CAPITOLO 5

75 4 0
                                    

"Pazzesca la storia del vecchio Geremia, non é vero?"

Camminano in fila indiana già da una quarantina di minuti ormai, nel fitto della foresta.
 É Chase a guidare, naturalmente: segue un sentiero appena accennato, coperto in buona parte dalla vegetazione e cancellato dalle piogge. Ha una mappa ma è più per sicurezza. Grazie alla sua memoria non sente il bisogno di consultarla e non può evitare di gongolare ogni qual volta in cui ci riflette. Su questa sua qualità intendo: insomma, non è certo da tutti.

Zac invece lo segue, con le mani infilate nel lungo giaccone blu in cordura.

Sta pensando a come abbia fatto a finire lì. Fino a ieri era in una metropoli, caotica e rumorosa e adesso è lontano anni luce da qualsiasi segno di civiltà, alle calcagna di un perfetto sconosciuto, sperduto nella natura.

Non è così male in fondo. E poi questo strano ragazzo un po' grassottello sembra simpatico. Alienato abbastanza da non farlo sentire fuori luogo e con un buffo interesse per i misteri.

Lo ha osservato, quando si è presentato a casa con suo padre. Pendeva dalle labbra del taglialegna e gli brillavano gli occhi a ogni singola parola. Probabilmente si diventa così a stare in una cittadina come questa. In ogni caso l'alternativa era quella di rimanere insieme ai suoi genitori a discutere sul futuro, in un edificio isolato e senza alcuna via di fuga. Dopo aver trascorso quattro ore con loro, chiuso nella stessa auto, grazie tante ma anche no. Molto meglio rischiare di perdersi nel nulla e non essere mai più ritrovato.

"Che cosa scusa? Hai detto qualcosa?"

Si é accorto che Chase gli ha lanciato un'occhiata da sopra la spalla.

"Il vecchio Geremia..."

"Si..."

"É una storia pazzesca, no?"

Zac scansa all'ultimo un ramo troppo sporgente evitando per un pelo di ferirsi alla testa.

"Hum, si" borbotta "Si. Pazzesca."

Non hanno parlato molto durante il tragitto e quello di Chase è solo un modesto tentativo di fare conversazione. Si sa, non é bravo con queste cose e il nuovo arrivato non é che lo stia aiutando.
Si trascina appresso un silenzio che é come una coperta pesante: ingombrante a tal punto da schiacciarlo sulle spalle ma troppo rassicurante da volerla abbandonare.

"Ricordami di nuovo: dov'è che stiamo andando?"


Chase non avrebbe voluto portarlo con sé, eppure non poteva rinunciare al suo piano di effettuare un primo sopralluogo in giornata. Certo, se Hailey lo sapesse, non ne sarebbe contenta. Ed è pronto a scommettere che quando lo scoprirà, scoppierà un casino. Però che altro avrebbe potuto fare? Suo padre lo ha praticamente obbligato e il tempo non gioca certo a loro favore. Devono sbrigarsi: lunedì deve essere tutto pronto. Chissà lei come procede con i suoi tentativi. Se nella casetta al centro dell'isola avrà trovato il tempo di...fa quasi fatica a pensarlo.

Inoltre é con suo padre: e se la scopre?


"Ecco...ci sono delle...delle rovine da queste parti. Rovine antiche. E mi piacerebbe visitarle."


"E tu ti interessi di rovine antiche..."

Non è una domanda. È più un'affermazione incredula.


"Si. Beh, si. Per lo più la gente le ha dimenticate e come tutte le cose, se non se ne parla, se ne perde memoria. Però in biblioteca ho trovato delle vecchie mappe della zona e così...ho pensato di..." fa un gesto generico con la mano "...di dare un'occhiata insomma. Semplice curiosità."

LU/CEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora