Giù con me

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Mattia
<<Ascolta bella..facciamo come dico io>>
<<Bella? Ohhh>> mi da una spinta mentre rido
<<È un modo di dire..>> mi avvicino al suo viso <<bella>>
Alza gli occhi al cielo, e io le spettino i capelli.
<<Sei insopportabile>>
<<Lo so, ma sono anche bellissimo>> rido e con un braccio le afferro il collo da dietro e mi abbasso per baciarle la guancia
Lei ride, ma poi mi da una gomitata quando Matt rientra nello studio, e si ricompone.
<<Mamma mia quanto sei timida oh>> rido, e lo dico a voce normale perché Matt dall'altra parte può vederci ma non sentirci
<<Smettila idiota>> scuote la testa
Mi appoggio con la mano sul leggio <<E ancora non ti ho baciato davanti a tutti>>
Scuote la testa e trattiene una risata, come fa sempre lei <<La puoi finire?>>
<<Senti Memma è una settimana che non ti bacio>>
<<Dobbiamo discuterne ora? E poi non è una settimana>>
Continuiamo a parlare come se parlassimo del più e del meno guardando per terra oppure gli spartiti, e anche lei è divertita, e Matt dall'altra parte non ci guarda e sfoglia delle carte.
Batto la mano sul coperchio del pianoforte <<E non avrei solo voglia di baciarti>>
<<Sei un pervertito- scuote la testa e guarda in avanti verso Matt cercando di fare la faccia seria, e poi apre e chiude la bocca come fa sempre quando vorrebbe ridere, ma il suo orgoglio la imprigiona.
Matt attiva il microfono <<Bene, dai ricominciamo, possiamo registrare?>>
Ci guardiamo <<Si>>
Hai capito beneeee, giù con meeeeee, eeeeeee, eee..
Mi giro verso di lui mentre la voce finisce sulle ultime note, mi guarda anche lui.
<<Giù con me..>>
Matt ci fa segno di applaudire e io faccio un inchino.

Emma
<<Mangiamo una pizza? O hai da fare?>>
<<No, una pizza va bene>> dico con il magone allo stomaco, come se fosse il mio primo appuntamento.
Non so cosa succederà non so niente, ma ho bisogno della sua bocca, delle sue mani.
Mi sembra di essere scema, visto che stamattina eravamo senza niente, senza vestiti, ma anche senza muri.
Ma è comunque una sensazione bella, avere il groppo in gola, non sapere come sará, o come passeremo la serata.
<<Scegli il film però>> faccio scendendo di macchina
<<Il direttore del film sono io stasera>> arriva da dietro al mio orecchio, e poi mi prende le chiavi di mano, ed apre la porta come se non avesse detto niente.

Posa le chiavi sulla mensola all'ingresso, come se fosse casa sua, invadendo i miei spazi, ma non mi disturba, anzi, mi piace vederglielo fare.
<<Chiamo la pizzeria, come la vuoi?>>
<<C'è l' Emma Marrone?>> mi prende i fianchi da dietro baciandomi tra i capelli.
Lo stomaco sta facendo capriole <<Sei davvero idiota>>
Da dietro mi avvolge il collo con il braccio sinistro, e con il destro scivola la sua mano fino al mio polso, e preme il palmo della mia mano sulle sue labbra.
Sento il suo respiro vicino all'orecchio e il suo corpo e il mio senza un confine ben delineato.
Vorrei abbandonarmi a lui, ma così sarebbe troppo facile.

<<Sí, una piccante e una quattro stagioni>> faccio al telefono ordinando le pizze
Mattia sorride e cerca di fare l'incazzato facendomi il segno delle forbici con le mani
<<Taglia corto, abbiamo da fare>> mi mima con le labbra e sgranando di più gli occhi
Mentre dico la via e il numero del mio appartamento Mattia si alza e prende dal frigo le birre, il tentennio di queste risuona nella stanza, ed io cerco di pensare ad altro.
<<Perfetto alle nove>>
<<Sono solo le otto Mé>>
<<E allora? Che devo fare io>>
Sorride <<Scegliamo un film>> e scarta DVD che compro ossessivamente senza mai finirli, nessuno mi prende, preferisco la realtà dei libri, il mondo che ti crei, il tuo.
"Sono simpatico a tutti. Solo a te sto sul cazzo!"
<<È deciso, guardiamo questo..come si chiama?>> fa socchiudendo gli occhi mentre gira il DVD.
Lo infila nel lettore e si sistema sul divano e battendo la mano fa <<Dai che tanto quando arrivano le pizze suonano!>>
Vado in cucina a prendere le birre e le poggio sul tavolino davanti al divano.
Mi siedo al centro del divano, e guardandomi socchiude gli occhi <<Mi prendi in giro?>>
Sorrido <<Perché?>>
<<Ma viè qua no? Mica te mangio>>
Lo guardo senza espressione, o almeno spero, e poi distolgo lo sguardo, anche al buio i suoi occhi fanno effetto.
Mi prende per il braccio e ridendo mi accosta a se, alza le gambe sul divano e si distende, facendomi sdraiare davanti a lui.
Parte la musica, inizia il film NESSUNO SI SALVA DA SOLO
Sorrido piano. Mi prende dallo stomaco e mi fa accostare ancora di più a lui, e mi bacia la testa.
Mi abbandono sul suo corpo e finalmente mi rilasso.

"Potrò fare tutto nella vita ma non bacerò mai nessuna donna come ho baciato te!"
Sento baciarmi la testa, e sento il suo respiro regolare vicino all'orecchio, mi stringe di più.
"Mi piacciono le storie sospese, persone che si sfiorano... forse non si incontrano mai, però si cercano."
Mi cerca le mani, i polsi, mi cerca il collo, i capelli, le dita.
Il campanello suona e non so se essere felice o dispiaciuta.
Fatto sta che il mal di stomaco non mi passa, il bisogno di lui e la paura mi stanno facendo uno strano effetto, e non so come difendermi da me stessa.
Scendo le scale di corsa, mentre lui stoppa il film e si appresta alla tavola, e mi sembra quasi di vederlo, bere un sorso di birra e cercare qualcosa nel cassetto delle posate, senza pensieri, come fa sempre lui.
I suoi occhi sereni e la sua anima troppo complicata.
Ha insistito per andare a prenderle lui le pizze, ma non voglio che sappiano che è qui, neanche il pizzaiolo che viene a portarci le pizze.
Salgo le scale di fretta, ho bisogno delle sue mani.
Sbatto la porta dietro di me con un piede e mi schiarisco la voce, poggio in tavola i cartoni e lui li apre contento, come un bambino.
Salgo sulle sue gambe, è un bisogno ossessivo per lui, ma sono contenta, sarebbe un casino se non fosse così.
Lo bacio sulla guancia, sfregando il naso sulla sua barba corta e lui ride mangiando, a volte chiudendo gli occhi. Gli passo le mani fra i capelli.
Gli bacio il collo, dietro l'orecchio, il suo respiro si fa più irregolare e tira giù il boccone di pizza che aveva morso.
Le sue mani mi afferrano le coscie, e chiude gli occhi.
Scatta in piedi prendendomi in collo, le mie gambe attorno alla sua vita.
Mi fa sedere sul bordo della cucina e mi toglie velocemente la maglia.
Non ci siamo ancora mai baciati, e pure sembra ridicolo.
Mi toglie il reggiseno, me lo sfila dalle spalle.
Mi sento esposta, ma non mi da fastidio, le sue mani sanno cosa fare, e poi mi riprende in collo, ho indosso solo i jeans, e attorciglio le braccia mie al suo collo, mi aggrappo a lui.
Sono sua.
Mi fa scendere e ci fermiamo sulla soglia della porta della camera da letto, mi spinge contro e sento il legno sulla schiena, mi sfiora i capelli con le dita, tirandomeli indietro. E mi bacia, piano.
Mi sfiora le labbra, e sento sussurrare un "vaffanculo" contro i miei denti, e mi bacia più forte.
Le mie labbra si schiudono sulle mie, mentre le mie mani cercano di sfilargli la maglietta. Se la toglie da solo, veloce con forza e riprende subito i miei capelli.
<<Non sai che bisogno ho di te>> mi dice contro le labbra, mentre mi sorreggo a lui per attutire il colpo delle sue parole.
Lo afferro per le braccia, e lui mi prende di nuovo in collo. Mi butta sul letto, viene giù con me, mi sfila i Jeans con una smania mai vista sul suo viso, mi guarda negli occhi, mi divora con le mani. Prendo il suo viso e l'avvicino al mio, lo bacio forte e lui ricambia altrettanto ansimante.
Mi toglie ciò che di poco mi era rimasto.
Poi entra in me, lasciandomi gridare.
Sa cosa fare, sa come fare, lo lascio fare. E grido più forte.
Mi riempie, anche il cuore, mi sta vicino col viso, non mi lascia da sola mai, non sta a distanza, ha bisogno come me di noi.
Lo sento sorride sulla bocca, poi diventare serio, poi baciarmi piano, straziante.

Mattia
Grida così forte che potrei venire adesso, mi è mancata così tanto.
Il suo viso si contrae sotto di me ogni volta che entro di più dentro di lei.
<<Voltati>>
Sorride con gli occhi chiusi.
Si tira su e in ginocchio mi bacia, ma non c'è tempo, ho bisogno di sentirla di nuovo, di sapere che è mia, tutto questo è folle, non mi basta mai.
La giro e lei si abbassa sul letto, sorrido, ed entro di nuovo in lei, il mio posto.
Non le do tregua, la sento ansimare, la mia mano sul suo fianco, e l'altra sulla spalla, la tiro a me ad ogni spinta, sempre più forte. Lei inarca di più la schiena, e non ci vedo più.
Un brivido si propaga in tutto il corpo e vengo, seguito da lei, che grida.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 16, 2020 ⏰

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