Lei si chiama Daisy Richards, una ragazza di appena diciannove anni trasferitasi in Corea del Sud. L'America non era mai stata casa sua, non la sentiva tale inoltre proprio a Seul vivevano i suoi idoli che desiderava incontrare da circa tre anni. Tutto ciò le era stato possibile grazie alla sua famiglia molto benestante, veniva da una delle più ricche famiglie di tutta l'America.
Dopo una permanenza di circa tre settimane la ragazza decise di fare qualcosa di produttivo e che le permettesse di avvicinarsi al suo obbiettivo, quindi i BTS. Trovò un annuncio su internet che offriva un lavoro come assistente a una band sconosciuta, quale occasione migliore? Si presentò all'agenzia il giorno stesso senza neanche un curriculum.
《Mi dica, perché si sente adatta a questo lavoro?》chiese l'uomo ovviamente con i tratti orientali, leggermente in sovrappeso.
《In realtà non ho ben capito di cosa si tratta, cioè "assistente" può significare molte cose》disse lei provocando sul volto del uomo un sorriso. Non capiva se era contento davvero oppure facesse solo del sarcasmo.
《Significa lavorare per dei ragazzi, cioè fare quello che ti chiedono》spiegò in modo per niente esauriente. Daisy aveva molti dubbi al riguardo ma decise di tentare comunque, avrebbe fatto qualsiasi cosa per arrivare il più vicino possibile ai propri idoli e lavorare per dei ragazzini non l'avrebbe fermata di certo. Tutto per stare vicino al mondo del k-pop, non era niente di immediato, lo sapeva, ma sperava che la band per cui forse avrebbe lavorato facesse successo.
《Beh non sembra affatto difficile, inoltre ho molte qualità, tra cui la padronanza della lingua inglese》non voleva davvero dirlo ma era l'unica cosa che possedeva, non sapeva fare altro, era abituata ad essere servita, non a servire. L'uomo rise di nuovo, la ragazza gli stava davvero molto simpatica. Proprio un peccato..
《Bene, questo è il contratto, leggilo attentamente e firma qui》le porse una decina di fogli, lei per pigrizia lesse appena due pagine che chiedevano la massima riservatezza, cosa apparentemente normale ed estremamente noiosa, non che avesse firmato molti contratti ma supponeva che non ci fosse niente di anomalo quindi mise la propria firma sul foglio accettando ogni condizione scritta che lei non aveva letto.
《Domani alle 7:30 presentati a questo indirizzo, ti faremo conoscere i ragazzi per i quali lavorerai》disse porgendole un pezzo di carta con sopra scritto un indirizzo. Lei ringraziò andando via.
Era veramente scossa, non sapeva come funzionassero i colloqui in quel posto, ma il suo era davvero assurdo, inoltre non credeva di essere stata davvero assunta, non aveva detto praticamente niente se non il nome e l'età. Era comunque contenta, almeno avrebbe conosciuto qualcuno di famoso e magari anche fatto amicizia, in fondo quelli erano ragazzi come lei...
Daisy era esteriormente una ragazza superficiale, almeno era quello che dava a vedere, interiormente invece era estremamente fragile.
Per festeggiare la propria assunzione decise di andare a divertirsi un po'. Dopo essere passata da casa per cambiarsi si diresse verso un locale che aveva adocchiato di giorno. La scritta era illuminata con un colore viola fluo si chiamava "snake", prese un bel respiro ed entrò dentro. La sua bocca prese la forma di una o, il locale era molto grande, con tanta gente all'interno intenta a ballare. Decise di dirigersi direttamente al bancone per ordinare qualcosa da bere, l'avrebbe aiutata a superare l'agitazione del momento.
《Dimmi pure》disse il barman. La ragazza era leggermente nel panico, non sapeva davvero quali tipi di drink ci fossero.
《Ahm... qualcosa di forte... ma dolce allo stesso tempo》disse imbarazzata per aver fatto la figura da imbranata.
《Ci penso io》fece l'occhiolino il ragazzo che sceglieva dettagliatamente gli alcolici da mescolare. In poche mosse agili e veloci le porse il bicchiere con il liquido colorato di viola scuro, la ragazza fece per tirare fuori i soldi ma lui la fermò.
《Questo è stato già pagato》disse. Lei lo guardò confusa per qualche secondo.
《Come? E da chi?》chiese guardandosi a giro.
《Da quel ragazzo laggiù》indicò un tizio incappucciato nascosto nel buio. Era leggermente spaventata ma lusingata allo stesso tempo. Non fece troppe storie, bevve tutto in pochissimo tempo chiedendo al barman di farne un'altro che stavolta pagò lei. E dopo dieci minuti andò a ballare completamente sola, ma non ci trovava niente di triste, anzi, le piaceva stare sola. Ma la sua solitudine non durò molto, qualcuno le venne a parlare, o meglio urlare all'orecchio.
《Completamente sola?》chiese un ragazzo, era forse lo stesso ragazzo del drink?
《Sì, e quindi?》chiese lei voltandosi per vederlo ma la vista offuscata per via dei drink e la poca luce non lo permettevano.
《Strano che una ragazza carina come te sia tutta sola》disse. In tutto ciò i due si stavano facendo trascinare dalla musica.
《Neanche riesci a vedermi》disse lei leggermente irritata.
《Ti ho vista prima》disse lui.
《Mi segui per caso?》chiese lei allontanandosi leggermente dal quel ragazzo.
《Hey non ti mordo mica》disse lui vedendo la sua reazione. Ma non aveva risposto alla sua domanda.
《Mi chiamo Jackson》disse lui prendendo la sua mano aspettando di sapere il suo nome.
《Daisy》disse anche lei avvicinandosi al suo orecchio. In quel momento lei riuscì a sentire il profumo del ragazzo, era dolce.
《Hey, non è giusto che tu mi abbia vista mentre io non so neanche come sei fatto》disse lei tranquilla.
《Bene, allora che ne dici di andare a fare una passeggiata?》chiese lui.
《Vorrei davvero ma devo proprio andare a casa》stava inventando una scusa buona per togierselo di torno, non era del tutto imprudente, forse un po' ingenua ma non del tutto fuori dal mondo, le piaceva sognare ad occhi aperti e fino a quel momento le era sempre stato concesso.
《Ti accompagno》disse. Infondo non c'era niente di male, giusto? Fuori dal locale riuscì finalmente a vederlo. Era QUEL Jackson, l'amico di Namjoon, membro dei Got7, un'altra band che amava. Decise di fare finta di niente, non avrebbe mai voluto che scappasse scoprendo che era una fan.
《Quanti anni hai Daisy?》chiese lui incuriosito da lei.
《Diciannove e tu?》chiese di rimando lei. Stavano camminando tranquillamente e conversando come se niente fosse.
《Ventidue. Non sei Coreana giusto?》chiese di nuovo lui.
《No, vengo dall'America》disse lei sorridendo. Dentro stava morendo mente fuori aveva il classico atteggiamento da menefreghista e leggermente svampita. Nel frattempo erano già arrivati sotto casa sua.
《Beh io vivo qui》disse indicando una piccola villetta di due piani in un quartiere di lusso, il padre non avrebbe mai permesso alla figlia di vivere tra la plebe.
《Allora ci vediamo》disse lui voltandosi. Ad un tratto però sembrò ricordarsi di qualcosa, infatti tornò indietro.
《Che ne dici se ci scambiamo i numeri di telefono?》chiese sorridendo dolcemente.
《Oh, si perché no》rispose. I due si scambiarono i numeri per poi salutarsi definitivamente.
Daisy doveva dormire se non voleva fare tardi il primo giorno, infatti appena mise piede in casa si tuffò sul divano addormentandosi all'istante.
Lo so i primi capitoli non sono mai niente di eccezionale, sono quelli che servono per la presentazione.
Ho deciso di introdurre Jackson, non so se fargli avere un ruolo importante o meno, vedrò come procederà la storia.
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Too Bad, But It's too sweet
FanfictionCosa succede se una fan sfegatata dei BTS riesce a farsi assumere proprio da loro? Ovviamente sarebbe felice per il resto della sua esistenza. No? I ragazzi però non sono come il mondo li vede. Dietro ai bei faccini si nascondono dei mostri. Peri...
