Salve, mi chiamo janette, per gli amici jane, anche se io non ho molti amici, ho sedici anni e oggi mi ritrovo di nuovo in viaggio con mia mamma. Mio padre è morto quando ero piccola, non ho molti ricordi di lui, a dire il vero ricordo solo la voce. Dalla sua morte io e mia mamma non facciamo altro che spostarci da una città ad un'altra in cerca di una casa a basso prezzo. Dalla sua espressione capisco che ci siamo perse.
-mamma ci siamo perse di nuovo?-
-no amore riconosco questa strada-
-non siamo mai venute qua, come fai a riconoscerla?-
-l'ho vista sul telefono questa strada, e vicino la nuova casa. Ci siamo quasi."
Dopo varie rotonde e stradine finalmente arriviamo.
La casa sembra piccola ma bella.
L'entrata e coperta ai lati da cespugli e cancello al centro. Mia mamma scende dall'auto e rimane a fissare la casa come me.
-mamma sicura che il prezzo sia giusto? Mi sembra un po troppo basso. Insomma da fuori non sembra male...-
- jane aiutami a scendere gli scatoloni, dopo avrai tutto il tempo per fare domande.-
-agli ordini capo-
Dico mettendomi dritta e con la mano destra sopra le sopracciglia.
Quando supero il cancello entro subito a casa. A destra ci sono le scale a sinistra la cucina, salgo le scale e mi ritrovo in piccolo corridoio con una camera a destra una a sinistra ed una alla fine del corridoio.
Apro la porta a sinistra ed entro, e una camera da letto abbastanza spaziosa, c'è un letto ad una piazza e mezzo al centro della camera, ai lati due comodini difronte al letto la parete e coperta da un armadio gigante color panna che si intona con le pareti color azzurro chiaro, in fine difronte alla porta d'entrata dopo il letto c'è una porta vetrata. La apro ed esco nel piccolo terrazzino. Da quassù vedo il sole tramontare e alcune case. Allungo di più il collo e i piedi, vedo una piazza infondo alla strada con alcuni bambini che giocano a pallone e a rincorrersi. Mia mamma entra nella mia camera urlando il mio nome.
- JANETTE a tre ore che ti chiamo. Ti ho detto di aiutarmi con gli scatoloni.-
-va bene arrivo. Stavo solo esplorando la nuova casa.-
Esce dalla mia camera, la seguo scendendo dalle scale e prendendo alcuni scatoloni. Mentre sto per risalire rivedo mia mamma entrare e porgere i un altro scatolone.
- ecco mettili dentro la mia camera, dopo sei libera di esplorare la casa.-
Risalgo le scale ed entro nella camera a destra. Poggio gli scatoloni a terra ed esco. Mi rimane solo da vedere l'ultima porta che si trova infondo al corridoio, sicuramente sarà il bagno.
Infatti quando apro la porta vedo una vasca da bagno a zampa di elefante situata nella parete difronte a sinistra il lavandino e a destra il gabinetto ed il bidet.
E davvero una bella casa, il prezzo dovrebbe essere molto più alto almeno il triplo di quello che abbiamo pagato.
Sento la porta sbattere di sotto, segno che mia mamma ha finito di scendere le scatole. Arrivo in cucina e la vedo già all'opera.
-stai già cucinando? Neanche il tempo di arrivare? Scherzi vero?-
- se non cucino io chi cucina?-
-potevamo ordinare una pizza.-
-la mangi sempre e poi ho già cominciato.-
Dopo cena metto il mio bel pigiamino e vado a letto.
-notte mamma-
-notte tesoro-
La giornata di oggi è stata davvero pesante, inoltre domani inizia pure la scuola. Meglio se vado a dormire presto così domani non sarò stanca.
Mi metto sotto le coperte e chiudo gli occhi. In meno di due minuti mi addormento.
YOU ARE READING
Ghost
Fantasyjanette è una ragazza abbastanza timida, si trasferisce con la madre in una nuova città traslocando in una casa vecchia di almeno cento anni. Dopo una settimana, alla fine della scuola janette ritorna a casa cominciando a sentire strani vibrazioni...
