prima delle tante signore asiatiche che avrebbe incontrato a dismisura a partire da quel viaggio.
La donna però la guardava in maniera peculiare. Aveva l'aria curiosa e uno sguardo dolce, stranamente non inquisitorio.
Così la ragazza fece per sedersi, (con poca grazia aggiungerei data la frenesia che portava in corpo).
Si concentrò unicamente su sé stessa, tentando di allontanare il miliardo di paranoie che le intasavano il cervello, e che doveva per forza di cose ignorare, altrimenti lo stesso viaggio sarebbe diventato un parto, altro che gioia smisurata.
Prese le sue Beats bianche, le collegó tramite bluethoot al cellulare, e chiuse gli occhi, accavallando le ginocchia.
Le braccia erano incrociate al petto e la testa china sotto la visiera rigida del cappello scuro.
Tutto questo, dopo aver scambiato un rapido sorriso imbarazzato con la signora che aveva affianco, la quale per un motivo ancora ignoto, continuava a fissarla con sguardo affascinato.
Questa sarebbe stata solo la prima delle infinite coincidenze che avrebbero costellato il suo magico viaggio.
SPAZIOAUTRICE
Buonasera a tutte!
Attualmente, ( 5 giugno 2019), ho iniziato a ristrutturare tutti i capitoli di questa storia a partire dal prologo.
Quindi, se per caso andaste avanti e notaste degli errori madornali ( risalenti ormai a quasi più di un anno fa), sappiate che sono in fase di revisione.
Intanto vi mando un bacio e spero apprezziate la mia storia <3
AH! : Mi lascereste una stellina se vi è piaciuto il chapter ?*-*
Non ci vuole nulla ed è proprio qui sotto! :3
Per voi potrebbe sembrare una cosa inutile, ma per me è essenziale al fine di far conoscere la mia storia? GRAZIE! <3
Frances.
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♡ Jungkook / Il filo rosso
RomanceJungkook è l'idol genuino, sexy e desiderato che tutti conosciamo. Emilie una ragazza caparbia, affatto timida, che lotta sempre per ciò che vuole. Questa che vi racconterò è una storia che sembra svilupparsi in maniera casuale, ma che in realtà s...
