Lauren's pov
Stavo camminando tranquillamente per la spiaggia quando improvvisamente sentii il telefono squillare.
Cazzo non poteva essere ancora il lavoro.
"Pronto?"
"Ehi Lo."
"Mani cosa cazzo c'è adesso?"
"Sono appena stata avvisata di una bomba sulla Avenue, vieni alla Miami high school e fai presto, sembra grave."
"Ok, dammi 10 minuti."
Ma cazzo, neanche faccio in tempo a respirare che mi chiamano.
Presi le chiavi della macchina e mi precipitai verso l'università.
Appena arrivai c'era già una marea di gente, tra cui polizziotti, medici, giornalisti, persone che non capivano cosa stesse succedendo.
Corsi verso il furgoncino degli artificieri e incrociai Normani nel tragitto.
"Ehi Mani, dimmi tutto." Le dissi mentre cercavo lo zainetto con tutta la mia roba.
"Ok. Allora, ci è stato riferito che c'è una bomba all'interno di un computer."
"E allora che è tutto sto casino? Ci sto un attimo."
"Cristo Lauren fammi finire! La bomba è collegata alla tastiera del computer e legata a questa c'è una ragazza."
"Continua."
"Se la ragazza smette anche solo per un'istante di scrivere saltiamo tutti per aria; inoltre ha un numero limitato di parole, come una specie di countdown, e beh se arriva a zero sai già che succede."
"Mh, ok. Altro?"
"Si. Lei è ammanettata alla gamba della scrivania. Ed oltre a lei c'è un altra ragazza, sempre ammanettata ad una delle gambe della scrivania. L'unica differenza è che in mano ha un filo collegato alla bomba e se osa muoversi di pochi centimetri la bomba scatta."
"Cristo ma chi è il malato che ha fatto questo?"
"Me ne sto già occupando. Sentendo la ragazza dentro è un certo Shawn Mendes, il suo ex.. sai, questioni di cuore."
"Oh, non serve aggiungere altro."
"Dai, sbrigati, non abbiamo ancora molto tempo."
Detto questo Mani tornò a cercare quel pazzo mentre io e la Brooke, una mia collega, ci incamminammo verso l'ingresso.
"Ally, sai la stanza?"
"Certo, secondo piano, la numero 206."
"Ok, andiamo."
Corremmo verso la stanza e dopo un minuto di orologio la trovammo.
Entrai di corsa e vidi le due ragazze in questione.
"Ok Ally, tu occupati del filo e delle manette, io penso alla bomba."
"Ricevuto."
"Ma tu s-sei una donna." Disse la ragazza che scriveva.
"Felice che tu lo abbia notato." Le risposi ironicamente. Presi un respiro profondo e continuai.
"Io sono Lauren e ora fai esattamente come ti dico, signorina.."
"Camila, chiamami Camila."
"Ok. Camila dimmi quante parole mancano alla fine."
"223"
"Cazzo."
Mi affacciai per vedere la schermata del computer. Ti amo puttana. Era questo ciò che doveva scrivere.
Ragazzo per bene..
La ragazza seduta, Camila, iniziò a piangere.
"N-non voglio morire.."
"Non morirai, tranquilla, fidati di me."
Cercai di rassicurarla. La guardai negli occhi e le sorrisi. Lei fece più o meno lo stesso. Sempre continuando a piangere. Era davvero adorabile.
"Lauren le manette sono fuori uso."
"Perfetto Ally, come sei col filo?"
"Ci sto lavorando."
Iniziai ad analizzare il computer e dato che era uno di quelli enormi dell'età di mia nonna, mi resi conto che l'unico modo per arrivare alla bomba era quello di passare sotto alla scrivania. Così presi la sega circolare dallo zaino, la collegai alla prima presa vicina; poi presi gli occhiali di protezione e guardai un secondo Camila.
"Quante parole?"
"115"
"Ok, Camila ascoltami un attimo." Le dissi mentre andavo sotto alla scrivania. "Devi aprire le gambe."
"C-cosa??"
"Apri le gambe ho detto."
Lei fece come le ordinai e io iniziai a intagliare il legno con la sega per poter aprire il computer da sotto. Non negai di avere una bella vista da lì, ma di certo non glielo avrei detto a lei.
"È un incredibile giornata oggi."
"Oh andiamo." Disse l'altra ragazza col filo in mano.
"Ok, evito."
"Lauren, col filo ho fatto, muoviti con quella." Disse Ally soddisfatta.
"Ok, Ally porta fuori l'altra ragazza e inizia ad avvisare la polizia di isolare la zona, non si sa mai. E sbrigati."
"Va bene, buona fortuna Lauren."
Detto questo vidi con la coda dell'occhio Ally e l'altra uscire di corsa all'esterno.
Ora c'eravamo solo io e Camila.
"Dai legno del cazzo, cedi." Dissi tra me e me.
Per fortuna quest'ultimo cedette, così misi da parte la sega, tolsi gli occhiali e iniziai a svitare il computer.
"Muoviti Lauren, mancano solo 35 parole!"
La ragazza ricominciò a piagnucolare.
"Dai non fare così Camila, al massimo ci restiamo secche." Cercai di sdrammatizzare ma fallii miseramente. Infatti pianse più forte.
"Ok ci sono.."
Tolsi il coperchio ed ecco la bomba.
"Dolce il tuo ragazzo devo ammettere, cos'è questo? Un regalo di San Valentino per entrambe?"
"Spiritosa." Disse in un tono tra l'incazzato e il sarcastico.
A lei non lo dissi, ma dentro quella bomba c'era così tanto C4 da far sbriciolare la casa bianca.
"Uhm, allora Camila.." le dissi mentre guardavo i fili collegati alla bomba e dopo aver preso le pinze.
"Ti sta più simpatico il filo bianco o il filo rosso?"
"Cc-cosa?!"
"Il filo rosso? Lo penso anche io."
"Lauren 7 parole!" La sentii sul punto di svenire. Presi le pinze e le misi tra il filo rosso.
Speriamo in bene..
Senza quasi guardare strinsi la pinza e spezzai il filo: assoluto silenzio.
Ce l'avevo fatta.
"Camila, è tutto finito tranquilla."
Non feci nemmeno in tempo ad uscire dalla scrivania che lei si alzò dalla sedia e mi strinse fortissimo. Mi sentivo bene tra le sue braccia.
"E questo per cos'è?" Le chiesi ancora attaccata al suo corpo, sussurrando.
"Grazie Lauren.. Grazie di cuore."
Sembrava così fragile.
Le sorrisi, presi lo zainetto e ci aprestammo ad uscire.
Appena varcata la porta iniziarono gli applausi, indirizzati ovviamente a me. Mandai Camila a farsi controllare da un medico, nel mentre incontrò anche la tipa che era legata con lei alla scrivania.
Tutti continuavano a complimentarsi, intanto mandai dentro alla scuola una squadra per controllare che non ci fossero altri pericoli.
"Ehi, Jauregui."
Riconoscerei quella voce ovunque.
"Lucy." Il mio capo. Nonchè migliore amica.
La strinsi in un abbraccio fortissimo e sorridemmo entrambe.
"Ottimo lavoro Lo, quasi quasi ti do una promozione.."
"Davvero?"
"No. E ora muovi quel culo e vai a controllare le ragazze."
Le sorrisi e andai verso Camila e la sua amica che stavano ricevendo le visite mediche.
"Ehi."
"Ehi." Risposero all'unisono.
"State bene?"
"Si, mai state meglio." Mi rispose l'altra. "Comunque io sono Dinah."
"Lauren, piacere mio."
"Non saprò mai come ringraziarti Lauren."
Sta volta a parlare fu Camila.
"Stai tranquilla Camila, è il mio lavoro." Le sorrisi e le toccai leggermente la mano in segno di gratitudine. Lei sembrò quasi imbarazzata dal gesto ma sorrise un attimo dopo.
Dentro là non lo avevo notato, ma con quei pantaloncini e quella maglietta trasparente era sexy...molto sexy.
In più lei aveva un viso bellissimo, sembrava un angelo.
Un angelo da sbattersi ovunque.
Cristo Lauren fa pensare il cervello, non la vagina.
"Voi siete le ragazze-bomba?" Sentii la voce di Mani alle mie spalle. Per fortuna.
"Ma ciao anche a te." Le dissi sorridendo.
"Hai fatto un gran lavoro Lo." Mi sorrise dolcemente e poi concentrò la sua attenzione sulle due ragazze. O meglio, più che altro su Dinah. Ne sembrava ammaliata.
"Vi informo con gran piacere che Shawn è andato a farsi fottere felicemente dietro le sbarre, perciò non siete più in pericolo." Fece un ampio sorriso e poi si riconcentrò su di me. Mi prese per un braccio e mi allontanò leggermente da loro.
"Magari potremmo invitarle a bere qualcosa, che ne so, per sciogliere la tensione."
Guardai per un istante Camila che mi riservò uno splendido sorriso.
"Hai ragione, così potremmo conoscerle meglio e archiviare per bene anche il caso."
Normani si voltò verso le due ragazze da cui ci eravamo un attimo allontanate.
"Lauren si chiedeva se magari vi andava di andare a bere qualcosa insieme. Per fare una chiacchierata." Sorrise e io pensai a uno dei tanti modi per ucciderla in quel momento.
Guardai Camila abbastanza imbarazzata ma lei sorrise e approvò l'idea.
Mani propose un bar non molto distante da lì, così decidemmo di usare la sua macchina e ci incamminammo verso quella. Camila camminava davanti, fianco a fianco a Mani.
L'occhio per sbaglio mi cadde e.. Oh Cristo. Il suo culo.
Calma gli ormoni Lauren, calma gli ormoni.
Arrivate alla macchina mi sedetti dietro a sinistra, il che era il mio solito posto; ma stranamente, molto stranamente, Normani fece sedere Dinah nel posto del passeggero. Quindi indovinate un pò chi avevo in parte.
Camila, ovviamente.
Per tutto il viaggio non facemmo altro che lanciarci occhiatine, o almeno questo facevo io. Di certo non potevo fissarla direttamente sennò mi avrebbe scambiata per una stalker psicopatica.
Ad un certo punto del tragitto sentii Camila rimenarsi nel sedile ma non ci feci troppo caso.
"Oggi c'è davvero molto caldo!"
Mi girai verso di lei e no.
Dio non farmi questo.
Proprio in quell'istante si sbottonò piano piano qualche bottone della sua quasi inesistente camicetta e accavallò le gambe in un modo così sexy che neanche la Kardashian saprebbe imitare.
Non pensarci Lauren,manca poco e siamo arrivati.
Iniziai a sentire caldo. Molto caldo. Troppo caldo.
Mi rigirai per sbaglio verso di lei e mi stava guardando in modo a dir poco arrapante.
Lauren non puoi sbattertela. No.
Distolsi immediatamente lo sguardo ma ormai il caldo mi continuava a sopraggiungere.
Cristo, ero eccitata?
"Mani non è che puoi accendere l'aria condizionata per favore? Qua stiamo morendo di caldo." Le sorrisi dallo specchietto e lei fece quel gesto miracoloso. L'accese.
Dio quanto cazzo lontano è sto bar?
Inutile dire che quello mi sembrò il viaggio più lungo della mia vita.
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Bomb
FanfictionLauren Jauregui è la più qualificata della squadra artificieri di Miami. Cosa succederà quando scatterà un'allarme bomba in un università del posto?
