Capitolo 11- Il maestro

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I due giorni successivi furono un inferno per Ak; non poteva mettere piede in un luogo senza essere subito circondata da una folla che, esaustivamente, si congratulava con lei per il neo-fidanzamento o da gruppi di ragazze che la minacciavano e le intimavano di lasciare Aukai, in quanto nelle loro menti contorte, lui fosse già sposato con ognuna di esse. E ad ogni parola di questi indesiderati, nuovi mattoni si aggiungevano nel Muro della ragazza, che null'altro desiderava che starsene tranquilla con i suoi amici, fatto reso nuovamente impossibile dal Muro che ormai la isolava dal resto dell'umanità; a quel punto, l'impossibilità di parlare dei suoi problemi con Aditi o Nina si mutava in nuovi mattoni, in un circolo vizioso che stava via via aumentando e degradando. Come se non bastasse, a quel marasma si aggiungeva, incolpevolmente, Aukai che,con le sue parole dolci e le sue azioni gentili nei confronti della giovane, non faceva che aumentare l'insicurezza di Ak e il suo Muro,in quanto ormai le due creature avanzassero di pari passo.

Per quei motivi, lunedì mattina Ak si svegliò più stravolta che mai,conscia che in quella nuova e maledetta giornata ci sarebbe stata la sua prima lezione con l'esercito, e il suo entusiasmo era assai sotto lo zero.

In pochi minuti riuscì a cambiarsi, lavarsi e rifarsi il letto, in modo da rimanere totalmente sola e tranquilla durante la colazione.

Il Refettorio era semi-vuoto; a quanto pareva, dopo la fine del Jaanch i ragazzi erano tornati a casa o dormivano fino a tardi, dato che potevano permetterselo. Ak si sistemò in un tavolino vicino alle finestre che davano su un piccolo parco sottostante, prese una tazza di latte e iniziò a mangiare in silenzio, nonostante lo scarso appetito.

Ad un tratto, nella sala entrò Aukai e tutti i tentativi di Ak per mimetizzarsi con la parete furono inutili: il ragazzo la vide, le si avvicinò e le diede un bacio leggero sulla testa, nonostante la ragazza avesse tentato di schivarsi. Odiava i segni di affetto come abbracci e baci, la facevano sentire vulnerabile, anche se in quel momento ringraziò di avere il suo Muro a proteggerla.

Il ragazzo si sedette al tavolo e iniziò a chiacchierare allegramente con Ak, la quale rispondeva con parole monosillabiche come "sì","no", "boh", chiaro segno che non aveva voglia di parlare con nessuno, men che meno con lui.

Verso le 9:00 si alzarono e si diressero verso il Centro di Comando, nel quale si trovava l'aula dove si sarebbe tenuta la lezione.

Non appena entrarono, Ak si fiondò nel banco all'angolo, in ultima fila,dove Elpis le aveva gentilmente tenuto il posto.

Da subito i gemelli Ajit e Krishna iniziarono a raccontare ciò che avevano scoperto riguardo al maestro: rivelarono che, secondo i loro informatori, era un uomo molto severo, quasi diabolico, che amava sminuire i suoi alunni e prediligeva le punizioni corporali.

-Ajit, sei il solito esagerato- esclamò Aditi, dando uno scappellotto sulla nuca del biondo.

-No, questa volta ha ragione- la voce profonda di Kris riscosse Ak dai suoi pensieri: di solito il terzo gemello non parlava mai.

Il moro si guardò intorno con circospezione, abbassò la voce e rivelò: -Io ho scoperto fatti ben peggiori riguardo al maestro e vi assicuro che sono autentici, tutti del suo quartiere ne sono a conoscenza. Si dice che sia sposato con una donna orrenda. Non brutta- aggiunse, dopo che suo fratello ebbe aperto la bocca per dire qualcosa -lei è un mostro dentro. A casa, lei lo comanda a bacchetta, lo obbliga a fare qualsiasi cosa, da comprare cose inutili a fare la figura dell'idiota, e lo rimprovera se sbaglia o se ciò che fa non la aggrada. Una volta è addirittura arrivata a picchiarlo. Ed è per questo che lui è frustrato. Dentro di sé ha accumulato la rabbia per le ingiustizie subite e per liberarsi da questo peso, tratta gli alunni nello stesso medesimo modo con cui viene trattato dalla moglie. Non potendo essere un comandante venerato e temuto a casa,punta a esserlo a scuola, con persone più deboli di lui.

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